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Un cuore debole

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Un cuore debole
Titolo originaleСлабое сердце
AutoreFëdor Dostoevskij
1ª ed. originale1848
Genereracconto
Lingua originalerusso
AmbientazioneSan Pietroburgo
ProtagonistiVasja Šumkov, Arkadij Ivanovič Nefedevič

Un cuore debole (in russo Слабое сердце?, Sláboje serdtse) è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto nel 1848.

Pubblicato per la prima volta nel 1848 nel secondo numero della rivista Annali della patria (in russo Отечественные записки?) di A. A. Kraevskij, il racconto è stato successivamente ripubblicato nel 1865.

Alla vigilia di Capodanno, due giovani colleghi e coinquilini, Arkadij Ivanovič Nefedevič e Vasilij Petrovič Šumkov (chiamato affettuosamente Vasja), discutono del prossimo matrimonio di quest'ultimo con Liza Artem'eva. Vasja è un copista con una calligrafia eccellente, ma vive in ristrettezze economiche e conta sul lavoro aggiuntivo datogli dal suo superiore, Julian Mastakovič. Sebbene Vasja abbia ancora molto lavoro da finire per il capo, l'euforia per il fidanzamento e l'insistenza di Arkadij — che non vuole passare la vigilia da solo essendo entrambi "senza famiglia" — hanno la meglio. I due decidono così di fare una visita a sorpresa a casa degli Artem'ev per conoscere la fidanzata. La serata si svolge tra la gioia di Vasja e l'affetto dei futuri parenti, con il dono di un cappellino per Liza.

Al ritorno, la realtà irrompe violentemente: Vasja è sconvolto e deve affrettarsi a terminare un importante lavoro di copiatura entro due giorni. Passa la notte insonne a scrivere, ma il giorno seguente, invece di lavorare, esce di casa e lascia un biglietto di auguri al suo capo. Quando poi confessa all'amico che restano ancora sei grossi quaderni da copiare e che aveva lavorato poco nelle ultime settimane a causa dell'euforia, crolla psicologicamente. Vasja, schiacciato dal senso di colpa per non aver onorato il debito di gratitudine verso il suo protettore e terrorizzato all'idea di una punizione (l'arruolamento forzato come soldato), entra in uno stato di profonda agitazione. Passa un'altra notte insonne cercando di "affrettare la penna", finché ha un nuovo collasso. Al risveglio, in preda alla follia, tenta di scrivere con una penna asciutta su fogli bianchi. Successivamente Arkadij Ivanovič lo ritrova negli uffici di Julian Mastakovič, dove di fronte al superiore e ai colleghi ha un crollo, credendo di essere arruolato nonostante la sua invalidità fisica. Julian Mastakovič, commosso, rivela ad Arkadij che il lavoro non era affatto urgente: «E così, per nulla s'è perduto un uomo».

Genesi e contesto editoriale

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Il racconto doveva far parte di un ciclo mai realizzato di opere unite da personaggi ricorrenti, ispirato alla Commedia umana di Balzac. Come in Povera gente e in Le notti bianche, al centro c'è la figura del «sognatore» e del «piccolo uomo» incapace di reggere al peso della realtà e delle emozioni[1].

Il protagonista Vasja Šumkov è ispirato allo scrittore Jakov Petrovič Butkov, coetaneo e amico di Dostoevskij. La storia riflette episodi reali della vita di Butkov, come il debito di gratitudine verso l'editore Kraevsky (prototipo di Julian Mastakovič), che aveva pagato per evitargli la coscrizione in cambio del suo lavoro letterario[2]. Il personaggio di Mastakovič appare in altre opere dell'autore e qui è ritratto ironicamente come l'uomo rispettabile con un "buon cuore" che innesca involontariamente la tragedia.

Personaggi principali

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Vasilij Petrovič Šumkov (Vasja)
Povero copista e piccolo burocrate, è un uomo dal fisico debole e leggermente gobbo. La sua psiche fragile non regge al contrasto tra l'immensa felicità per il matrimonio e l'ossessivo senso di colpa verso il suo superiore, portandolo alla pazzia.
Arkadij Ivanovič Nefedevič (Arkaša)
Migliore amico e coinquilino di Vasja. È dotato di una forte costituzione fisica e di uno spirito pratico; cerca disperatamente di proteggere l'amico e di risolvere la situazione, ma rimane impotente di fronte alla disgregazione mentale di Vasja.
Julian Mastakovič
Capo e protettore di Vasja. Pur essendo una figura autoritaria, dimostra una sincera affezione per il giovane.
Lizaveta Michajlovna Artem'eva (Liza)
Fidanzata di Vasja, una ragazza povera ma dal cuore d'oro, che rappresenta la felicità irraggiungibile per il protagonista.
  1. Перлина Н. М., Ф. М. Достоевский, Полное собрание сочинений в тридцати томах, Leningrado, 1972, p. 477.
  2. Рак В. Д., Ф. М. Достоевский, Полное собрание сочинений в 15 томах, Leningrado, 1988, p. 546.

Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 5739152139994411100002
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