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Teatro Piccinni

Coordinate: 41°07′31.69″N 16°52′02.86″E
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Teatro Piccinni
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàBari
IndirizzoCorso Vittorio Emanuele II, 84
Dati tecnici
TipoSala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e loggione
FossaPresente
Capienza775 posti
Realizzazione
Costruzione1854
Inaugurazione1854
ArchitettoAntonio Niccolini
Sito ufficiale
Foto d'epoca del Teatro Piccinni
Scorcio della sala
«Il Piccinni è il Teatro di una Città ricca di teatri, è il Teatro di un capoluogo e di un Sud presente e vivo. Il Piccinni deve essere una scena aperta alle influenze del mondo e una platea ospitale, di spettatori partecipi. Deve emozionare, il Piccinni, sfidando tipologie, età e indifferenza: rappresentare e alimentare quel sentimento di comunità che fa un teatro e una città.»

Il teatro comunale Niccolò Piccinni, conosciuto semplicemente anche come teatro Piccinni, è il più antico teatro della città di Bari. Per dimensioni, è il quarto teatro all'italiana della Puglia, dopo il teatro Petruzzelli, il Politeama Greco di Lecce e il Verdi di San Severo.

Il Comune di Bari disponeva già dalla metà del XVIII secolo di un proprio teatro, ubicato al pianterreno del cinquecentesco Palazzo del Sedile nella città vecchia; tuttavia, nei primi decenni del XIX secolo, esso versava in pessime condizioni e le sue dimensioni erano inadatte a ospitare un pubblico numeroso. Inoltre, con l'apertura del borgo murattiano la città si era espansa al di fuori delle antiche mura; il Decurionato deliberò pertanto la costruzione di un nuovo edificio[1]. Per la progettazione, costruzione e decorazione del nuovo teatro furono chiamate le maestranze napoletane che, a seguito dell'incendio del 1816, avevano ripristinato gli interni del Teatro di San Carlo e ne gestivano la manutenzione.

I lavori iniziarono nel 1836 e furono conclusi solo nel 1854: il 30 maggio di quell'anno il Teatro, ancora senza denominazione ufficiale, fu inaugurato con un allestimento del Poliuto di Gaetano Donizetti. Per quanto riguarda il nome, il Consiglio Decurionale aveva proposto inizialmente d'intitolare il nuovo Teatro a Maria Teresa d'Asburgo-Teschen, consorte di Ferdinando II delle Due Sicilie[1]; tuttavia, a lavori già ultimati e col Teatro già inaugurato, la sovrana espresse il suo diniego ad associare il suo nome a un luogo mondano[2]. Nel 1855 il Teatro fu intitolato al compositore barese Niccolò Piccinni[1]. Inizialmente isolato nello spazio, nel 1859 esso fu inglobato nel Palazzo di Città[3].

Fino al 1903, anno di costruzione del Petruzzelli, il Piccinni fu il principale teatro di Bari, nonché l'unico dotato di un'orchestra stabile. Tra i direttori d'orchestra ospiti, fu molto apprezzato Antonino Palminteri, presenza stabile tra il 1898 e il 1899[4]. In seguito all'apertura del politeama Petruzzelli, che vantava una propria stagione d'opera, il Piccinni cominciò a ospitare per lo più spettacoli di prosa e concerti cameristici.

In seguito all'incendio che nel 1991 distrusse il Petruzzelli, il Piccinni ha ospitato la stagione cittadina d'opera e balletto e quella sinfonica, fino alla riapertura del Petruzzelli, avvenuta nel 2008. Tra 2011 e 2019 il teatro Piccinni è rimasto chiuso e inattivo per un lungo restauro e conseguenti problemi burocratici. È stato riaperto il 5 dicembre 2019, con una maratona di concerti e spettacoli gratuiti, offerta dal comune di Bari[5][6]. Il Piccinni ospita oggi la principale stagione di prosa del comune di Bari; viene spesso adoperato per concerti, convegni e per gli appuntamenti del Bif&st.

Il teatro è inglobato nel Palazzo di Città di Bari, col quale costituisce un unico complesso. Ancora oggi è possibile accedere dalla zona degli uffici ai palchi centrali, per mezzo di appositi passaggi; la zona retrostante e due cortili sono inoltre in comune col Palazzo, oggi sede amministrativa del municipio di Bari.

Il teatro affaccia sul centrale corso Vittorio Emanuele II, importante via cittadina, non distante dal castello svevo della città e dei circostanti giardini intitolati a Isabella d'Aragona. Immediatamente di fronte è il Palazzo della Prefettura, mentre nella Piazza Massari, adiacente a quest'ultimo, nel 1884 fu collocata una statua di Niccolò Piccinni, con lo sguardo rivolto al teatro che porta il suo nome.

La facciata principale, in stile neoclassico, presenta un prospetto sobrio che interrompe gli ordini di finestre pertinenti agli uffici municipali. I tre ingressi principali sono preceduti da un pronao colonnato, entro il quale è alloggiata anche la biglietteria; al di sopra di esso, scanditi da lesene, si aprono dei finestroni corrispondenti alla Sala Massari e alla stanza di rappresentanza del sindaco di Bari. Poco sopra, delle formelle a bassorilievo rappresentano scene di danza e spettacolo. Un timpano triangolare sovrasta il prospetto: al suo interno è alloggiato un blasone con lo stemma di Bari, realizzato a stucco. Poco sotto di esso è riportato il nome del teatro a grandi lettere in ferro battuto.

Si può accedere al teatro anche tramite un ingresso secondario nell'atrio del Palazzo di Città, a sinistra del colonnato principale; in prossimità di tale ingresso sono stati sistemati, nel 2017, i telamoni in cemento provenienti dal palazzo storico della Gazzetta del Mezzogiorno, demolito negli anni '70[7].

La sala teatrale è introdotta da un semplice foyer dove sono stati sistemati degli arredi originali del XIX secolo e delle statue in legno e cartapesta adoperate per un allestimento di Aida di Giuseppe Verdi nello stesso teatro.

La sala, a ferro di cavallo, ha la capienza di 730 posti (690 praticabili) ripartiti su quattro ordini di palchi e loggione. Le decorazioni a stucco dorato, cartapesta e patine laccate, riprendono quelle del Teatro di San Carlo di Napoli, così come la grande tela sul soffitto che rappresenta Il trionfo di Apollo e delle Muse, molto simile a quella del politeama partenopeo. Al centro del terzo ordine di palchi si apre inoltre il palco reale, inquadrato in un apparato scenico in legno, cartapesta e foglia oro.


  1. 1 2 3 Bari, Teatro Piccinni: ecco perché non fu intitolato a Maria Teresa d'Asburgo, su lagazzettadelmezzogiorno.it. URL consultato il 18 novembre 2019.
  2. N. Imperiale, Teatro Piccinni di Bari: la vera storia del nome scelto solo alla terza proposta, in https://www.bari-e.it/briciole-di-baresita/teatro-piccinni-di-bari-la-vera-storia-del-nome-scelto-solo-alla-terza-proposta/.
  3. Comune di Bari - Palazzo di Città, su comune.bari.it.
  4. "Al Piccinni di Bari per il Don Carlos, primo artista si è rivelato il Cav. Palminteri che, coi mezzi limitatissimi di cui dispone, ha raggiunto effetti mirabili per precisione, per colore, per bellezza". Angela Balistreri, "Antonino Palminteri un artista gentiluomo nel panorama operistico dell'800", Partanna, Produzioni Edivideo, 2010, www.Torrossa.com, p.131
  5. Bari, riaperto il teatro Piccinni: due giorni di festa dopo 9 anni di restauri. Decaro: "Una gioia per tutta la città", su Repubblica.it, 5 dicembre 2019. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  6. Maratona di spettacoli per riapertura teatro Piccinni a Bari - Puglia, su Agenzia ANSA, 22 novembre 2019. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  7. Bari, una nuova vita ai telamoni del palazzo storico della Gazzetta - Foto 1 di 6 - La Gazzetta del Mezzogiorno, su lagazzettadelmezzogiorno.it.

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