Michel Boudier
| Michel Boudier | |
|---|---|
| Nascita | Parigi, 8 giugno 1920 |
| Morte | Landau in der Pfalz, 23 giugno 1963 |
| Luogo di sepoltura | cimitero di Senlisse |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Armée de terre Forces aériennes françaises libres Royal Air Force |
| Anni di servizio | 1938-1963 |
| Grado | Colonnello |
| Guerre | Seconda guerra mondiale Guerra d'Indocina Guerra d'Algeria |
| Battaglie | Battaglia di Francia |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Michel Boudier[1] | |
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Michel Boudier (Parigi, 8 giugno 1920 – Landau in der Pfalz, 23 giugno 1963) è stato un militare e aviatore francese, asso dell'aviazione corso della seconda guerra mondiale, accreditato di 8 vittorie aeree accertate e 4 probabili, ottenute volando per più di 432 ore di volo di guerra in 421 missioni offensive.[1][2] Decorato con la Croce di Grande ufficiale della Legion d'onore, dell'Ordre de la Libération, della Croix de guerre 1939-1945 con dodici palme e una stella[3][4].
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque nel XVII arrondissement di Parigi l'8 giugno 1920, figlio di Louis Auguste e Suzanne Eugenie Pessel.[5][3] Studiò al Collège Stanislas della Capitale dal 1932 al 1937, e poi si arruolò nell'Armée de l'air come allievo pilota il 12 dicembre 1938.[6] Assegnato alla scuola di pilotaggio di Angers con il grado di caporale ottenne la licenza di pilota militare il 21 gennaio 1940.[1] Promosso al grado di sergente nel mese di febbraio, rifiutò la firma dell'armistizio con la Germania e il 24 giugno 1940, con molti dei suoi compagni, si imbarcò a bordo dell'Ettrick a Saint-Jean-de-Luz diretto in Inghilterra.[1] Sbarcò a Liverpool il 27 giugno, e si unì alle Forces aériennes françaises libres (FAFL) a Londra il 1 luglio 1940.[6] Dopo una permanenza al campo di Odiham, seguita da un anno di addestramento, nell'agosto 1941 fu mandato ad una Operational Training Unit della Royal Air Force.[1]
Promosso sergente maggiore, fu assegnato al No.232 Squadron RAF nel settembre 1941 prima di unirsi, a novembre, al Groupe de chasse "Île-de-France" (No.340 Squadron) allora in fase di formazione.[1] L'8 maggio 1942 danneggiò gravemente un Messerschmitt Bf 109 tedesco durante un pattugliamento aereo. Ricevette quindi la sua prima citazione nell'ordine della FAFL e fu promosso al grado di aspirante il giorno successivo.[1] Il 5 settembre 1942 abbatté due caccia Focke-Wulf Fw 190, e nello stesso giorno e fu promosso sottotenente.[1] Il 12 dicembre, abbatté un altro Fw 190 e ricevette i gradi di tenente.[1] Lascia il Gruppo de chasse "Île-de-France" nel gennaio 1943, trasferito al Groupe de chasse “Alsace” (No.341 Squadron).[1] Promosso capitano il 16 marzo 1943, assunse il comando della Escadrille "Mulhouse" all'interno del gruppo "Alsace", dotata dei caccia Supermarine Spitfire Mk.IX.[1] Effettuò numerose missioni con la sua unità sulla Francia e sul Belgio e abbatté un altro aereo nemico il 17 maggio 1943 sopra la regione di Caen.[1] Tra il 16 luglio e il 23 settembre 1943, danneggiò quattro aerei tedeschi e ne distrusse tre.[1] Dall'ottobre 1943 fu in servizio allo Stato maggiore della FAFL a Londra prima di riprendere servizio presso il Groupe de chasse "Alsace" il 16 febbraio 1944.[1] Ritornato in servizio attivo riprese le missioni offensive, distruggendo numerosi obiettivi nemici a terra ma riportando indietro ripetutamente i suoi aerei danneggiati.[1] Venne abbattuto il 9 luglio 1944, dopo aver a sua volta distrutto un Bf 109, la sua ottava vittoria aerea.[2] Lanciatosi con il paracadute fu accolto da una famiglia appartenente alla resistenza, ma furono tutti arrestati dalla Gestapo.[1] Incarcerato, maltrattato e condannato a morte, rimase completamente in silenzio sulla rete della resistenza con cui era entrato in contatto.[6] Riconosciuto finalmente come soldato regolare, i suoi giudici lo mandarono dapprima all'ospedale militare di Manningen, in Germania,e poi negli oflag di Norimberga e poi di Monaco di Baviera.[1] Fu liberato dall'avanzata alleata il 29 aprile 1945.[1] Concluse la guerra con un record di 337 missioni di caccia, per un totale di 436 ore di volo bellico, con otto vittorie ufficiali e sette probabili.[1]
Divenuto vicecomandante del Groupe de chasse 2/5 "Lafayette" nel luglio 1945, si offrì volontario per l'Indocina e fu assegnato al 2ème Escadre de chasse in Estremo Oriente nel febbraio 1947; sei mesi dopo si unì ai ranghi del 4ème Escadre de chasse.[1] Il 1 gennaio 1949, si unì alla 5ème Escadre de chasse, e quattro mesi dopo assunse il comando del Gruope de chasse 1/5 "Vendée" con il quale partì per l'Indocina rimanendovi fino all'agosto 1949.[1] Lì completò un totale di 421 missioni in 482 ore di volo operativo, rientrando in Patria il 16 agosto 1950, al termine delle operazioni.[1][6] Dal 1 dicembre 1950 prestò successivamente servizio in Algeria, dapprima alla Base Aerea 156 di Sidi Ahmed, e poi, dal 3 aprile 1951, come comandante del Centre d'Instruction aux Opérations a Orano.[6] Il 3 aprile 1952 divenne capo del 3° Ufficio della 5ª Regione aerea ad Algeri, venendo promosso tenente colonnello nel gennaio 1955.[1][6] Venne poi trasferito in Marocco, al comando della 8ème Escadre de chasse a Rabat fino al dicembre 1956, e poi prestò servizio presso il quartier generale dell'Allied Air Force Central Europe a Fontainebleau.[1] Sottocapo di Stato maggiore della 3ª Regione aerea di Bordeaux dal gennaio 1961 al luglio 1962, fu trasferito alla 4ª Tactical Allied Air Force a Ramstein, Germania, il 9 luglio 1962 e promosso colonnello il 1 marzo 1963.[6] Si spense a Landau in der Pfalz, in Germania, il 23 giugno 1963.[1] All'epoca aveva accumulato oltre 1.853 ore di volo in tempo di guerra in 1.758 missioni di guerra.[6] Il suo funerale si tenne nella cattedrale di San Luigi degli Invalidi a Parigi.[1] Fu sepolto nel cimitero di Senlisse (Yvelines).[1]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze estere
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Pierre Clostermann, Feux du ciel, Paris, Flammarion, 1951.
- (EN) Barry Ketley, French c of World War 2, Botley, Osprey Publishing, 1999, ISBN 1-85532-898-4.
- (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, SHAA, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
- (FR) Bernard Marck, Dictionnaire universel de l'aviation, Paris, Tallandier, 2005, ISBN 2-84734-060-2.
- (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
- (FR) Vladimir Trouplin, Dictionnaire des Compagnons de la Libération, Bordeaux, Elytis, 2010, ISBN 2-35639-033-2.
- Periodici
- (FR) Georges-Didier Rohrbacher, Les French Flights des Escadrilles Françaises su seins de la RAF, in Aéro Journal, n. 33, Agén-Boe, Aéro Éditions, aôut-septembre 2003.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Boudier, Michel Edmond, su Leonore. URL consultato il 19 aprile 2025.
- (FR) Michel Boudier, su Ordre de la Liberation. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Michel Boudier, su Henri Eisenbeis. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (EN) Boudier, Michel, su Traces of War. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Boudier, Michel, su Francais Libres. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Boudier, Michel, su Ciel de Gloire. URL consultato il 24 aprile 2025.
- Militari francesi del XX secolo
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- Nati nel 1920
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- Assi dell'aviazione francese nella seconda guerra mondiale
- Grandi ufficiali della Legion d'onore
- Decorati con la Croce di Guerra 1939-1945 (Francia)
- Compagnon de la Libération
- Militari della forces aériennes françaises libres
- Decorati con la Distinguished Flying Cross (Regno Unito)
- Decorati di Croce di guerra cecoslovacca del 1939
- Militari francesi della guerra d'Indocina