Terza lettera ai Corinzi
| Terza lettera ai Corinzi | |
|---|---|
| Datazione | 160-170 |
| Attribuzione | Paolo di Tarso |
| Luogo d'origine | Siria |
| Manoscritti | Papiro Bodmer X (IV secolo) |
| Destinatari | Comunità cristiana di Corinto |
| Tema | Risurrezione della carne |
La Terza Lettera ai Corinzi è una lettera in greco antico composta tra il 160 e il 170, probabilmente in Siria, ma di attribuzione pseudoepigrafica a Paolo di Tarso. È contenuta nel Papiro Bodmer X.
Fu composta originariamente come risposta alla Lettera dei Corinzi a Paolo; successivamente fu inclusa negli Atti di Paolo, una collezione di scritti relativi all'apostolo.
Tema
[modifica | modifica wikitesto]È uno dei più antichi testi che parla della resurrezione, anche se si limita a riproporre i contenuti della fede già enunciati, e più ampiamente nel capitolo 15 della Prima Lettera ai Corinzi, seppur introducendo una piccola ma importante novità. Infatti non si parla qui di ἀνάστασις τῶν νεκρῶν ("resurrezione dei morti"), come nella Prima lettera ai Corinzi, ma di ἀνάστασις τῆς σαρκός ("resurrezione della carne"), mostrando l'evoluzione del problema. La polemica si è evidentemente spostata sulla prospettiva antropologica greca di tipo dualistico, secondo cui l'uomo è composto da due parti: il corpo, corruttibile e destinato a scomparire, l'anima, immortale e destinata alla vita eterna. Proprio in risposta a questa concezione dualistica, la lettera ribadisce la verità della resurrezione della carne.
Testo
[modifica | modifica wikitesto]- Paolo, prigioniero di Gesù Cristo, ai fratelli che sono a Corinto, saluto.
- Essendo in mezzo a molte tribolazioni, non mi meraviglio se gli insegnamenti del maligno si diffondono rapidamente. Poiché il Signore Gesù Cristo affretterà la sua venuta e siederà nel giudizio non sopportando più l’insolenza di coloro che falsificano le sue parole.
- Poiché vi ho trasmesso fin da principio le cose che ho ricevuto dai santi apostoli che furono prima di me, i quali furono in ogni tempo con Gesù Cristo: cioè che il nostro Signore Gesù Cristo nacque da Maria, che è della stirpe di Davide secondo la carne; e che lo Spirito Santo, mandato dal cielo dal Padre a lei per mezzo dell’angelo Gabriele, fece sì che egli scendesse in questo mondo per redimere ogni carne con la sua carne e risuscitarci dai morti nella carne, come egli stesso ci ha mostrato in sé come esempio.
- E poiché l’uomo fu formato dal Padre, così il genere umano fu cercato quando era perduto, affinché fosse reso vivo mediante l’adozione. Per questo fine Dio Onnipotente, che fece prima il cielo e la terra, mandò dapprima i profeti ai Giudei, affinché fossero distolti dai loro peccati. Poiché aveva stabilito di salvare la casa d’Israele. Perciò conferì una parte dello Spirito di Cristo ai profeti e li inviò ai primi Giudei, ed essi proclamarono il vero culto di Dio per un lungo periodo di tempo.
- Ma il principe dell’iniquità, desiderando essere Dio, mise le mani su di loro e li bandì da Dio, e legò ogni carne con cattive concupiscenze, e la fine del mondo si avvicinò con il giudizio.
- Ma Dio Onnipotente, che è giusto, non volle rigettare la sua stessa creazione, bensì ebbe compassione di essa dal cielo e mandò il suo Spirito in Maria in Galilea, la quale credette con tutto il suo cuore e ricevette lo Spirito Santo nel suo grembo, affinché Gesù potesse venire nel mondo, e affinché, mediante quella carne, colui che aveva condotto il malvagio alla morte fosse vinto, e allo stesso modo egli fosse mostrato come colui che deve essere superato.
- Infatti, con il proprio corpo, Gesù Cristo ha salvato ogni carne e l’ha restituita alla vita, affinché mostrasse il tempio della giustizia nel suo corpo, mediante il quale siamo salvati, nel quale, se crediamo, siamo resi liberi.
- Sappiate dunque che coloro che sono d’accordo con costoro non sono figli della giustizia, ma figli dell’ira, che respingono la sapienza di Dio, dicendo che il cielo, la terra e tutto ciò che è in essi non sono opera di Dio. Essi quindi sono figli dell’ira, poiché sono maledetti, seguendo l’insegnamento del serpente, dal quale dovete scacciarli e fuggire dalla loro dottrina. Poiché non siete figli della disobbedienza, ma della Chiesa diletta. Pertanto il tempo della risurrezione è proclamato a tutti.
- E quanto a ciò che essi dicono, che non vi è risurrezione della carne, essi in verità non avranno risurrezione alla vita, ma al giudizio, perché non credono in colui che è risorto dai morti, né credono né comprendono. Poiché non conoscono, o Corinzi, i semi del grano o di altri semi, come sono gettati nudi nella terra, si corrompono e poi risorgono per la volontà di Dio con corpi rivestiti. E non solo quel corpo che è stato gettato risorge di nuovo, ma molte volte anche con maggiore gloria.
- E se non dobbiamo prendere esempio solo dai semi, ma da corpi più nobili, voi sapete come Giona, figlio di Amittai - quando non volle predicare a Ninive e fuggì - fu inghiottito dal mostro marino. Dopo tre giorni e tre notti Dio ascoltò la preghiera di Giona dal più profondo degli inferi, e nessuna parte di lui fu consumata, neppure un capello o una ciglia.
- Quanto più, o voi di poca fede, egli risusciterà voi che avete creduto in Cristo Gesù, così come egli stesso è risorto. Allo stesso modo, un uomo morto fu gettato sulle ossa del profeta Eliseo dai figli d’Israele, ed egli risorse nel suo corpo. Quanto più, o voi di poca fede, risorgerete voi che siete stati gettati su di lui, in quel giorno, avendo la vostra carne integra, come egli è risorto?
- Allo stesso modo, riguardo al profeta Elia, egli risuscitò il figlio della vedova dalla morte. Quanto più il Signore Gesù vi risusciterà dai morti al suono della tromba, in un batter d’occhio? Poiché egli ci ha mostrato un esempio nel suo stesso corpo.
- Se dunque ricevete qualche altra dottrina, Dio ne sarà testimone contro di voi. Nessuno mi dia molestia, poiché io porto queste catene affinché possa guadagnare Cristo. Io porto quindi i suoi segni nel mio corpo per poter giungere alla risurrezione dei morti. Chiunque rimane nella regola che ha ricevuto dai beati profeti e dal santo Vangelo riceverà una ricompensa dal Signore, e quando egli risorgerà dai morti otterrà la vita eterna. Ma chi trasgredisce queste cose, con lui è il fuoco, e con coloro che camminano nella stessa via, che sono uomini senza Dio, i quali dovete respingere nella potenza del Signore. E pace, grazia e amore siano con voi.
Canonicità
[modifica | modifica wikitesto]Dal punto di vista canonico, 3Corinzi è considerata un apocrifo del Nuovo Testamento. In passato ha goduto di notevole fortuna, specialmente nell'oriente cristiano-siriaco, al punto da essere compresa nel canone siriaco e in quello armeno per diversi secoli. Attualmente non ne fa parte. Fu inclusa tra gli scritti canonici anche nel Catalogus Claromontanus, composto in Occidente nel IV secolo.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giuseppe Ghiberti (a cura di), Paolo di Tarso a 2000 anni dalla nascita, Effatà Editrice, 2009, pp. 176-177, ISBN 9788874025022.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) 3 Corinthians, su Acta Pauli.

