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Mercato azionario

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In finanza il mercato azionario è il luogo, non necessariamente fisico, dove sono negoziati i titoli azionari; in alternativa, indica l'insieme astratto di tutte le compravendite che riguardano le azioni (share), con cui le società per azioni e simili si finanziano tramite equity (e cioè non a debito, come invece avviene con i prestiti in banca e le obbligazioni). La scelta tra equity financing e debt financing è una delle basi della corporate finance.

Tale mercato si distingue in primario e secondario. Sul mercato primario sono collocate le azioni di nuova emissione, mentre su quello secondario sono negoziati titoli già in circolazione, tale per cui le azioni già comprate/possedute da un azionista (shareholder) vengono rivendute a un altro azionista in contesto di perdita o di guadagno (exit strategy). Le imprese emittenti pertanto raccolgono nuove risorse finanziarie solo tramite il mercato primario.

In più, il mercato azionario può essere pubblico o privato se l'emissione e compravendita delle azioni avviene in borsa (public equity financing) o in mercati meno regolamentati e over the counter OTC (private equity financing, usata da azionisti di società non quotate in borsa, angel investor e venture capitalist).

Siccome le azioni, obbligazioni e derivati sono tutti e tre security, il mercato azionario forma una parte del mercato delle security.

Oggi i mercati azionari esistono in pressoché tutte le economie sviluppate e in via di sviluppo. I mercati più grandi del mondo si trovano negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone, in India, in Cina, in Canada, in Germania (Borsa di Francoforte), in Francia, in Corea del Sud e nei Paesi Bassi.[1]

Molti storici sono concordi nel dire che le società di azionisti risalgono già all'antica Roma, ma è nell'Italia medievale del XII secolo che le iniziative imprenditoriali con più azionisti divennero ricorrenti, soprattutto attraverso una tipologia di contratto denominato commenda.[2] Nello stesso periodo, nel Regno di Francia, i courtiers de change si occupavano di gestire e regolare i debiti delle comunità agricole per conto dei prestatari, in assenza di un sistema bancario, che sarebbe nato solo più tardi nell'Italia rinascimentale.[3] Poiché questi mediatori di cambio commerciavano anche con debiti, possono essere considerati tra i primi broker.

Lo storico italiano Lodovico Guicciardini descrisse come alla fine del XIII secolo, a Bruggia, i commercianti di merci si riunissero all'aperto in una piazza del mercato che ospitava una locanda di proprietà della famiglia Van der Beurze, colloquialmente usata per designare la piazza ("Ter Beurze") diventando, nel 1409 la "Brugse Beurse".[4] Istituzionalizzando, dunque, quello che fino ad allora fu un incontro informale. L'idea si diffuse rapidamente nelle Fiandre, con un "Beurzen" aperto poco dopo a Guanto. La borsa di Bruggia divenne un nome familiare, e i commercianti internazionali ripresero il nome di "borsa valori" nel loro paese per definire il luogo di scambio del mercato azionario: prima gli italiani (borsa), ma presto anche i francesi (bourse), i tedeschi (börse), i russi (birža), i cechi (burza), gli svedesi (börs), i danesi e i norvegesi (børs). Nella maggior parte delle lingue la parola coincide con quella per borsa di denaro, risalente al latino bursa, da cui ovviamente deriva anche il nome della famiglia Van der Beurse.

È a metà del XIII secolo che i banchieri veneziani iniziarono a commerciare in titoli di Stato e, a partire dal XIV secolo, anche i banchieri di Pisa, Verona, Genova e Firenze. Ciò era possibile perché si trattavano di città-stato indipendenti, non governate da nobiltà feudali, ma da consigli di cittadini influenti pre-moderni. In tale contesto di avanzamento degli strumenti finanziari e di nascita del capitalismo, furono proprio le compagnie italiane le prime a emettere azioni. Le compagnie in Inghilterra e nei Paesi Bassi seguirono nel XVI secolo. Fu in tale contesto che emersero le prime società per azioni - cioè, le cui azioni sono di proprietà congiunta degli azionisti - e un mercato azionario. Strumento che divenne strumentale alla fase di colonizzazione di ciò che gli europei chiamavano il "Nuovo Mondo".[5]

Dimensioni del mercato

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Il valore complessivo di tutte le azioni quotate in borsa nel mondo è passato da 2.500 miliardi di dollari nel 1980 a 111.000 miliardi alla fine del 2023.[6]

Nel 2016 si contavano 60 borse nel mondo. Di queste, 16 presentavano una capitalizzazione di mercato di almeno mille miliardi di dollari e rappresentavano insieme l'87% della capitalizzazione borsistica mondiale. Ad eccezione dell'Australian Securities Exchange, tutte queste borse sono situate in America del Nord, in Europa o in Asia.[7] Nel gennaio 2022, i mercati azionari più grandi per capitalizzazione di mercato erano quelli degli Stati Uniti (circa il 59,9%), seguiti dal Giappone (circa il 6,2%) e dal Regno Unito (circa il 3,9%).[8]

Una borsa valori è un mercato organizzato in cui agenti di cambio e operatori possono acquistare e vendere azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Molte grandi società fanno quotare le proprie azioni in borsa, il che le rende più liquide e quindi più attraenti per gli investitori. La borsa può inoltre garantire il corretto svolgimento delle transazioni. Le azioni possono anche essere negoziate fuori borsa (OTC), ossia direttamente tramite un intermediario, al di fuori di un mercato regolamentato. Alcune grandi società fanno quotare i propri titoli su più borse in paesi diversi per attrarre investitori internazionali.[9]

Le borse valori possono trattare anche altri tipi di strumenti finanziari, come i titoli a reddito fisso o, meno frequentemente, i derivati, che vengono più spesso negoziati fuori borsa.

La negoziazione sui mercati azionari consiste nel trasferimento di un titolo o valore mobiliare da un venditore a un acquirente contro pagamento di un prezzo concordato tra le parti. Il possesso di azioni attribuisce al titolare una quota di partecipazione nel capitale di un'impresa. I partecipanti ai mercati azionari spaziano dal piccolo risparmiatore individuale ai grandi investitori istituzionali presenti in tutto il mondo, tra cui banche, compagnie di assicurazione, fondi pensione e fondi speculativi.

I loro ordini di acquisto o vendita vengono generalmente eseguiti da un operatore di borsa per loro conto.

Alcune borse sono luoghi fisici in cui le contrattazioni avvengono in sala secondo il metodo della contrattazione alle grida, in cui gli operatori annunciano ad alta voce le proprie offerte. Altre funzionano interamente tramite reti informatiche, dove le transazioni vengono effettuate elettronicamente. Il NASDAQ ne è un esempio.

Partecipanti al mercato

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I partecipanti al mercato sono le persone e le organizzazioni che acquistano e vendono attività su un mercato. Comprendono i risparmiatori individuali, gli investitori istituzionali come i fondi pensione, le compagnie di assicurazione, i fondi comuni di investimento, i fondi indicizzati, i fondi negoziati in borsa, gli fondi speculativi, le banche e altri istituti finanziari, nonché le società quotate che procedono al riacquisto di azioni proprie. I robo-advisor, che gestiscono automaticamente gli investimenti dei privati, sono anch'essi attori di primo piano.

Nel 2021, il valore dei mercati azionari mondiali è aumentato del 26,5%, raggiungendo i 22.300 miliardi di dollari. Asia e Oceania hanno rappresentato il 45%, l'Europa il 37% e le Americhe il 16%, mentre l'Africa ha rappresentato il 2% della capitalizzazione azionaria mondiale.[10]

  1. World Federation of Exchanges Monthly YTD Data, su world-exchanges.org.
  2. Pirenne, H., Storia economica e sociale del Medioevo., Newton Compton, 2012.
  3. Haour, P., La bourse., Armand Colin, 1961.
  4. Guicciardini, L., Commentarii di Lodovico Guicciardini delle cose più memorabili seguite in Europa: specialmente in questi Paesi Bassi, dalla pace di Cambrai, del 1529, insino a tutto l'anno 1560., Venezia, Domenico Farri, 1566.
  5. Todeschini, G., La banca e il ghetto: una storia italiana (secoli XIV-XVI), Bari, Laterza, 2016.
  6. (EN) FY 2023 Market Highlights (PDF), su world-exchanges.org, World Federation of Exchanges, 2023. URL consultato il 17 settembre 2024 (archiviato il 17 settembre 2024).
  7. (EN) All of the World's Stock Exchanges by Size, su Visual Capitalist, 16 febbraio 2016. URL consultato il 29 settembre 2016 (archiviato il 14 aprile 2016).
  8. (EN) Countries with largest stock markets, su Statista. URL consultato il 9 maggio 2020 (archiviato l'8 giugno 2021).
  9. (EN) IBM Investor relations - FAQ, su ibm.com, IBM. URL consultato il 19 giugno 2014 (archiviato il 17 aprile 2012).
  10. (EN) International Merchandise Trade Statistics: Concepts and Definitions 2010 (PDF), su United Nations Publication, New York, 2011, E.10.XVII.13.

Voci correlate

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Controllo di autoritàGND (DE) 4130931-5 · NDL (EN, JA) 00572098