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Victor Baltard

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Victor Baltard

Victor Baltard (Parigi, 10 giugno 1805Parigi, 13 gennaio 1874) è stato un architetto francese, che svolse la propria attività durante il Secondo Impero.

Figlio dell'architetto Louis-Pierre Baltard, studiò all’École des Beaux-Arts di Parigi e nel 1833 fu vincitore del Prix de Rome, grazie al quale soggiornò a Roma, a Villa Medici, dal 1834 al 1838.

La dedica di Ingres: « Offert à son ami / Me Vr Baltard / Ingres del. Rom 1836 »

L'Accademia di Francia a Roma era allora diretta da Dominique Ingres (al quale si deve il delizioso disegno di questo periodo che ritrae la giovane moglie di Baltard e la figlia).

Dal 1849 divenne architetto della città di Parigi. Nello stesso periodo fu anche architetto diocesano per il Palazzo episcopale e il seminario maggiore della città, ma questo incarico gli fu revocato nel 1854 perché l'amministrazione dei culti ritenne che egli desse troppa importanza ai suoi lavori. Tuttavia si deve a lui il restauro delle chiese di Saint-Germain des Prés, di Saint-Séverin, di Saint-Eustache (che era appunto la chiesa delle Halles) e di Saint-Etienne du Mont.

Il padiglione superstite delle Halles a Nogent-sur-Marne

Il suo nome è legato soprattutto alla costruzione delle Halles, il grande mercato coperto di Parigi realizzato tra il 1852 e il 1872, e completamente demolito nel 1972-1973, tranne per un padiglione che è stato classificato monumento storico e rimontato a Nogent-sur-Marne e uno portato in Giappone a Yokohama[1], e al progetto dell'analogo mercato del bestiame alla Villette, dove ora è stata costruita la Cité des sciences et de l'industrie.

Realizzò anche la Chiesa di Saint-Augustin (Parigi) (1862-1871) e due tombe: quella del musicista Louis James Alfred Lefébure-Wély al Père-Lachaise e quella del giurista Léon Louis Rostand al Cimitero di Montmartre.

  1. Il progetto iniziale delle Halles prevedeva 14 padiglioni, ma ne furono costruiti solo 10, mentre diveniva sempre più evidente la difficile convivenza tra il centro di Parigi e l'enorme mercato alimentare con il suo traffico. L'installazione delle grandi campate di ghisa e vetro fu il trionfo delle idee architettoniche di Henri Labrouste, che era stato anche lui un pensionnaire di Villa Medici tra il 1824 e il 1829.

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