Vai al contenuto

Riccardo Freda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Riccardo Freda (1958)

Riccardo Freda (Alessandria d'Egitto, 24 febbraio 1909Roma, 20 dicembre 1999) è stato un regista e sceneggiatore italiano.

A Freda spetta il primato del primo film dell'orrore italiano, con I vampiri (1957) [1].

Nato in Egitto da famiglia napoletana, dopo aver terminato gli studi a Milano nel 1937 si dedicò alla scultura e alla critica d'arte su Il Popolo di Lombardia; quindi lavorò con Luigi Freddi alla Direzione generale Cinema e iniziò la sua carriera cinematografica come assistente alla produzione per Tirrenia e poi Elica Film e come sceneggiatore per registi come Gennaro Righelli, Goffredo Alessandrini e Raffaello Matarazzo, partecipando anche come attore a qualche pellicola, tra cui il film per ragazzi Piccoli naufraghi (1939), dove è accreditato come Riccardo Santelmo.

L'esordio come regista è del 1942 con l'avventuroso Don Cesare di Bazan, che fu giudicato un «capolavoro» da Leo Longanesi[2]. Negli anni successivi, mentre si andava affermando la scuola neorealista (da Freda avversata[3]), proseguì nel filone storico-avventuroso, ispirandosi spesso a classici letterari. Con Mario Monicelli e Ennio De Concini scrisse la sceneggiatura di uno dei primi protogialli italiani, Il tradimento, interpretato da Amedeo Nazzari e Vittorio Gassman. Fra i suoi film più famosi di questo periodo: Aquila nera (1946), da un racconto di Puskin, I miserabili (1948), dal romanzo di Hugo, con protagonista Gino Cervi, Teodora (1954), con Gianna Maria Canale, Beatrice Cenci (1956), dal romanzo di Guerrazzi.

Per Freda, il cinema si definisce anzitutto attraverso i principi di «azione, emozione, tensione e velocità», elementi ritenuti essenziali per coinvolgere lo spettatore e dare forma a un racconto dinamico e spettacolare. Al centro del suo interesse non vi è la rappresentazione dell'uomo ordinario o della quotidianità, bensì la figura dell'eroe: un individuo proiettato in epoche grandiose e segnate da conflitti di ampia portata, capace di incarnare valori, passioni e tensioni fuori dall'ordinario[4]. A differenza di altri registi di questo periodo, come Antonio Margheriti e Mario Bava, Freda ebbe la possibilità di lavorare in film con budget piuttosto elevati, ottenendo risultati tecnici egregi. Freda dichiarò che il negativo del suo Spartaco fu comperato per 50.000 dollari dai produttori del più famoso film realizzato da Stanley Kubrick per impedirne una riedizione[5].

Nella sua vasta filmografia, spiccano anche film horror (Freda preferiva chiamarli film d'épouvante), come I vampiri (1957), Caltiki, il mostro immortale (1959), L'orribile segreto del dr. Hichcock (1962) e Lo spettro (1963), film di spionaggio, peplum, storici, d'avventura e gialli all'italiana. Il suo ultimo film fu Murder Obsession (Follia omicida) (1981). Nel 1994 girò alcune riprese del film Eloise, la figlia di D'Artagnan di Bertrand Tavernier, ma alcuni dissidi con la produzione causarono l'allontanamento dell'anziano, ma ancora capace regista.

Nel libro di memorie Divoratori di celluloide, Freda propone una definizione personale del cosiddetto "film dell'orrore", prendendo le distanze da una concezione puramente spettacolare e superficiale del genere. Egli esclude infatti che l'orrore consista nella rappresentazione oggettiva di figure mostruose, giudicate espedienti di qualità inferiore, assimilabili a effetti artificiosi e carnevaleschi, incapaci di suscitare una paura autentica.

Secondo Freda, l'orrore ha invece una natura più profonda e radicata: esso appartiene all'interiorità dell'essere umano sin dalla nascita e si configura come un terrore atavico. Tale sentimento affonderebbe le proprie origini nei primordi dell'evoluzione umana, quando gli uomini delle caverne, ancora prossimi a una condizione primitiva, vivevano rifugiati in ambienti oscuri e precari, esposti a un mondo esterno dominato da forze naturali violente e da presenze animali minacciose. In questa prospettiva, l'orrore non deriva dall'esteriorità del mostruoso, ma da una memoria ancestrale di paura, inscritta profondamente nella coscienza umana[6].

Cortometraggi

[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi

[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore

[modifica | modifica wikitesto]
  1. Lino Micciché e Scuola nazionale di cinema, Storia del cinema italiano: 1960, Roma, Edizioni di Bianco & nero, 2001, p. 321.
  2. TS, Conversazione con il regista Riccardo Freda: Incompreso, in Gazzetta Ticinese, 3 luglio 1981, p. 15.
  3. «Per carità. Il neorealismo è stata la peggiore espressione del cinema. Filmare la realtà più drammatica è facile: basta entrare in un lebbrosario con la cinepresa, sai che film». Gloria Satta, Freda: «Attori, che gentaglia e i nostri "grandi" registi pure», in Il Messaggero, n. 170, 24 giugno 1996, p. 16.
  4. Divoratori di celluloide, p. 85.
  5. Emanuela Martini, Stefano Della Casa (a cura di), Riccardo Freda, Bergamo, Bergamo Film Meeting, 1993, p. 78.
  6. Divoratori di celluloide, pp. 86-87.
  7. A Riccardo Freda (ottanta anni) una commenda per il suo cinema, in la Repubblica, 7 giugno 1988.
  • Riccardo Freda, Divoratori di celluloide, Milano, Edizioni del Mystfest, Il Formichiere, 1981.
  • Catalogo Bolaffi del cinema italiano - I registi, Torino 1983
  • Pino Farinotti, I registi, SugarCo Milano 1993
  • (FR) Ricardo Freda, Un pirate à la caméra (entretiens), Eric Poindron, Actes-sud / Institut Lumière
  • (EN) Robert Monell, Riccardo Freda, European Trash Cinema Special n. 2, 1997
  • Stefano Della Casa, Riccardo Freda, Bulzoni, Roma 1998
  • Roberto Curti, Fantasmi d'amore. Il gotico italiano tra cinema, letteratura e tv, Lindau, 2011. ISBN 978-88-7180-959-5
  • (EN) Roberto Curti, Riccardo Freda: The Life and Works of a Born Filmmaker, McFarland & Co., Jefferson NC 2017. ISBN 978-1476669700

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 44354845 · ISNI (EN) 0000 0001 1760 5741 · SBN CFIV047739 · LCCN (EN) n85175872 · GND (DE) 119449730 · BNE (ES) XX1196231 (data) · BNF (FR) cb12253668t (data) · J9U (EN, HE) 987007322381105171