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Rhus coriaria

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Sommacco siciliano
Rhus coriaria
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superrosidi
(clade)Rosidi
(clade)Eurosidi
(clade)Malvidi
OrdineSapindales
FamigliaAnacardiaceae
GenereRhus
SpecieR. coriaria
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
OrdineSapindales
FamigliaAnacardiaceae
GenereRhus
SpecieR. coriaria
Nomenclatura binomiale
Rhus coriaria
L., 1753

Il sommacco siciliano (Rhus coriaria L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae.[2]

È un arbusto deciduo, che può raggiungere altezze fino a 3 metri. Ha foglie pennate, lunghe 10-20 centimetri, con bordo seghettato. I fiori, di colore giallo-verdastro, sono riuniti in pannocchie. Fiorisce in maggio-agosto. I frutti sono drupe rosso-bruni, velenosi se consumati freschi.

Distribuzione e habitat

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La specie è diffusa in Macaronesia e in tutto il bacino del Mediterraneo (Europa meridionale, Medio Oriente e Nord Africa), spingendosi a est sino all'Afganistan.[2] In Italia, il sommacco è presente nel Sud dal livello del mare sino fino a 800–1 000 m di altitudine, spesso come relitto di antiche colture. In Sicilia è diffuso in special modo nelle province di Palermo e di Trapani. Nell'isola sarebbe stato introdotto dagli arabi; fu il patriota garibaldino Giacinto Carini che, nella sua azienda agricola, introdusse i primi moderni macchinari per la mondatura del sommacco.

I frutti, raccolti prima che giungano a maturazione e fatti essiccare, una volta tritati danno vita a una spezia dal sapore acidulo, simile al succo di limone, quasi sconosciuta in Occidente ma particolarmente usata nella cucina mediorientale e del Vicino Oriente: libanesi e siriani la usano per insaporire il pesce; iracheni e turchi la aggiungono alle insalate; iraniani e georgiani ci condiscono il kebab. Ideale con lenticchie, ripieni per il pollo, cipolle e salse di yogurt.
Se ne ricava il succo immergendo i semi triturati in acqua per venti minuti (con proporzioni di circa 1 decilitro d'acqua per 35 grammi di semi), quindi si scolano e si strizzano.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Questa spezia ha un potere antiossidante (ORAC) tra i più elevati in assoluto, con un indice di valore 312 400[3], circa 73 volte più potente di una mela, notoriamente considerata un ottimo antiossidante.

Nei paesi mediorientali se ne prepara una bevanda acidula che si somministra per la cura dei lievi disturbi di stomaco.

Un tempo, dalla corteccia e dalle foglie della pianta si estraevano i tannini impiegati in tintoria e nel processo di concia delle pelli.

  1. (EN) Rivers, M.C. & Harvey-Brown, Y. 2020, Rhus coriaria, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 22 gennaio 2023.
  2. 1 2 (EN) Rhus coriaria, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 gennaio 2023.
  3. List of ORAC values of food items, su phytochemicals.info.

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