Timeo (dialogo)
| Timeo | |
|---|---|
| Titolo originale | Τίμαιος |
| Altri titoli | Sulla natura |
| Autore | Platone |
| 1ª ed. originale | IV secolo a.C. |
| Genere | dialogo |
| Sottogenere | filosofico |
| Lingua originale | greco antico |
| Personaggi | Socrate, Timeo, Crizia, Ermocrate |
| Serie | Dialoghi platonici, VIII tetralogia |
Il Timèo (in greco Τίμαιος / traslitterato Tìmaios) è uno degli ultimi dialoghi di Platone, scritto attorno al 358 a.C. - poco dopo il Politico e il Filebo, ma prima delle Leggi, come dimostrano i numerosi parallelismi fra questi tre dialoghi - considerato fin dall'antichità un capolavoro del filosofo. Il Timeo fu concepito per formare una trilogia assieme a Crizia e all'Ermocrate, del quale non rimane alcuna traccia. Lo scopo della trilogia era quello di descrivere le origini dell'universo, dell'umanità e della società. Steso perlopiù sotto forma di lunghi monologhi tenuti da Crizia e Timeo, Platone propone un ragionamento sulla possibile natura del mondo fisico e degli esseri umani. La sua prosecuzione è costituita dal Crizia, un dialogo incompiuto che riprende la stessa ambientazione e gli stessi personaggi.
L'opera presenta una vasta cosmogonia fondata sulle conoscenze scientifiche più attendibili della metà del IV secolo a.C., un'epoca caratterizzata da curiosità intellettuale e da una costante condivisione del sapere. Un filosofo pitagorico — probabilmente di invenzione letteraria — di nome Timeo di Locri espone l'origine dell'universo, la natura del mondo fisico e la formazione dell'Anima del mondo come opera di un demiurgo, affrontando al contempo questioni relative alla conoscenza scientifica e al ruolo della matematica nella spiegazione del mondo. In questo testo, Platone elabora una cosmogonia che integra teorie innovative su spazio, tempo e trasformazione reciproca degli elementi, riflettendo il potente stimolo intellettuale che le nuove scoperte astronomiche e matematiche offrirono al mondo filosofico del suo tempo.
Questa cosmologia costituisce un'enciclopedia completa della scienza platonica, essenziale tanto per il filosofo quanto per l'uomo di stato. Platone la connette a un'antropologia — parte centrale del suo discorso sull'uomo — nella quale non solo delinea la storia immaginaria dell'umanità e della città di Atene, ma abbozza anche una psicologia morale fondata sull'imitazione, da parte dell'uomo, della divina armonia cosmica. L'intuizione di una presenza divina nel cosmo — descritta sia da Platone che da Aristotele come un "dio visibile" — segna dunque una svolta decisiva nella storia della religione greca e prefigura la teologia dell'epoca ellenistica e della Tarda Antichità. Il profondo sentimento religioso che pervade il Timeo, frutto dell'idealismo speculativo di Platone, è alla base dell'ottimismo della sua filosofia: poiché possiamo — nei limiti delle nostre capacità — identificarci con l'opera divina attraverso la ragione, la nostra salvezza è alla nostra portata; essa risiede nel pensiero. Tale convinzione informa i suoi progetti di riforma morale e politica, così come le sue teorie mediche.
La portata e il rilievo delle questioni affrontate in questo dialogo — che comprende una filosofia della storia connessa a una concezione generale della natura — spiegano perché esso sia stato oggetto di costante studio da parte di filosofi e studiosi nel corso dei secoli, nonché la profonda influenza che ha esercitato su praticamente ogni ambito del sapere, dall'antichità, passando per la prima epoca cristiana, fino al Rinascimento. Nonostante le enormi differenze tra le nostre conoscenze scientifiche e quelle dell'epoca di Platone, ciò che lo storico della filosofia Walther Kranz definì l'«atomismo matematico» del Timeo è stato considerato da alcuni scienziati del Novecento come un'ipotesi che anticipava le più recenti scoperte della fisica.
Sinossi
[modifica | modifica wikitesto]Presentazione generale
[modifica | modifica wikitesto]Il Timeo è caratterizzato da una struttura metodica e pedagogica, con transizioni chiaramente delineate: anticipazioni delle discussioni successive, ricapitolazioni dei risultati acquisiti e non meno di dieci riassunti. Si tratta inoltre di un dialogo in cui l'esposizione ininterrotta di un unico personaggio — Timeo di Locri — costituisce praticamente l'intera opera. Tali caratteristiche conferiscono al dialogo l'aspetto di una lezione destinata non a profani, bensì a un pubblico già "familiare con i metodi della scienza" (53c), come osserva Platone stesso. Nonostante la sua veste narrativa, non va trascurata la natura scientifica ed empirica del Timeo: Platone espone le conoscenze più avanzate della sua epoca con precisione e utilizzando un linguaggio tecnico, pur senza pretendere di essere esaustivo. Infatti, ben lungi dal limitarsi alla cosmologia e a questioni riguardanti la natura del mondo fisico, il Timeo affronta temi quali matematica, biologia, chimica, medicina, psicologia, politica, religione e astronomia.
Tra i partecipanti al dialogo figurano Socrate, Timeo, Ermocrate e Crizia. Alcuni studiosi ritengono che non sia il Crizia dei Trenta Tiranni a comparire in questo dialogo, bensì individuano suo nonno, anch'egli di nome Crizia. All'inizio del dialogo, si lamenta l'assenza di un altro partecipante sconosciuto, presente il giorno prima. Alcune tradizioni – Diogene Laerzio (VIII, 85), di Ermippo di Smirne (III secolo a.C.) e Timone di Fliunte (c. 320 – c. 235 a.C.) – hanno suggerito che il Timeo sia stato influenzato da un libro su Pitagora, scritto da Filolao, sebbene questa affermazione sia generalmente considerata falsa.
Il testo ebbe una grande incidenza teorica sulla filosofia e sulla scienza posteriori. Vi vengono approfonditi essenzialmente tre problemi: quello cosmologico dell'origine del cosmo, quello fisico della sua struttura, ed infine quello della natura iperuranica che permane nel suo stato di quiete. Ai tre argomenti corrispondono altrettante parti in cui è possibile suddividere l'opera, alle quali va aggiunto il prologo.
Prologo: una storia fittizia e una Genesi
[modifica | modifica wikitesto]In quest'opera enciclopedica, tutto ciò che riguarda la descrizione dell'universo, la fisica e la formazione dell'Anima del mondo non costituisce l'aspetto essenziale per Platone; la cosmologia svolge un ruolo secondario rispetto all'antropologia. Ciò appare evidente nella richiesta amichevole che Socrate rivolge ai suoi tre interlocutori: il pitagorico Timeo di Locri, Ermocrate e Crizia. Egli chiede loro di celebrare la città ideale descritta nella discussione avvenuta il giorno precedente: ora prosegue illustrando come la sua eccellenza — finora rimasta sul piano teorico e astratto — possa essere immaginata nella realtà vivente, operativa e in azione. Sarebbe possibile realizzarne un modello vivente e dimostrarne la perfezione di fronte alle sfide del mondo reale, sia in tempo di pace che di guerra (18b–20c)? Questo è il tema centrale del Timeo: l'intento del dialogo è politico. Crizia narra quindi la guerra vittoriosa combattuta da Atene novemila anni prima contro il nemico atlantideo, nonché la caduta di Atlantide, come appresi da suo nonno, che celebrava la magnificenza della città attica, che era riuscita nell'intrapresa di opporsi all'espansionismo della mitica isola. Attraverso un espediente narrativo, Platone intende così raccontare la storia dimenticata — sebbene di fatto fittizia — dell'umanità e della città di Atene; al pari del Libro della Genesi, il Timeo funge da libro delle origini, ricordando a un popolo i suoi inizi e i suoi antenati per meglio radicarlo nell'ordine universale. Egli mira inoltre a dare fondamento alla costituzione ideale descritta nella Repubblica,[1] mostrando come, nella più remota antichità — prima del Diluvio —, Atene si conformasse a tale modello di eccellenza, un modello a sua volta coerente con la finalità dell'essere umano di trovare la propria collocazione all'interno di quella città e di quell'universo ordinato. In tal modo, Platone conferisce alla sua narrazione l'autorità della storia e, collegando quest'ultima alla storia dell'universo, le attribuisce anche l'autorità della scienza fisica, mettendo al contempo in risalto l'unità di tutte le cose.
Parte prima: operazioni del Demiurgo
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Johann Christian Bock, 1685

Termina qui la parte propriamente dialogica dell'opera, per dare inizio ad una lunga e complessa trattazione ad opera del solo Timeo. Nella prima parte Platone si sofferma sulle verità eterne della realtà increata, e su come questa abbia dato origine al cosmo del divenire. Data l'esigenza di sciogliere il dualismo fra mondo delle Idee e mondo delle cose, viene introdotto un terzo termine mediatore, il Demiurgo, ovvero "colui che fabbrica per il popolo", una figura che successivamente è stata paragonata a quella del Dio cristiano. Compito del Demiurgo è quello di "plasmare", ordinare la materia preesistente, puro caos e necessità (ἀνάγκη), ad immagine e somiglianza delle Idee. Per fare questo l'Artefice utilizza il numero, mediatore tra la realtà mutevole e quella eterna, ed in questo modo dà vita al cosmo attraverso un'anima del mondo. Quindi forma il tempo, immagine mobile dell'eternità, e gli astri, che sono dèi visibili. A queste divinità attribuisce il compito di forgiare quello che resta del mondo, ovvero i corpi delle creature mortali; in questo modo il cosmo è compiuto in maniera completa e bella, la migliore possibile per un mondo in divenire. Viene fornita quindi una breve descrizione dei sensi umani e della loro finalità, a cui segue la seconda parte del dialogo.
Parte seconda: il principio materiale
[modifica | modifica wikitesto]In questa sezione Timeo descrive la natura del principio materiale del cosmo, amorfo e caotico, soggetto alla necessità. Quindi si occupa dello studio dei fenomeni fisici: tuttavia, avvisa, proprio perché si tratta di una realtà soggetta al divenire, le conclusioni a cui si giungerà non saranno certe ma solo probabili. Platone descrive il cosmo come composto di quattro elementi: fuoco, terra, aria e acqua.
Gli elementi
[modifica | modifica wikitesto]I quattro elementi non sono tali nel senso originario della parola, ossia non sono il fondamento della realtà materiale, ma sono a loro volta composti di qualcosa di più basilare: i triangoli. Come sempre nel Platone della vecchiaia la matematica assume importanza fondamentale, e i triangoli vanno a costituire dei solidi così piccoli da risultare invisibili, ma che in grandi quantità appaiono come, appunto, i quattro elementi: la terra corrisponde all'esaedro, l'aria all'ottaedro, l'acqua all'icosaedro e il fuoco al tetraedro. Inoltre viene teorizzato un quinto solido, il dodecaedro, che funge da elemento decorativo del cosmo e la cui funzione non è ben precisata; in epoche successive (già lo scolaro Aristotele) questo elemento sarà identificato con l'etere o quintessenza.
Questa parte di dialogo si conclude con altre considerazioni fisiche riguardanti le varie forme che gli elementi assumono, e le interazioni tra essi ed i sensi umani.
Parte terza: la natura umana
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Nella parte conclusiva del dialogo vengono descritte le caratteristiche fisiche dell'uomo, analizzando funzione e costituzione dei vari organi e trattando delle parti mortali dell'anima, quella irascibile e quella appetitiva. Vengono inoltre trattati l'invecchiamento e la morte, e le malattie che colpiscono corpo e anima.
In conclusione si descrivono le sorti dell'anima dopo la morte che, se poco curata, va a reincarnarsi in corpo di donna o di animale, in base alla gravità della sua condizione. Così si conclude il discorso di Timeo sul cosmo, avendo trattato di ogni suo aspetto dal macrocosmo sino al microcosmo umano.
Influenza culturale
[modifica | modifica wikitesto]Il Timeo è la più estesa traduzione dal greco al latino effettuata da Marco Tullio Cicerone.[2]
Nell'Europa cristiana il Timeo ha rappresentato per molti secoli, grazie al commento ed alla traduzione latina di Calcidio del testo da 31c4 a 53c3, lo schema di fondo che filosofi e teologi hanno usato per spiegare la realtà.
Ha avuto fondamentale influenza sul neoplatonismo e, attraverso di esso, sulla filosofia patristica. Inoltre, molti temi del Timeo verranno ripresi in età rinascimentale, quali la corrispondenza tra microcosmo e macrocosmo, l'idea di anima del mondo e, in ambito anche alchemico, di quintessenza. Infine, c'è un parallelismo tra il concetto platonico di un cosmo ordinato al meglio e l'idea leibniziana del migliore dei mondi possibili.[3]
Questo dialogo ha influenzato in maniera indiretta anche il geocentrismo, grazie all'idea che tutto è riconducibile ai triangoli.
Il Timeo, assieme al Crizia, è il dialogo che ha dato origine al mito di Atlantide: vi viene riportato ciò che Sonchis narrò a Solone, un argomento a cui sono stati dedicati moltissimi studi.[4]
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Edizione testuale di riferimento
[modifica | modifica wikitesto]- Platonis Opera, recognovit brevique adnotatione critica instruxit, a cura di John Burnet, Collezione Scriptorum Classicorum Bibliotheca Oxoniensis, Oxford, 1ª ed. 1903.
- Traduzioni italiane
- Il Timeo, o vero della natura, trad. di Francesco Acri, 1872 (fuori dall'Italia); Napoli, Domenico Morano Libraio-editore, 1886; ed. riveduta, 1913; a cura di Carlo Carena, Torino, Einaudi, 1970-2026.
- Il Timeo, trad. di Giuseppe Fraccaroli, Milano, Fratelli Bocca Editori, 1906.
- Il Timeo, trad. e note di Cesare Giarratano, Bari, Laterza, 1918; Introduzione e commento di Giuliano Manacorda, Piccola Biblioteca Filosofica, Bari, Laterza, 1950.
- Timeo, trad. di Emidio Martini, Torino, Paravia, 1935; a cura di Salvatore Primiceri, Collana Gli archetti, Rimini, I Libri dell'Arco, 2023, ISBN 979-12-806-2585-4.
- Timeo, trad. di Eugenio Levi, Biblioteca Universale n.180, Milano, Sonzogno, 1937.
- Timeo, trad. di Enrico Turolla, in: I Dialoghi, Milano, Rizzoli, 1953.
- Timeo, trad. di Francesco Adorno, in: Dialoghi politici, vol. I, Collezione Classici Greci, Torino, UTET, 1953.
- Timeo, in: Tutti gli scritti, trad. di Giovanni Reale, Milano, Rusconi, 1991; Introduzione, trad., note, apparati e appendice iconografica a cura di G. Reale, Appendice bibliografica a cura di Claudio Marcellino, Collana Testi a fronte n.9, Milano, Rusconi, febbraio 1994, ISBN 978-88-187-0027-5; Milano, Bompiani, 2000-2026.
- Timeo, trad. di Giuseppe Lozza, Collana Oscar Classici Greci e Latini n.79, Milano, Mondadori, settembre 1994.
- Timeo, trad. di Enrico Pegone, in: Tutte le opere, con un saggio di Francesco Adorno, A cura di Enrico Valdo Maltese, Collana Grandi Tascabili Economici, Roma, Newton Compton, ottobre 1997.
- Timeo, a cura di Francesco Fronterotta, Collana BUR Classici Greci e Latini, Milano, Rizzoli, settembre 2003, ISBN 978-88-171-0693-1.
- Timeo, a cura di Federico Maria Petrucci, Introduzione di Franco Ferrari, Collezione Scrittori greci e latini, Milano, Fondazione Lorenzo Valla-Mondadori, 2022, ISBN 978-88-047-5265-3.
- Studi
- Calcidio, Commentario al Timeo di Platone, testo latino a fronte, a cura di Claudio Moreschini, Collezione Il pensiero occidentale, Milano, Bompiani, 2003.
- Alfred Edward Taylor, A Commentary on Plato's Timaeus, Oxford, Clarendon Press, 1928.
- Francis MacDonald Cornford, Platos' Cosmology. The 'Timaeus' of Plato, London, Routledge 1935; ristampaː Indianapolis, Hackett, 1997.
- Luc Brisson, Le même et l'autre dans la structure du Timée de Platon. Un commentaire systématique du Timée de Platon, Sankt Augustin, Akademia Verlag, 1998.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Platone, Timeo, a cura di F. Fronterotta, Rizzoli, Milano 2003, 17a-19a, pp. 136-137.
- ↑ Francesco Aronadio, L'orientamento filosofico di Cicerone e la sua traduzione del "Timeo", in Méthexis, vol. 21, 2008, pp. 111-129. URL consultato il 1º marzo 2024.
- ↑ Paul Schrecker, "Leibniz and the Timaeus", The Review of Metaphysics, Vol. 4, 1951, pp. 495-505.
- ↑ Lyon Sprague De Camp, Il mito di Atlantide e dei continenti scomparsi, Fanucci, 1980
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Timeo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Timeo, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
- (EN) Timaeus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Frank Grabowski, Plato: The Timaeus, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
- (EN) Edizioni e traduzioni di Timeo, su Open Library, Internet Archive.
- (GRC) Il testo greco presso il Perseus Project, su perseus.tufts.edu.
- Traduzione integrale del Timeo (PDF), su vicoacitillo.it.
- (EN) Donald Zeyl e Barbara Sattler, Plato's Timaeus, in Edward N. Zalta (a cura di), Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Università di Stanford.
- Frank Grabowski, Plato: The Timaeus, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 178970449 · LCCN (EN) n83135110 · GND (DE) 4126337-6 · BNF (FR) cb12010394n (data) · J9U (EN, HE) 987007303753705171 |
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