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Pontecorvo

Coordinate: 41°27′45.36″N 13°40′03.36″E
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Pontecorvo
comune
Pontecorvo – Stemma
Pontecorvo – Bandiera
Pontecorvo – Veduta
Pontecorvo – Veduta
Panorama del centro storico, 2008
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Provincia Frosinone
Amministrazione
SindacoAnselmo Rotondo (lista civica Noi tra voi) dal 31-5-2015 (3° mandato dal 25-05-2026)
Territorio
Coordinate41°27′45.36″N 13°40′03.36″E
Altitudine97 m s.l.m.
Superficie88,8 km²
Abitanti12 066[1] (28-2-2026)
Densità135,88 ab./km²
FrazioniSant'Oliva
Comuni confinantiAquino, Campodimele (LT), Castrocielo, Esperia, Pico, Pignataro Interamna, Roccasecca, San Giovanni Incarico
Altre informazioni
Cod. postale03037
Prefisso0776
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060056
Cod. catastaleG838
TargaFR
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 200 GG[3]
Nome abitantipontecorvesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo29 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pontecorvo
Pontecorvo
Pontecorvo – Mappa
Pontecorvo – Mappa
Posizione del comune di Pontecorvo nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Pontecorvo è un comune italiano di 12 066 abitanti[1] della provincia di Frosinone, nel Lazio.

Geografia fisica

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Il territorio comunale è attraversato dal Liri.

Le estati sono calde e afose, talvolta può capitare che il paese venga interessato da fenomeni temporaleschi pomeridiani provenienti dall'Appennino o dal massiccio del Monte Cairo, che si formano dall’attività termoconvettiva che solitamente risulta intensa in primavera inoltrata ed estate, ogni qual volta il territorio venga interessato da masse d'aria instabili provenienti dai quadranti settentrionali. In autunno il clima si presenta mite e piovoso, specialmente nei mesi di ottobre e novembre. In inverno è probabile che la temperatura scenda sotto lo zero durante le prime ore del mattino e che il paese venga interessato dalla nebbia che tende però in genere a dissolversi entro la tarda mattinata.

Le nevicate sono poco frequenti, ma non impossibili. Quando capitano, sono solitamente meno abbondanti rispetto alla gran parte del territorio della provincia di Frosinone. Ciò è dovuto all'influenza dei richiami caldi meridionali che interessano la vicina area del cassinate a causa della scarsa protezione che offrono le basse propaggini meridionali dei Monti Aurunci dai miti venti Mediterranei. Pontecorvo è comunque più nevosa della vicina Cassino. Da menzionare la nevicata del 3 febbraio 2012 con più di 20 cm di neve caduti, laddove Cassino registrò solamente 3 cm di accumulo, ma già sensibilmente meno della confinante Roccasecca con circa 40 cm accumulati. Casi simili in tempi recenti sono accaduti nel febbraio 2010 e nel febbraio 2013.

Origini del nome

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Il toponimo Pontecorvo sarebbe legato al Pons curvus che si trova sul fiume Liri al centro della città. Per un'altra interpretazione, con corvus ci si riferisce ad un simbolo dei Benedettini, ovvero l'abbazia di Montecassino che controllava il territorio.[senza fonte]

Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Pontecorvo risalgono al Paleolitico inferiore. Nella campagna a nord dell'abitato, in località Vetrine, è stato individuato un antico sito di frequentazione preistorica nel quale sono venuti alla luce amigdale, utensili in osso e resti faunistici appartenenti, tra gli altri, all’Elephas antiquus, al rinoceronte, al cervo, al bue primigenio e al cavallo selvatico, riferibili ai gruppi umani che frequentavano il medio bacino del Liri.[4][5]

Frequentazioni del Neolitico sono documentate anche nel centro storico: durante lavori di scavo presso il Liri, al di sotto dell'attuale piazza Belvedere, sono emersi reperti che attestano l'utilizzo delle cavità naturali presenti lungo il versante della collina come luoghi di abitazione.[6]

La continuità di frequentazione del territorio è attestata anche per l'età del bronzo, rappresentata dal rinvenimento di un'ascia di rame ad alette in località Sant'Oliva, e per l'età del Ferro, alla quale sono attribuiti un ripostiglio di armi e oggetti in bronzo rinvenuto sulle pendici di Monte Leuci.[6]

L'insieme dei rinvenimenti documenta una presenza umana stabile nella media valle del Liri per un lungo arco cronologico, molto precedente alla fondazione della colonia latina di Fregellae.[6]

Pontecorvo e Fregellae

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Lo stesso argomento in dettaglio: Fregellae.

Il territorio di Pontecorvo è tradizionalmente legato all'antica colonia latina di Fregellae, fondata da Roma nel 328 a.C. lungo la Via Latina e distrutta dai Romani nel 125 a.C. in seguito alla rivolta guidata da Marco Fulvio Flacco.[7]

Una consolidata tradizione storiografica, sviluppatasi tra il XVI e il XIX secolo, identificò Pontecorvo con la città sorta dalle rovine dell'antica Fregellae o con la sua diretta erede storica. Da tale tradizione deriva anche l'acronimo S.P.Q.F. (Senatus PopulusQue Fregellanus), tuttora presente nello stemma e nei simboli civici della città quale richiamo ideale all'eredità fregellana.[8]

Secondo questa interpretazione, dopo la distruzione della colonia romana una parte della popolazione si sarebbe trasferita più a sud, dando origine al nucleo abitato dal quale si sviluppò la futura Pons Curvus. La tradizione ricorda inoltre che il territorio dell'antica Fregellae fosse più ampio degli attuali confini comunali e comprendesse parte dell'odierno comprensorio tra Pontecorvo, Ceprano, Arce e San Giovanni Incarico.[9]

Le ricerche archeologiche condotte dalla seconda metà del XX secolo hanno tuttavia individuato il sito dell'antica colonia romana nella località Le Cese, tra i territori comunali di Arce, Ceprano e San Giovanni Incarico, dove sono stati riportati alla luce il foro, edifici pubblici, quartieri residenziali e altri importanti resti della città romana.[10][11]

La tradizione che identifica Pontecorvo con Fregellae rimane comunque ampiamente attestata nella storiografia erudita. Tra gli autori che sostennero tale identificazione figurano Raffaele Maffei (Volterrano), Carlo Sigonio, Antonio de Nebrija, Pietro Nores, Giulio Ferrario, Giuseppe Amati e altri studiosi di età moderna e contemporanea, le cui opere contribuirono a consolidare il legame storico e simbolico tra Pontecorvo e l'antica colonia latina.[12][13][14]

Anche nei documenti ufficiali dello Stato Pontificio, del quale Pontecorvo costituì per secoli un'exclave, la città era frequentemente indicata come l'antica Fregellae o come centro sorto dalle sue rovine. La bolla con cui Benedetto XIII istituì nel 1725 la Diocesi di Pontecorvo ricorda infatti la città quale centro «ex ruinis veterum Fregellarum, clarae olim in Latio urbis».[15]

Le prime attestazioni documentarie del toponimo Pons Curvus risalgono invece all'alto Medioevo. Il nome, probabilmente riferito al caratteristico ponte sul Liri, compare stabilmente nella documentazione cassinese a partire dall'XI secolo e sostituì progressivamente il richiamo diretto a Fregellae, pur conservandone la memoria nella tradizione civica della città.[9]

Dominio papale

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Le prime attestazioni documentarie di Pontecorvo risalgono all'XI secolo. Nel 1105 il principe di Capua Riccardo II di Capua confermò all'Abbazia di Montecassino il possesso del castello di Pontecorvo, già donato dai suoi predecessori nel corso della seconda metà dell'XI secolo.[16]

Nei secoli successivi il centro fu più volte conteso tra l'abbazia cassinese, il Principato di Capua, il Regno di Sicilia e il papato. Per alcuni anni passò sotto il controllo di Ruggero II di Sicilia, mentre nel XIII secolo fu coinvolto nelle lotte tra il papato e gli Svevi e subì il saccheggio da parte delle truppe di Carlo I d'Angiò. Durante lo Scisma d'Occidente Pontecorvo aderì alla causa dell'antipapa Clemente VII, contrapponendosi al potere dell'abbazia di Montecassino.[17]

Nel 1190 Pontecorvo fu tra le prime comunità dell'Italia centro-meridionale a dotarsi di uno statuto comunale, testimonianza del progressivo sviluppo delle autonomie cittadine e della definizione dei rapporti tra la comunità locale e il potere signorile.[18]

Tra il 1422 e il 1463 la città attraversò una fase di frequenti mutamenti politici, alternando periodi di amministrazione pontificia, angioina e aragonese.[19]

Dal 1463 al 1860 Pontecorvo costituì un'exclave dello Stato Pontificio interamente circondata dal Regno di Napoli e, successivamente, dal Regno delle Due Sicilie. Questa peculiare condizione politico-amministrativa influenzò profondamente la storia cittadina, favorendo lo sviluppo di proprie istituzioni civili e giudiziarie pur mantenendo stretti rapporti economici e sociali con i territori circostanti.[20]

Nel 1725 papa Benedetto XIII elevò Pontecorvo al rango di città e istituì la Diocesi di Pontecorvo, unendola aeque principaliter alla Diocesi di Aquino, riconoscendone il crescente rilievo religioso e amministrativo all'interno dello Stato Pontificio.[21]

Principato di Pontecorvo

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Lo stesso argomento in dettaglio: Principato di Pontecorvo.

Nel quadro della riorganizzazione politica dell'Italia promossa da Napoleone Bonaparte, il 5 giugno 1806 Pontecorvo fu separata dallo Stato Pontificio ed eretta in Principato di Pontecorvo, uno Stato formalmente sovrano ma strettamente legato al Primo Impero francese.[22]

Napoleone conferì il nuovo principato al maresciallo Jean-Baptiste Jules Bernadotte, uno dei suoi più illustri comandanti, quale ricompensa per i servigi militari resi durante le campagne napoleoniche. Bernadotte mantenne il titolo di principe di Pontecorvo dal 1806 al 1810, anno in cui vi rinunciò dopo essere stato designato principe ereditario di Svezia e adottato dal re Carlo XIII di Svezia.[23]

Nel 1812 il titolo fu attribuito nominalmente a Napoleone Luciano Carlo Murat, figlio di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte. A causa della minore età del principe e delle vicende politiche e militari che interessarono il Regno di Napoli negli ultimi anni dell'Impero, il governo effettivo del principato ebbe tuttavia carattere prevalentemente formale.[24]

Con la caduta dell'Impero napoleonico e le deliberazioni del Congresso di Vienna, nel 1815 il Principato di Pontecorvo fu soppresso e il territorio venne restituito a papa Pio VII, tornando a costituire l'enclave pontificia che avrebbe mantenuto fino al 1860.[25]

Il periodo bernadottiano ha lasciato una significativa eredità araldica. Ancora oggi lo stemma maggiore del Regno di Svezia comprende infatti le insegne attribuite a Bernadotte come principe di Pontecorvo, costituite dal ponte a tre arcate sormontato dall'aquila napoleonica, memoria del titolo principesco ricevuto nel 1806.[26]

L'annessione al Regno d'Italia

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Nel corso della spedizione dei Mille, approfittando dell'indebolimento del potere pontificio nell'Italia centrale e dell'avanzata delle truppe garibaldine verso Napoli, il 2 settembre 1860 i pontecorvesi insorsero contro il governo pontificio proclamando l'annessione della città al Regno di Sardegna.[27]

Poche settimane dopo Pontecorvo fu temporaneamente occupata dalle truppe del Regno delle Due Sicilie, che tentarono di ristabilire il controllo sull'exclave pontificia. La situazione si risolse definitivamente il 7 dicembre 1860 con l'ingresso dell'esercito sabaudo guidato da Vittorio Emanuele II di Savoia, sancendo la cessazione del dominio pontificio sulla città.[28]

Il 12 dicembre 1860 furono fucilati tre sostenitori della restaurazione borbonica, protagonisti di un tentativo di reazione armata contro il nuovo assetto politico.[29]

Con la proclamazione del Regno d'Italia, il 17 marzo 1861, Pontecorvo entrò definitivamente a far parte dello Stato unitario.

La seconda guerra mondiale

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Soldati britannici nei pressi di Pontecorvo nel maggio 1944

Durante la seconda guerra mondiale Pontecorvo fu coinvolta direttamente nelle operazioni della campagna d'Italia. A partire dall'autunno del 1943 il centro abitato fu sottoposto a ripetuti bombardamenti da parte delle forze alleate, che provocarono gravi distruzioni e numerose vittime civili. Il bombardamento del 1º novembre 1943 risultò tra i più devastanti, causando la distruzione di gran parte dell'abitato storico.[30]

Il ponte sul Liri costituì uno dei principali obiettivi strategici dei bombardamenti, ma non subì danni irreparabili. Dopo lo sfondamento della linea Gustav nel maggio 1944, le truppe tedesche organizzarono una nuova linea difensiva, la linea Hitler, che attraversava anche il territorio comunale. Ancora oggi nelle campagne circostanti sono visibili resti di fortificazioni e postazioni difensive realizzate dalla Wehrmacht.[31]

Nel maggio del 1944 anche Pontecorvo fu interessata dalle cosiddette marocchinate, le violenze perpetrate da alcuni reparti dei goumier marocchini appartenenti al Corpo di spedizione francese in Italia ai danni della popolazione civile. Il fenomeno, che coinvolse numerosi comuni della Valle del Liri e della Ciociaria, provocò un elevato numero di vittime e lasciò profonde conseguenze sociali nella comunità locale.[32]

Al termine del conflitto Pontecorvo avviò un lungo processo di ricostruzione urbana ed economica, che interessò il patrimonio edilizio, le infrastrutture e le principali attività produttive cittadine.

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Frosinone.
Gonfalone civico
Stemma

Lo stemma, che si rifà ad un antico sigillo della città che raffigurava un ponte, munito alle estremità di torri merlate, con al centro un corvo e con l'iscrizione latina Pontis curvi candida signa, è stato concesso assieme al gonfalone con decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi del 30 marzo 2004:[33]

«D'argento, al ponte di tre archi, con l'impalcato convesso, di rosso, mattonato di nero, l'arco centrale più alto e più largo, il ponte fondato in punta e uscente dai fianchi, sostenente il corvo di nero, fermo, in pieno profilo. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, le quattro lettere maiuscole S P Q F, d'oro, alternate da tre punti, dello stesso. Ornamenti esteriori da Città.»
Gonfalone

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.

Bandiera

La bandiera è un drappo rettangolare partito di bianco e di rosso.[senza fonte]

Pontecorvo per le sue tradizioni storiche e per i meriti acquisiti dalla sua comunità, fin dal 1496 fu dichiarata città con breve di Alessandro VI; successivamente veniva confermato il 23 giugno 1725 con la bolla In excelsa sedis di Benedetto XIII e nuovamente confermato nel Costituto di Clemente XIV del 28 gennaio 1774.[34]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Aree naturali

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[36]

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Tradizioni e folclore

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  • Apparizione di san Giovanni Battista al contadino Giovanni Mele, seconda domenica di maggio (unica apparizione del Santo al mondo).
  • A Pasqua si tiene la Passione vivente e si celebrano i canti della palma.
  • Presso la chiesa collegiata di San Nicola in Porta nei primi tredici giorni di giugno ci si reca presso la stessa per onorare con canti e preghiere sant'Antonio di Padova.
  • Il carnevale è molto sentito dalla cittadinanza; Pontecorvo viene chiamata la "Capitale del Carnevale Ciociaro"[37] grazie alla scuola di carristi che si tramanda negli anni; questa manifestazione, tra le più importanti di tutto il Basso Lazio, si svolge per tutte le vie della città e nei movimenti dei pupazzi dei carri allegorici vengono rappresentate scene di attualità. La sfilata è simile a quella del celebre carnevale di Viareggio.
  • La prima domenica di maggio, in contrada Tordoni, ai piedi del Monte Leuci, si fa una processione con destinazione la cima del monte, che ospita una chiesa, per onorare la Madonna di Monte Leuci, patrona della frazione. Essa (la processione) è seguita poi dalla messa all'aperto e dalla festa con cibo e fuochi d'artificio.
  • A fine giugno si celebra la Madonna delle Grazie portando la sua statua in tutte le chiese di Pontecorvo e per poi, il 2 luglio, celebrare la vera e propria festa.
  • Museo della Basilica Cattedrale[38]
  • Museo delle battaglie[39]
  • Museo della Cultura Agricola e Popolare del Tabacco[40]

Geografia antropica

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Frazione e contrade

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A Pontecorvo vi è un'unica frazione vera e propria, ovvero Sant'Oliva, e altri agglomerati urbani, detti contrade. Questi sono: San Cosma, Tordoni, Vetrine, Vallario, Santa Lucia, Le Cese, Sant'Antonio Pietralate, Via Maggio, Fabbricata, Campo Vincenzo, Querce Santa Maria, Traversa, Farnete, Fontana Merola, Ponte Teano, Ravano di Sopra, Ravano di Sotto, Melfi di Sopra, Melfi di Sotto, Sant'Esdra, Corneto e Noci Giunte.

Sant'Oliva

La frazione di Sant'Oliva è una area di grande interesse naturalistico: vi è un ampio bosco chiamato sin dal Medioevo "La foresta"; vi sono poi profonde grotte carsiche ancora non esplorate, alcune sorgenti e piccoli corsi d'acqua come il Quesa. La zona fu luogo di ville in epoca romana e di monasteri nel Medioevo, di cui s'incontrano i resti attraversando i boschi. Si succedettero nell'area diversi casali e chiese rurali (si trovano ancora alcune pareti affrescate), ma solo Santa Oliva ha attraversato i secoli fino a oggi.

San Cosma

Molto importante anche la contrada San Cosma con il santuario dei Santi Cosma e Damiano. Nel 1971 a pochi chilometri da questa frazione vennero girate alcune riprese del film Per grazia ricevuta di Nino Manfredi.

Tordoni

Tordoni è attraversata dalla strada provinciale 628 "Leuciana" che collega Pico a Castrocielo. In questa contrada si trova il Monte Leuci, volgarmente detto "Monte Leucio" in cui vi è un museo dedicato alle battaglie combattute su di esso nella seconda guerra mondiale.[41]

Strade

Sono molte le vie di collegamento da Pontecorvo al mediterraneo, al nord e al sud, con strade statali e autostrade presenti nella zona. Le strade più vicine ed importanti a Pontecorvo sono:

L'autostrada del sole A1 con i suoi 760 km, che collegano Milano e Napoli, passando anche per Pontecorvo

La strada statale SS630 Ausonia che collega Cassino e Formia sino alla SS7 Variante Formia-Garigliano e a nord Sora (con la Strada regionale Forca d'acero SR 509) e Avezzano, fino all'autostrada dei Parchi A25. Passa anche per Pontecorvo.

E infine la strada provinciale SP628 Leuciana, che collega Pico e Castrocielo, diramandosi in due sensi unici nel centro di Pontecorvo.

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).[42]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Pontecorvo 702 2,09% 0,15% 1.650 1,55% 0,11% 710 1.638 739 1.695
Frosinone 33.605 7,38% 106.578 6,92% 34.015 107.546 35.081 111.529
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 702 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 2,09% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 1.650 addetti, l'1,55% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due addetti (2,35).

Per secoli la produzione caratteristica di Pontecorvo è stata la realizzazione di stoviglie e recipienti di terracotta; particolarmente caratteristica è la realizzazione di anfore di varie dimensioni dette nel Basso Lazio cannate, largamente utilizzate per conservare e trasportare liquidi; erano di forma panciuta con ampi manici, ornate da semplici figure realizzate a freddo con terra rossa. Gli artigiani realizzavano anche: funi, articoli in cuoio, tessuti, recipienti e borse in fibre vegetali e arnesi in ferro. Famosa di Pontecorvo è anche La Cannata, vaso di terracotta o di argilla.[senza fonte]

Il Peperone di Pontecorvo DOP è il protagonista della produzioni di ortaggi nella città. La varietà di peperone tipica di questo territorio. Si presenta rosso e con una forma a "cornetto" e si contraddistingue dalle altre varietà di peperone per l'elevata digeribilità. Si consuma da fresco o sott'olio e negli ultimi anni alcune aziende hanno iniziato creare prodotti trasformati a base di Peperone di Pontecorvo DOP creando prodotti artigianali di elevata qualità. Tra le iniziative più particolari anche il liquore a base di Peperone di Pontecorvo DOP.[senza fonte]

Santuario Santi Cosma e Damiano

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 24 maggio 1998 Manfredo Coccarelli Lista civica Sindaco
24 maggio 1998 29 novembre 1998 Manfredo Coccarelli Lista civica Sindaco
29 novembre 1998 13 maggio 2001 Riccardo Roscia Lista civica Sindaco
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Riccardo Roscia Lista civica Sindaco
28 maggio 2006 28 marzo 2010 Riccardo Roscia Lista civica Sindaco
28 marzo 2010 31 maggio 2015 Michele Notaro Sirianni Lista civica Sindaco
31 maggio 2015 22 settembre 2020 Anselmo Rotondo Lista civica Sindaco
22 settembre 2020 in carica Anselmo Rotondo Lista civica Sindaco

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, la Provincia di Terra di Lavoro venne soppressa e Pontecorvo passò alla Provincia di Frosinone.

Altre informazioni amministrative

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Le squadre di calcio di Pontecorvo sono due: Sporting Pontecorvo[43], militante in prima categoria e Pontecorvo Calcio, militante in seconda categoria.[44]

Ha sede nel comune la società di atletica leggera ASD Polisportiva Studentesca Pontecorvo.[45]

È presente un circolo affiliato alla Federazione Italiana Tennis: Tennis Club Pontecorvo ASD.[46]

Nella frazione di Sant'Esdra è presente un circolo affiliato all'Unione Italiana Tiro a Segno: Tiro a Segno Nazionale Pontecorvo.

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Area 4, 5, 6 – Paleolitico inferiore Modo 2, su comune.pofi.fr.it, Comune di Pofi – Sistema museale archeologico del Lazio. URL consultato il 14 luglio 2026.
  5. Cenni storici, su comune.pontecorvo.fr.it, Comune di Pontecorvo. URL consultato il 14 luglio 2026.
  6. 1 2 3 Cenni storici, su comune.pontecorvo.fr.it, Comune di Pontecorvo. URL consultato il 14 luglio 2026.
  7. Template:Cita enciclopedia
  8. Tommaso Sdoja, La medioevale Pontecorvo, Montecassino, Tipografia dell'Abbazia di Montecassino, 1960.
  9. 1 2 Tommaso Sdoja, La medioevale Pontecorvo, Montecassino, Tipografia dell'Abbazia di Montecassino, 1960.
  10. Filippo Coarelli, Fregellae. 1. Le fonti, la storia, il territorio, Roma, Quasar, 1986.
  11. Filippo Coarelli e Jean-Paul Morel, Fregellae. 2. Il foro e le basiliche, Roma, Quasar, 1991.
  12. Antonio de Nebrija, Dictionarium quadruplex, 1512.
  13. Giulio Ferrario, Il costume antico e moderno di tutti i popoli, I, 1832.
  14. Giuseppe Amati, Dizionario corografico dell'Italia, 1869.
  15. Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi, V, Monasterii, Typis Librariae Regensbergianae, 1913.
  16. Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, VII, Bologna, Forni Editore, 1971, sub anno 1105, voce «Casino».
  17. Tommaso Sdoja, La medioevale Pontecorvo, Montecassino, Tipografia dell'Abbazia di Montecassino, 1960.
  18. Tommaso Sdoja, La medioevale Pontecorvo, Montecassino, Tipografia dell'Abbazia di Montecassino, 1960.
  19. Ferdinando Ughelli, Italia sacra, Venezia, Sebastiano Coleti, 1717.
  20. Template:Cita enciclopedia
  21. Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi, V, Monasterii, Typis Librariae Regensbergianae, 1913.
  22. Template:Cita enciclopedia
  23. Franklin D. Scott, Bernadotte and the Fall of Napoleon, Cambridge (Massachusetts), Harvard University Press, 1941.
  24. Charles Esdaile, Napoleon's Wars. An International History, Londra, Penguin Books, 2008.
  25. Paul W. Schroeder, The Transformation of European Politics, 1763–1848, Oxford, Oxford University Press, 1994.
  26. Magnus Olausson, The Bernadotte Dynasty. A Royal Family's History, Stoccolma, Royal Palace, 2010.
  27. Francesco Barra, Il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia, Roma-Bari, Laterza, 2011.
  28. Denis Mack Smith, Il Risorgimento italiano. Storia e testi, Roma-Bari, Laterza, 1999.
  29. Tommaso Sdoja, La medioevale Pontecorvo, Montecassino, Tipografia dell'Abbazia di Montecassino, 1960.
  30. Rick Atkinson, The Day of Battle. The War in Sicily and Italy, 1943-1944, New York, Henry Holt, 2007.
  31. Carlo D'Este, Fatal Decision. Anzio and the Battle for Rome, New York, HarperCollins, 1991.
  32. Giulia D'Auria, Le marocchinate. Violenze di guerra nel Lazio meridionale (1944), Roma, Viella, 2015.
  33. Pontecorvo (Frosinone) D.P.R. 30.03.2004 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  34. 1 2 3 Comune di Pontecorvo, Statuto (PDF), art. 7.
  35. Istituzioni decorate con medaglia di bronzo al valor militare[collegamento interrotto], su istitutonastroazzurro.it.
  36. Dati tratti da:
  37. Carnevale di Pontecorvo - Eco di Roccasecca n-ro 26, su ciociari.com. URL consultato il 9 luglio 2025.
  38. Tesoro di S. Bartolomeo, su cultura.gov.it.
  39. Museo delle Battaglie Monte Leuci di Pontecorvo, su sifcultura.it.
  40. Museo della Cultura Agricola e Popolare del Tabacco, su comune.pontecorvo.fr.it.
  41. Museo delle Battaglie Monte Leuci di Pontecorvo, su sifcultura.it.
  42. Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 23 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  43. Scheda Tuttocampo
  44. Scheda Tuttocampo
  45. La società sul sito della Fidal (funzione cerca sulla mappa), su fidal.it.
  46. I circoli sul sito della Federtennis, su federtennis.it.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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