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Territori cromosomici

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I 23 territori cromosomici umani, durante la prometafase, nei fibroblasti

Nella biologia cellulare, i territori cromosomici sono regioni del nucleo occupate in modo preferenziale da particolari cromosomi.

I cromosomi nell'interfase sono lunghi filamenti di DNA ampiamente ripiegati, e sono spesso descritti come simili a un piatto di spaghetti. L'idea dei territori cromosomici sostiene che nonostante questo apparente disordine, i cromosomi occupano aree generalmente definite del nucleo.[1] Si crede che la maggior parte degli eucarioti possieda territori cromosomici, anche se il lievito S. cerevisiae in gemmazione rappresenta un'eccezione.[2]

Caratteristiche

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I territori cromosomici sono sferoidi con diametri nell'ordine di uno o pochi micrometri.[1]

È stato notato che i compartimenti del nucleo privi di DNA, detti compartimenti intercromatinici, possono estendersi nei territori cromosomici per facilitare la diffusione molecolare in regioni che altrimenti sarebbero occupate da cromosomi densamente impacchettati.[3][4]

Storia e prove sperimentali

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L'idea dei territori cromosomici è stata proposta dall'anatomista Carl Rabl nel 1885, in base a studi condotti su salamandra maculata.[2]

I territori cromosomici hanno ottenuto riconoscimento in seguito a studi che utilizzano tecniche di marcatura fluorescente (ibridazione fluorescente in situ).[5]

Studi sulla prossimità genomica che usano tecniche come la cattura della conformazione cromosomica supportano l'idea dei territori cromosomici, mostrando che i contatti tra DNA e DNA (DNA-DNA contacts) avvengono prevalentemente all'interno di particolari cromosomi.

  1. 1 2 (EN) Karen J. Meaburn e Tom Misteli, Chromosome territories, in Nature, vol. 445, n. 7126, 2007-01, pp. 379–381, DOI:10.1038/445379a. URL consultato il 2 maggio 2025.
  2. 1 2 (EN) T. Cremer e M. Cremer, Chromosome Territories, in Cold Spring Harbor Perspectives in Biology, vol. 2, n. 3, 1º marzo 2010, pp. a003889–a003889, DOI:10.1101/cshperspect.a003889. URL consultato il 2 maggio 2025.
  3. (EN) Heiner Albiez, Marion Cremer e Cinzia Tiberi, Chromatin domains and the interchromatin compartment form structurally defined and functionally interacting nuclear networks, in Chromosome Research, vol. 14, n. 7, 2006-11, pp. 707–733, DOI:10.1007/s10577-006-1086-x. URL consultato il 2 maggio 2025.
  4. (EN) Jacques Rouquette, Christel Genoud e Gerardo H. Vazquez-Nin, Revealing the high-resolution three-dimensional network of chromatin and interchromatin space: A novel electron-microscopic approach to reconstructing nuclear architecture, in Chromosome Research, vol. 17, n. 6, 2009-08, pp. 801–810, DOI:10.1007/s10577-009-9070-x. URL consultato il 2 maggio 2025.
  5. (EN) SUSHIL KUMAR e A. T. NATARAJAN, Kinetics of Two-break Chromosome Exchanges and the Spatial Arrangement of Chromosome Strands in Interphase Nucleus, in Nature, vol. 209, n. 5025, 1966-02, pp. 796–797, DOI:10.1038/209796a0. URL consultato il 2 maggio 2025.

Voci correlate

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  • Epigenetica - Studio delle modifiche del DNA che non ne cambiano la sequenza.

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