A Pavia l’Eldorado della microelettronica
Distretto di nicchia ma in forte crescita con oltre 500 addetti
tra ingegneri e dottorandi. Boom di offerte di lavoro da parte delle aziende
di Luca Orlando
4' di lettura
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La scorsa settimana Riccardo, ora Marta. Che si aggiungono alle altre otto persone inserite negli ultimi 12 mesi nella sede di Pavia.
Ingressi di giovani ingegneri, Phd e diplomati che irrobustiscono l’organico di Inventvm, ora arrivato ad oltre 40 unità. Caso di crescita per nulla isolato, all’interno di un distretto di nicchia ma in salute, forte di oltre 500 addetti tra ingegneri elettronici e dottori di ricerca. Platea, che in più di un caso su tre si è formata all’università di Pavia, ateneo che puntando da tempo sulla microelettronica ha creato un bacino di know-how che ha fatto da fertilizzante e catalizzatore sul territorio, alimentando così un mini-distretto ad alta specializzazione. Terra di sviluppo di molte multinazionali, protagoniste tuttavia di vicende alterne, non sempre positive.
La stessa Inventvm, infatti, nasce come reazione di alcuni manager alla riduzione di organico annunciata da Silicon Mitus, gruppo coreano che aveva assorbito molti ingegneri in uscita da Marvell Technologies, big Usa che nel 2017 aveva lasciato Pavia. Il team, “stanco” delle multinazionali, ha così avviato un’attività in proprio. «Essere l’unica realtà made in Italy ci sta dando grandi soddisfazioni - spiega il Ceo di Inventvm Michele Chiabrera - e ci apre ad esempio nuove opportunità anche con i fondi del Pnrr. Ora stiamo crescendo, quest’anno realizziamo utili che vogliamo in prospettiva distribuire anche ai dipendenti, l’idea è quella di rendere tutti azionisti». I 4,5 milioni di ricavi dello scorso anno dovrebbero salire a oltre sei nel 2022, grazie a commesse legate ai diversi filoni di attività.
«Power management e sviluppi nel settore audio - racconta il presidente Francesco Rezzi - a cui ora aggiungiamo un nuovo filone di ricerca nella gestione delle batterie per auto elettrica». Il nodo, per tutti, è trovare le risorse. «Nella progettazione microelettronica la richiesta è ampia - aggiunge Rezzi - a fronte di un’offerta limitata. Per questo stiamo allargando la ricerca oltre Pavia, guardando ai Poilitecnici di Milano e Torino, a Pisa, oppure a Bari. In un paio di casi siamo riusciti a far rientrare dei giovani dall’estero, gli incentivi fiscali in effetti stanno funzionando». Inventvm, nata a inizio 2021, non è sul territorio un caso isolato, con numerose multinazionali ad insediare presidi robusti di ricerca e sviluppo. Tra queste Stmicroelectronics, Infineon, Ams, Asr.
Parte del team ex-Marvell, 30 addetti impegnati nei circuiti di conversione dei data center, si ritrova ora dopo due passaggi consecutivi in altre multinazionali (prima e-Silicon poi Inphi) ad essere nuovamente inserito nell’orbita del gruppo Usa. Con dimensioni raddoppiate. «Ora siamo 60 - spiega il country manager Giovanni Cesura - e abbiamo almeno altre otto posizioni aperte. Dallo shock del 2017 siamo ripartiti con uno spirito di squadra incredibile e ciò che si è visto nel tempo è che quella scuola è stata comunque importante per il territorio».

