Rita Angus

Henrietta Catherine Angus, detta Rita Cook all'inizio della sua carriera (Hastings, 12 marzo 1908 – Wellington, 25 gennaio 1970), è stata una pittrice neozelandese che, insieme a Colin McCahon e Toss Woollaston, è considerata una delle figure di spicco dell'arte del suo Paese nel XX secolo. Ha lavorato principalmente con colori a olio e acquerelli, diventando famosa per i suoi ritratti e paesaggi[1].
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Primi anni
[modifica | modifica wikitesto]Henrietta “Rita” Angus nacque come Henrietta Catherine Angus il 12 marzo 1908 a Hastings, in Nuova Zelanda. Era la maggiore di sette figli di genitori scozzesi-inglesi, William McKenzie Angus ed Ethel Violet Crabtree.[2][3] Suo padre, William, inizialmente era un falegname di professione e alla fine fondò la grande impresa di costruzioni W. M. Angus Limited,[4] in seguito nota come Angus Construction Ltd.[5] La natura del lavoro di suo padre richiedeva spostamenti tra Palmerston North e Napier per seguire i contratti di costruzione.[1]
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1921 la sua famiglia si trasferì a Palmerston North e dal 1922 al 1926 Rita angus frequentò la Palmerston North Girls' High School,[6] dove il suo insegnante di arte, G. H. Elliott, notò il suo talento e la incoraggiò a proseguire gli studi.[1]
Nel febbraio 1927 Rita iniziò a studiare alla Canterbury College School of Art.[7][8] Non completò mai il diploma in belle arti, ma continuò a studiare fino al 1933, frequentando anche corsi alla Elam School of Fine Arts di Auckland[9] e fu sostenuta e incoraggiata da Charles Brasch. Durante i suoi studi entrò in contatto con l'arte rinascimentale e medievale e ricevette una formazione tradizionale nel disegno dal vero, nella natura morta e nella pittura di paesaggi.[1]
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Dal dicembre 1969 le condizioni della Angus peggiorarono rapidamente; morì al Wellington Hospital per un tumore alle ovaie il 25 gennaio 1970, all'età di 61 anni.[10]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Il 13 giugno 1930 sposò Alfred Cook, collega artista e fratello di James, ma i due si separarono nel 1934 e divorziarono nel 1939.[11] Lei firmò molti dei suoi dipinti come Rita Cook tra il 1930 e il 1946,[12] ma dopo aver scoperto nel 1941 che Alfred Cook si era risposato, cambiò il suo cognome con atto unilaterale in McKenzie, il cognome della nonna paterna. Di conseguenza, alcuni dei suoi dipinti sono firmati anche R. Mackenzie o R. McKenzie, ma la maggior parte sono firmati Rita Angus.[10]
Dopo un breve periodo in cui insegnò arte a Napier, la Angus visse principalmente a Christchurch negli anni '30 e '40.[9] In una situazione finanziaria difficile dopo il divorzio, svolse diversi lavori, tra cui l'insegnamento e l'illustrazione per The Press.[1] Alla fine degli anni '40 soffrì di malattia mentale e nel 1949 fu ricoverata al Sunnyside Mental Hospital. Nel 1950 si trasferì a Waikanae per convalescenza, per poi stabilirsi a Wellington nel 1955.[1]
All'inizio degli anni '40, Rita ebbe una relazione con il compositore Douglas Lilburn, che aveva conosciuto nel 1941; rimase incinta, ma abortì. La relazione fu breve, ma il legame rimase, tanto che Lilburn era presente quando lei morì nel 1970. La relazione tra i due divenne nota solo dopo la scoperta di alcune lettere nel 2002.[13]
Arte
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Tra le influenze della Angus figuravano l'arte bizantina e il cubismo.[11] Fu ispirata anche dal dipinto del 1931 del pittore inglese Christopher Perkins raffigurante il Monte Taranaki,[14] una risposta alla caratteristica luce cristallina della Nuova Zelanda. I suoi paesaggi nacquero in un periodo in cui molti erano interessati a creare uno stile tipicamente neozelandese, ma lei stessa non era interessata a definire uno stile nazionale quanto piuttosto il proprio stile personale. I suoi dipinti sono chiari, nitidi e ben definiti. Negli anni ‘30 e '40 dipinse scene di Canterbury e Otago. Uno dei più famosi è Cass (1936),[15] in cui ritrasse il vuoto spoglio del paesaggio di Canterbury utilizzando forme semplificate e colori per lo più non miscelati, disposti in sezioni in uno stile che ricorda l’arte dei manifesti.[16] Cass è stato votato come il dipinto più amato della Nuova Zelanda in un sondaggio televisivo del 2006.[17]
Per un certo periodo ha vissuto accanto all'artista Leo Bensemann. I loro appartamenti adiacenti diventarono una sorta di centro nevralgico della scena artistica locale e si dice che si stimolassero a vicenda nella loro arte. Si dice che durante questo periodo abbia prodotto alcune delle sue opere migliori, tra cui molti ritratti.[18] Ha anche realizzato fumetti, firmati con il nome Rita Cook.[12][19]
Le sue convinzioni pacifiste sono evidenti nelle sue opere degli anni '40, quando evitò qualsiasi tipo di lavoro legato alla guerra.[20] L'artista affermò: “Come pittrice, il mio compito è creare la vita, non distruggerla”.[21] Realizzò tre immagini di dee che simboleggiavano la pace, tra cui la più famosa è “Rutu”.[21]
All'inizio degli anni '50 trascorse un periodo viaggiando per la Nuova Zelanda. Uno dei suoi viaggi la portò nella Central Otago, dove dipinse la sua famosa opera Central Otago.[9] Nel 1955 si trasferì a Wellington e da quel momento i suoi paesaggi si concentrarono su Wellington e sulla Hawke's Bay, che visitava regolarmente.[21] Boats, Island Bay è uno dei suoi dipinti più iconici dedicati a Wellington.[15] Dipinse un gran numero di ritratti, tra cui “Head of a Maori Boy” (1938) e “Portrait (Betty Curnow)” (1942). Era in grado di catturare la personalità dei suoi soggetti, andando oltre la semplice rappresentazione della loro forma.[1] La Angus dipinse anche 55 autoritratti, in particolare durante gli ultimi anni della sua vita, quando fu affetta da attacchi sempre più gravi di disturbo narcisistico.[22]
Nel 1958 vinse una borsa di studio della New Zealand Art Societies' Fellowship e si recò a Londra per studiare alla Chelsea School of Art e all'Institute of Contemporary Arts. Visitò anche la Scozia e l'Europa e studiò l'arte moderna e tradizionale europea.[9] Angus dedicò gran parte del 1960 alla realizzazione di un murale alla Napier Girls' High School,[23] che oggi è visibile nella hall della scuola. Il murale fu commissionato per commemorare le ragazze morte nel terremoto di Hawke's Bay del 1931.[24]
Quattro quadri della Angus furono riprodotti su una serie di francobolli emessi dalla New Zealand Post nel 1983 per celebrare il 75° anniversario della nascita dell'artista.[25]
Mostre
[modifica | modifica wikitesto]- 1930: Mostra con la Canterbury Society of Arts
- 1932: Mostra con The Group
- 1940: Cass e Self Portrait esposti alla National Centennial Exhibition of New Zealand Art[9]
- 1957: Prima mostra personale della Angus alla Wellington Art Centre Gallery, seguita da altre mostre personali nel 1961, 1963, 1964 e 1967[26]
- 1965: Commonwealth Institute, Londra (Contemporary Painting in New Zealand)[26]
- 1969: Smithsonian Institution, Washington, DC, (New Zealand Modern Art)[27]
- 1982–1983: Mostra retrospettiva su Rita Angus alla National Art Gallery di Wellington, Nuova Zelanda.[28]
- 2008: Grande retrospettiva sull'opera della Angus al Museo della Nuova Zelanda Te Papa Tongarewa (Rita Angus: Life and Vision)[29] per celebrare il centenario della sua nascita, seguita da un tour nei principali centri della Nuova Zelanda.
- 2022: Mostra per celebrare i 40 anni dell'opera di Angus - Rita Angus: Modernista neozelandese | He Ringatoi Hou o Aotearoa. Museo della Nuova Zelanda Te Papa Tongarewa.
- 2023: Rita Angus: Mostra sulla modernista neozelandese - Galleria d'arte di Tauranga | Toi Tauranga (mostra itinerante del Te Papa)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Jill Trevelyan, Angus, Rita, su Te Ara - the Encyclopedia of New Zealand, 2000. URL consultato il 15 marzo 2025.
- ↑ (EN) Jill Trevelyan, Rita Angus: An Artist's Life, Wellington, New Zealand, Te Papa Press, 2021, p. 13, ISBN 978-0-9951338-2-2.
- ↑ (EN) Rita Angus, su artdeco.org.nz. URL consultato il 3 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2018).
- ↑ (EN) Jill Trevelyan, Angus, Rita, su Te Ara - the Encyclopedia of New Zealand, 2000.
- ↑ (EN) W M Angus Ltd, su natlib.govt.nz. URL consultato il 14 marzo 2025.
- ↑ (EN) Palmerston North Girls' High School, su pnghs.school.nz. URL consultato il 3 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Jill Trevelyan, Rita Angus: An Artist's Life, Wellington, New Zealand, Te Papa Press, 2021, p. 15, ISBN 978-0-9951338-2-2.
- ↑ (EN) Ilam School of Fine Arts, su Ilam Campus Gallery. URL consultato il 3 febbraio 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) Charlotte Macdonald (a cura di), The Book of New Zealand Women, Wellington, New Zealand, Bridget Williams Books, 1991, pp. 12–14, ISBN 0908912048.
- 1 2 (EN) Official website biography, su ritaangus.com. URL consultato il 9 settembre 2010.
- 1 2 (EN) Art Deco – Rita Angus, su artdeco.org.nz. URL consultato il 9 settembre 2010.
- 1 2 (EN) Hannah Benbow, A Comic Christmas, su natlib.govt.nz, 22 dicembre 1917. URL consultato il 18 agosto 2021.
- ↑ (EN) Rita and Douglas - Remarkably deep and revealing, su theatreview.org.nz. URL consultato il 30 novembre 2022.
- ↑ (EN) Jill Trevelyan, Rita Angus : an artist's life, [Revised edition], Wellington, New Zealand, Te Papa Press, 2020, p. 56, ISBN 978-0-9951338-2-2, OCLC 1243073261.
- 1 2 (EN) NZ FINE PRINTS LTD, su prints.co.nz. URL consultato il 12 settembre 2010.
- ↑ Giulia Falcone, Breve guida alla Poster Art - Artuu Magazine, su artuu.it, 3 ottobre 2018. URL consultato il 4 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Rita Angus, su Ocula Black. URL consultato il 1º agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
- ↑ (EN) Rita Angus: Life and Vision, su The Museum of New Zealand – Te Papa Tongarewa. URL consultato il 1º agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2015).
- ↑ (EN) Peter and Paul Penguin in Polar Land [7 comic strips from a serial that ran in The Press Junior in 1935], su christchurchartgallery.org.nz. URL consultato il 18 agosto 2021.
- ↑ (EN) Rita Angus, 1908 – 1970, su my.christchurchcitylibraries.com.
- 1 2 3 (EN) Rita Angus: Life and Vision, su The Museum of New Zealand – Te Papa Tongarewa. URL consultato il 1º agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2015).
- ↑ (EN) Last Days for Rita Angus: Selected Works, su Tauranga Art Gallery. URL consultato il 1º agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2013).
- ↑ (EN) Napier Girls High School, su nghs.school.nz. URL consultato il 4 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Rita Angus: Life and Vision, su Museum of New Zealand Te Papa Tangarewa. URL consultato il 1º agosto 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
- ↑ (EN) 1983 Rita Angus Paintings, su stampsnz.com. URL consultato il 3 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) "Dictionary of Women Artists" Edited by Gaze, Delia. Fitzroy Dearborn Publishers 1997, pp. 161–165
- ↑ (EN) "Dictionary of Women Artists" Edited by Gaze, Delia. Fitzroy Dearborn Publishers 1997, pp. 161–165.
- ↑ (EN) "Rita Angus" Edited by Barr, Mary. Published 1982. p7.
- ↑ (EN) Rita Angus: Life and Vision, su collections.tepapa.govt.nz. URL consultato il 3 febbraio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Anne Kirker, New Zealand Women Artists: A Survey of 150 Years, Craftsman House, 1986, ISBN 976-8097-30-2.
- (EN) Jill Trevelyan, Rita Angus: An Artist's Life, Te Papa Press, 2008, ISBN 978-1-877385-391.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Rita Angus
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su ritaangus.com.
- (EN) Opere di Rita Angus, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Rita Angus, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Rita Angus, su Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki. URL consultato il 3 febbraio 2026.
- (EN) Angus, Ritaz, su collections.tepapa.govt.nz, Collections Online, Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa. URL consultato il 3 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2013).
- (EN) Christchurch Art Gallery Te Puna o Waiwhetū, su christchurchartgallery.org.nz. URL consultato il 3 febbraio 2026.
- (EN) Rita Angus, su collections.tepapa.govt.nz. URL consultato il 18 febbraio 2026.
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