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Sovradeterminazione

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Sovradeterminazione è un concetto usato in diversi ambiti del pensiero filosofico e psicologico per indicare la determinazione di uno stesso effetto da parte di più fattori o cause. In psicoanalisi, il termine designa in particolare la condizione per cui un fenomeno dell'inconscio, come il sogno, il lapsus o l'atto mancato, rinvia a una pluralità di contenuti latenti e non a una causa unica.[1][2][3]

In ambito filosofico contemporaneo, soprattutto nella filosofia della mente, il termine è usato anche nella discussione sulla causalità mentale[4] per indicare i casi in cui un medesimo evento sembra spiegabile mediante più cause sufficienti, in particolare nel rapporto tra proprietà mentali e processi fisici.[5]

In psicoanalisi la sovradeterminazione indica la condizione per cui un medesimo fenomeno psichico è riconducibile a una pluralità di fattori, e non a una causa unica. Il termine, modellato sul tedesco "Überdeterminierung" e ricondotto a Sigmund Freud, è usato in particolare per descrivere il funzionamento di alcuni fenomeni dell'inconscio, come il sogno, il lapsus e l'atto mancato, nei quali un elemento manifesto rinvia a più contenuti latenti.[1]

Nella teoria psicoanalitica il principio è legato soprattutto all'interpretazione del sogno e del sintomo. Sia il sogno sia il sintomo, infatti, sono intesi come formazioni indirette e deformate, nelle quali più linee associative e più contenuti rimossi convergono in una medesima espressione.[3] In questo senso la sovradeterminazione è uno degli aspetti che spiegano perché l'interpretazione psicoanalitica non possa risolversi nel rinvio univoco da un segno manifesto a un solo significato nascosto.[2]

Filosofia della mente

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Nella filosofia della mente contemporanea il termine "sovradeterminazione" è usato soprattutto nel quadro della discussione sulla causalità mentale. In questo contesto esso designa, in linea generale, i casi in cui uno stesso effetto fisico sembra avere più cause sufficienti, ad esempio una causa fisica e una causa mentale.[4][5]

La nozione compare in particolare nel dibattito sul cosiddetto problema dell'esclusione causale: se ogni effetto fisico ha una causa fisica sufficiente, occorre chiarire in quale senso le proprietà mentali possano essere considerate causalmente efficaci senza ridursi a mere duplicazioni causali. Per questo motivo la sovradeterminazione è spesso discussa come una delle possibili risposte, o come una difficoltà teorica, nei confronti del fisicalismo non riduzionista e delle teorie contemporanee del rapporto mente-corpo.[4][5][6]

  1. 1 2 Sovradeterminazione, su treccani.it.
  2. 1 2 Paul Ricoeur, Psicanalisi, su treccani.it.
  3. 1 2 (FR) Jean Laplanche e Jean-Bertrand Pontalis, Vocabulaire de la psychanalyse, Paris, Presses universitaires de France, 1994.
  4. 1 2 3 (FR) Michaël Esfeld, La philosophie de l'esprit. Une introduction aux débats contemporains, Paris, Armand Colin, 2012, ISBN 9782200281359.
  5. 1 2 3 (EN) Mental Causation, su plato.stanford.edu.
  6. (FR) François Loth, Le problème de la causalité mentale et l'impasse du physicalisme non réductionniste, in Igitur – Arguments philosophiques, vol. 6, n. 2, 2014.
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