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Tribunale di Provvisione

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Tribunale di Provvisione
Palazzo dei Giureconsulti
Stato Ducato di Milano
Istituito1277
daOttone Visconti
Operativo dal1277 - 1786
Soppresso daGiuseppe II d'Asburgo-Lorena
SedeMilano

Il Tribunale di Provvisione era una istituzione milanese medievale che si occupava delle finanze della cittá.

Origine e istituzione del Tribunale

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Il Tribunale di Provvisione venne istituito a Milano nel 1277 dall'arcivescovo Ottone Visconti, a seguito della sua vittoria contro la famiglia Della Torre nella battaglia di Desio[1]. La creazione di questa istituzione rispondeva alla necessità di consolidare il potere visconteo attraverso un organismo amministrativo capace di gestire le finanze, il commercio e l'approvvigionamento della città, nonché di sovrintendere alla politica fiscale e alla regolamentazione delle attività economiche[2].

Il Tribunale era inizialmente composto da dodici deputati, scelti tra i cittadini e nominati dal podestà, secondo quanto stabilito in una deliberazione del Consiglio generale del 1279. La sua funzione primaria consisteva nella gestione delle entrate e delle spese pubbliche, nel controllo della tassazione e nella supervisione dell'ordine economico e commerciale cittadino.

Consolidamento sotto il dominio visconteo

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Con il rafforzamento della signoria viscontea, il decreto statutario del 1313 trasferì alla famiglia Visconti la facoltà di nominare i dodici membri del Tribunale, rendendolo così uno strumento direttamente dipendente dal potere signorile. Questa modifica sancì il definitivo superamento dell'autonomia comunale, inserendo il Tribunale all'interno del sistema amministrativo del nascente ducato.

Nel 1364 un decreto signorile regolamentò l'accesso alla magistratura, stabilendo criteri più stringenti per la selezione dei membri e definendo la durata delle cariche. Tale regolamentazione venne ribadita negli "Statuta" del 1396[3], confermando il Tribunale di Provvisione come organo centrale nella gestione amministrativa di Milano.

Le disposizioni del 1396

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Il 13 gennaio 1396, sotto il governo di Gian Galeazzo Visconti, gli Statuta definirono con maggiore precisione le funzioni e le modalità operative del Tribunale di Provvisione:

  • Nomina e giuramento: «Domini duodecim offitio provixionum deputati tempore introytus sui officii iurare debeant in manibus vicarii officii provixionum [...] »[4];
  • Competenze fiscali e amministrative: «Per dominum Mediolani eligantur duodecim sapientes de melioribus et idonioribus [...] »[5];
  • Obbligo di presenza: «Consiliarii qui pro temporibus erunt, teneantur et debeant iurare ad sancta Dei evangelia [...] »[6];
  • Vincoli retributivi: «Et qui domini duodecim habere debeant et habeant pro eorum salario omni die [...] »[4];
  • Giustizia e ordine pubblico: «Quod constitutiones facte contra hereticam pravitatem observentur [...] »[7].

La riforma del 1376 e la nascita del Consiglio dei Dodici di Provvisione

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Nel 1376, durante il governo di Galeazzo II Visconti, il Tribunale subì una significativa riforma, finalizzata a migliorare l'efficienza della gestione economico-finanziaria. In tale contesto, venne formalmente istituito il Consiglio dei Dodici di Provvisione, un organismo specializzato che, pur rimanendo parte integrante del Tribunale, assunse competenze specifiche in materia fiscale e di approvvigionamento. Il Consiglio dei Dodici di Provvisione aveva il compito di:

  • Supervisionare la riscossione delle imposte e la gestione del debito pubblico;
  • Regolamentare la politica dei dazi e delle gabelle;
  • Gestire le risorse destinate al vettovagliamento della città;
  • Controllare le corporazioni e le attività produttive;
  • Sovrintendere alla realizzazione e alla manutenzione delle opere pubbliche.

Questa riforma confermò il carattere strategico del Consiglio, che divenne il principale organo di governo economico del ducato, con una notevole autonomia decisionale rispetto alle altre magistrature cittadine.

Evoluzione sotto gli Sforza e le dominazioni straniere

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Gli Statuta iurisdictionum non prevedevano una figura a capo del tribunale. All'inizio del quattordicesimo secolo emerse però la figura del priore, successivamente chiamato vicario di Provvisione, che presiedeva il tribuale per conto del duca[8]. Con l'ascesa della dinastia Sforza nel 1450, il Tribunale di Provvisione e il Consiglio dei Dodici mantennero un ruolo chiave nella politica economica del ducato. Francesco Sforza ne confermò le funzioni, utilizzandoli come strumenti per il finanziamento delle campagne militari e per il rafforzamento del controllo statale sull'economia cittadina[1].

La figura del vicario di Provvisione è descrita nel romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni nei capitoli XII e XIII. Nel testo manzoniano la figura del Vicario di Provvisione è tratteggiata come quella di un funzionario pusillanime e vile.

Con l'avvento della dominazione austriaca nel XVIII secolo, le riforme di Maria Teresa d'Austria e di Giuseppe II portarono alla definitiva soppressione del Tribunale di Provvisione e del Consiglio dei Dodici. Le loro funzioni vennero assorbite da nuove strutture amministrative, ispirate ai modelli burocratici del dispotismo illuminato.