Robert Antoine

Robert Antoine (Dolhain, 11 agosto 1914 – Calcutta, 17 ottobre 1981) è stato un presbitero, missionario, indologo ed esperto di sanscrito belga naturalizzato indiano, appartenente all'Ordine dei Gesuiti. Professore di Letteratura comparata presso l'Università di Jadavpur, insieme a Pierre Fallon, fu un pioniere del dialogo interreligioso indiano in vista del quale costituì il Shanti Bhavan, un centro interculturale avente sede a Calcutta.
Insieme a Hrishikesh Bose, pubblicò una traduzione in bengalese dell'Eneide di Virgilio (1972) e delle Sette tragedie tebane di Eschilo (1974). Inoltre, nel 1972 diede alle stampe la versione inglese del Raghuvamsa del poeta e drammaturgo sanscrito Kalidasa.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Primi anni e formazione
[modifica | modifica wikitesto]Antoine entrò nella Compagnia di Gesù il 29 settembre 1932 ad Arlon, in Belgio. Dopo aver completato la formazione spirituale e aver conseguito una doppia laurea in Belgio in filologia classica e filosofia, fu inviato come missionario nel Bengala, in India. Nel 1939 arrivò a Calcutta.
I primi dieci anni in India furono dedicati ad altri studi: lingue moderne (inglese e bengalese), ma soprattutto una lunga formazione che gli permise di essere il primo gesuita ad ottenere la laurea in filologia sanscrita all'Università di Calcutta.[1] Nel frattempo, dal 1944 al 1947, completò il programma di studi teologici a Kurseong. Il 21 novembre 1946 fu ordinato sacerdote e, nel 1950, ottenne la cittadinanza indiana.
Carriera accademica
[modifica | modifica wikitesto]Diventato un sannyasin, intraprese la carriera di insegnante o, meglio, di pedagogo e uomo del dialogo. Dal 1951 insegnò sanscrito al collegio Saint-Xavier di Calcutta. Nel 1953 compose un manuale di studio progressivo della lingua, che ebbe numerose ristampe.
Nel 1951 si stabilì con Pierre Fallon e alcuni altri gesuiti nel quartiere bengalese di Kalighat (non lontano dal tempio). La sua modesta residenza di “Shanti Bhavan” (“Casa della pace”) divenne un centro dove si svolgevano numerosi scambi intellettuali, interculturali e interreligiosi. Antoine vi avviò anche gruppi interessati alle lingue latina, greca e francese.
Al grande pubblico degli auditorium preferì i seminari più ristretti che consentivano discussioni e scambi approfonditi. Shanti Bhavan fu soprattutto un centro di incontri e conversazioni amichevoli, canti e piccole assemblee religiose. Per molti anni, la rivista del centro, Darśan Cakra, attirò appassionati professori di filosofia e altri intellettuali. Da lì Antoine prese le mosse per realizzare i suoi dieci libri (manuale di sanscrito, libro di inni bengalesi, traduzioni, saggi indologici, dialogo ecumenico, ecc.) e altrettanti articoli.[2]
Nel 1956 Antoine divenne membro del neocostituito Dipartimento di letteratura comparata dell'Università di Jadavpur, situata nella periferia sud di Calcutta. Qui fu docente incaricato e collaborò con Buddhadev Bose, Sudhindranath Datta e altri eminenti letterati bengalesi, rivelando la sua capacità di far conoscere e amare Omero e Valmiki, Virgilio e Kalidasa, Dante, Racine, Valéry e il dramma personale di Giobbe. Uno studente lo descrisse on queste parole:
Contemporaneamente, insegnò religione cristiana ed etica alle facoltà universitarie Saint-Xavier e al Loreto College di Calcutta.
Come ricercatore esperto in latino, greco, bengalese e sanscrito, pubblicò in collaborazione con Hrishikesh Bose una traduzione in bengalese dell'Eneide di Virgilio (1972) e delle Sette tragedie tebane di Eschilo (1974). Inoltre, nel 1972 curò la versione inglese del Raghuvamsa del poeta e drammaturgo sanscrito Kalidasa.
Studio dei miti
[modifica | modifica wikitesto]Lo studio esteso dei grandi classici della letteratura sanscrita lo portò a riflettere sul significato religioso degli antichi miti indiani che conferivano alle epopee un valore sovratemporale e una dimensione spirituale. Nel 1975, pubblicò Rama et les bardes (Rama e i bardi), uno studio sulla memoria epica nel Ramayana.
La sua morte improvvisa nel 1981 lasciò altri lavori allo stato di manoscritti, tra cui uno studio sulla tecnica di composizione orale del Ramayana.
In campo religioso
[modifica | modifica wikitesto]In ambito più direttamente religioso, padre Antoine contribuì con diversi saggi al libro (ristampato più volte dal 1964 al 1997) Religious Hinduism, un'introduzione all'induismo moderno, pubblicato da Josef Neuner e Richard De Smet. Attività meno nota, fu autore di numerosi canti liturgici composti in lingua bengalese. A lui è generalmente attribuita la messa in musica dell'inno sanscrito Vande Saccidananda (Salve, o Santa Trinità) composto da Brahmabandhav Upadhyay, popolare nelle celebrazioni liturgiche cristiane.
Nel 1981, durante una visita in Belgio, gli fu diagnosticato un cancro al fegato già in stadio avanzato. Decise di non rivelare la malattia per non impedire il ritorno a Calcutta, la città d'adozione, dove morì il 17 ottobre 1981. Fu sepolto nel cimitero di Sealdah.
Scritti
[modifica | modifica wikitesto]Jadavpur Journal of Comparative Literature
[modifica | modifica wikitesto]Numerosi furono gli articoli scritti per riviste specializzate, in particolare per il Jadavpur Journal of Comparative Literature (JJCL), annuale edito dal Dipartimento di Letteratura Comparata dell'Università di Jadavpur.
Altre pubblicazioni
[modifica | modifica wikitesto]Inoltre, Robert Antoine ha pubblicato:
- A Sanskrit Manual for High Schools, Ranchi: Catholic Press (Parte I, in 2 volumi, Calcutta: St. Xavier's College (Parte II), 1953-1954, molteplici edizioni in 2 volumi, Calcutta: St. Xavier's College.
- The Mahābhārata, dans Religious Hinduism: A Presentation and Appraisal. 3a edizione, (R. De Smet and J. Neuner), Allahabad: St Paul Publications, 1968, pp.215-224
- tr. in francese: La quête de l'Eternel; approches chrétiennes de l'hindouisme, coll. 'Museum Lessianum', N°48, Louvain, Desclée de Brouwer, 1967.
- Virgil’s Aeneid (tradotto in bengalese), Calcutta: Jadavpur University, 1972.
- Kalidasa’s Raghuvamsa (tradotto in inglese), Calcutta: Writer’s Workshop, 1972.
- Seven Theban Tragedies (tradotto in greco e bengalese), Calcutta: Jadavpur University, 1974.
- Rama and the Bards: Epic Memory in the Ramayana, Calcutta: Writer’s Workshop, 1975.
Una menzione speciale va riservata a Religious Hinduism (Induismo religioso), che Antoine, insieme ad altri amici gesuiti, aveva progettato inizialmente come una serie di 24 lettere mensili pubblicate dal giugno 1957 al giugno 1959, e che poi, con Joseph Neuner e Richard De Smet in qualità di curatori, divenne un libro nel 1964. Antoine contribuì personalmente a nove dei capitoli di questo libro; una terza edizione riveduta fu pubblicata nel 1968 e una quarta nel 1997.
Pioniere del rinnovamento liturgico in bengalese dopo il Concilio Vaticano II, compose un Bengali Hymn Book e una Liturgie de la semaine sainte (Liturgia della Settimana Santa).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ "Avant-propos," R. De Smet and J. Neuner, eds., La quete de l'eternel: Approches chretiennes de l'Hindouisme, tr. Roger Demortier, Museum Lessianum, section missiologique n. 48 (Desclee de Brouwer, 1967) 7–8.
- ↑ De Smet, prefazione a Religious Hinduism, 4a edizione riveduta, a cura di R. De Smet and J. Neuner (Mumbai: St Pauls, 1997) 16
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Robert Antoine
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 42974778 · ISNI (EN) 0000 0000 7873 9383 · SBN UBOV077704 · LCCN (EN) nr91005045 · GND (DE) 13156417X · BNF (FR) cb118889520 (data) · J9U (EN, HE) 987007294135505171 |
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