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Myliobatis aquila

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Aquila di mare comune
Stato di conservazione
Critico[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
ClasseChondrichthyes
SottoclasseElasmobranchii
InfraclasseEuselachii
SuperordineBatomorphi
OrdineMyliobatiformes
FamigliaMyliobatidae
SottofamigliaMyliobatinae
GenereMyliobatis
SpecieM. aquila
Nomenclatura binomiale
Myliobatis aquila
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Leiobatus aquila (Linnaeus, 1758)
Myliobatis cervus Smith, 1935
Myliobates aquila (Linnaeus, 1758)
(errore ortografico)
Myliobatis equila (Linnaeus, 1758)
(errore ortografico)
Myliobatis noctula Bonaparte, 1833
Myliobatus aquila (Linnaeus, 1758)
(errore ortografico)
Raia rhombus Larrañaga, 1923
Raja aquila Linnaeus, 1758
[2][3]

L'aquila di mare comune[4] (Myliobatis aquila (Linnaeus, 1758)) è un pesce cartilagineo della famiglia Myliobatidae[5], diffuso anche nel Mediterraneo e comune nell'Adriatico.

Distribuzione e habitat

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È una specie costiera delle acque temperate del nord Atlantico e del mar Mediterraneo (dove è particolarmente comune nel mar Adriatico), che vive a bassa profondità, nuotando spesso in prossimità della superficie[6].

Il suo corpo ha la classica forma discoidale, con il diametro orizzontale più largo di quello verticale; misura fino a 1,5 m di larghezza e 2,5 m di lunghezza. La testa sporge dal muso e la coda, a forma di frusta, è lunga più del doppio del corpo e presenta una spina dorsale munita di ghiandola velenifera. La pelle è liscia e ricoperta di muco scivoloso. Come le razze possiede due pinne laterali molto ampie e appuntite, leggermente arcuate, la cui forma ricorda delle ali falcate (da cui il nome scientifico).

Alimentazione

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L'aquila di mare comune è predatore di invertebrati bentonici, sia molluschi quali gasteropodi e bivalvi, che crostacei come granchi e paguri.

L'aquila di mare è ovovivipara e pertanto partorisce individui che hanno già l'aspetto degli adulti.

Viene pescata, soprattutto nell'Adriatico, ma la carne molle e viscosa non risulta particolarmente appetibile, limitandone il consumo localmente e agli esemplari appena pescati.

  1. (EN) Holtzhausen, J.A., Ebert, D.A., Serena, F. & Mancusi, C. 2009, Myliobatis aquila, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. Myliobatis aquila, su fishbase.de. URL consultato il 12 marzo 2026.
  3. Myliobatis aquila, su marinespecies.org. URL consultato il 12 marzo 2026.
  4. Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 12 marzo 2026.
  5. (EN) Myliobatis aquila, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 4 novembre 2015.
  6. Tortonese, 1956.
  • Tortonese E., Leptocardia, Ciclostomata, Selachii, Calderini Editore, 1956.

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Collegamenti esterni

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