Mario Pinton
Mario Pinton (Padova, 12 novembre 1919 – Padova, 22 dicembre 2008) è stato un orafo e scultore italiano. Secondo Pinton, l'orafo deve seguire il principio creativo intrinseco nell'essere umano.[1] La materia è fonte d'ispirazione, ma richiede padronanza tecnica e sperimentazione.[2][3] Attraverso fasi espressive che vanno dal figurativo all'astrattismo, Pinton perviene a una costante semplificazione delle forme e all'eleganza della linea.[4][5] È considerato il pioniere italiano della "nuova gioielleria".[6] La sua attività è caratterizzata da una ricerca che porta a una nuova concezione dell'oreficeria, intesa come arte e non solo come artigianato.[4][3][7] Questo approccio sfocia in quella che dagli anni '80 è nota come Scuola dell'oro di Padova, di cui Pinton è considerato il capofila.[8][9]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Albano Pinton, incisore di oreficerie a bulino, e di Margherita Andolfo, apprende i primi rudimenti nell'arte della lavorazione dei metalli già alla bottega del padre. Inizia la sua formazione diplomandosi nel 1935 alla Scuola Statale Artistico-Industriale di Padova, nella sezione dedicata alla lavorazione dell'argento. Nello stesso anno riceve la medaglia d'oro di campione nazionale per il mestiere degli sbalzatori.[10][11][5]
Prosegue la formazione conseguendo nel 1938 il diploma presso l'Istituto Statale d'Arte di Venezia, nel 1940 presso l'Istituto Superiore delle Arti Decorative di Monza (ora ISIA) e nel 1944 presso l'Accademia di Belle arti di Brera.[10][11][2] Studia sotto la guida di figure come Carlo Dalla Zorza, Wenter Marini e Marino Marini. Diventa amico di Mario Sironi, Eva Tea e Francesco Messina.[10][12] Sintetizzerà il suo pensiero nell'opera Teorica delle arti figurative.[13]
Dal 1944 insegna arte dei metalli e oreficeria presso l'Istituto d'arte Pietro Selvatico di Padova, di cui sarà direttore dal 1969 al 1975. Dal 1976 al 1982 assume l'incarico di direttore-coordinatore dell'ISIA di Urbino.[13][14]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Opere di Pinton sono conservate presso:
- Victoria and Albert Museum – Londra[15]
- Schmuckmuseum Pforzheim – Pforzheim
- Ca' Pesaro – Venezia
- Pinakothek der Moderne – Monaco di Baviera
- Musée des Arts Décoratifs – Parigi
- Museum of Fine Arts – Houston
- Musei civici di Padova – Padova
Riconoscimenti (parziale)
[modifica | modifica wikitesto]- 1951 - Medaglia di bronzo alla IX Triennale di Milano
- 1957 - Medaglia d'oro alla XI Triennale di Milano
- 1975 - "Golden Ehrering", Hanau-Mein
- 1976 - Premio 'Herbert Hoffmann', Monaco di Baviera
- 1984 - Medaglia d'oro dei Benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, Roma
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Mario Pinton, La scuola dell’oro, in Catalogo della mostra Mario Pinton. L’oreficeria, Padova, 1995.
- 1 2 Lia Lenti & Maria Cristina Bergesio, Dizionario del gioiello italiano del XIX e XX secolo, Torino, Allemandi, 2005, pp. 224-226.
- 1 2 Sylvie Lambert, The ring. Design - Past and Present, Hove, RotoVision, 1998.
- 1 2 Mirella Cisotto Nalon, Mario Pinton. Orafo-artista, docente, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, pp. 56-121.
- 1 2 Paola Venturelli, Icone. Edgardo Mannucci, Mario Pinton, Gianmaria Buccellati, in Paola Venturelli (a cura di) Gioiello – Italia. Materia tecnica arte tra antico e moderno, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2005, p. 184.
- ↑ Graziella Folchini Grassetto, Gioielleria contemporanea – La scuola di Padova, Stuttgart, Arnoldsche, 1999, p. 12.
- ↑ Ramon Puig Cuyàs, Mario Pinton spirito dei tempi nuovi, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, pp. 22-24.
- ↑ Lia Lenti & Maria Cristina Bergesio, Dizionario del gioiello italiano del XIX e XX secolo, Torino, Allemandi, 2005, pp. 253-254.
- ↑ Graziella Folchini Grassetto, La scuola di Padova 1960-1980, in Melissa Gabardi (a cura di), Il gioiello italiano del XX secolo, Milano, SilvanaEditoriale, pp. 281-283.
- 1 2 3 Virginia Baradel, Sulla formazione e sul profilo intellettuale di Mario Pinton, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, pp. 190-201.
- 1 2 Giorgio Segato, La misura seducente, in Catalogo della mostra Mario Pinton. L’oreficeria, Padova, marzo-aprile 1995.
- ↑ Marta Laudani, Mario Pinton, in Marco Romanelli e Marta Laudani (a cura di), Design: nordest, Milano, Abitare Segesta Cataloghi, 1996, p. 84.
- 1 2 Giuseppe Furlanis, Mario Pinton, maestro dell’esattezza, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, p. 216.
- ↑ Lara Vinca Masini, Gioiello d’artista, gioiello d’Autore, in Marilena Mosco (a cura di), L’arte del gioiello e il gioiello d’artista, Firenze, Giunti, 2001, p. 375.
- ↑ (EN) Mario Pinton sul sito del Victoria & Albert Museum, su collections.vam.ac.uk. URL consultato il 2 maggio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, ISBN 978-88-572-4506-5.
- Graziella Folchini Grassetto, Gioielleria contemporanea – La scuola di Padova, Stuttgart, Arnoldsche, 1999, ISBN 3-89790-202-8.
- Lia Lenti & Maria Cristina Bergesio, Dizionario del gioiello italiano del XIX e XX secolo, Torino, Allemandi, 2005, ISBN 9788842212003.