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Letteratura osseta

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Alfabeto cirillico per l'osseto, codificato nel 1844 da Anders Johan Sjögren

La letteratura osseta si è sviluppata complessivamente nella repubblica federale russa dell'Ossezia Settentrionale-Alania e nella regione georgiana dell'Ossezia del Sud. I suoi esponenti hanno scritto principalmente in lingua osseta, e in misura minore in russo e in georgiano.[1]

Kosta Levanovič Chetagurov, simbolo della letteratura e della cultura osseta

Le origini della letteratura osseta risalgono alla tradizione epica dei Narti, una popolazione leggendaria che avrebbe abitato il Caucaso settentrionale in un’era non definita. Ne Il libro degli Eroi. Leggende sui Narti di Georges Dumézil la tradizione nartica è definita come "un tesoro narrativo da mettere sullo stesso piano del Mahābhārata e del ciclo sulle origini di Roma, fra le testimonianze essenziali della civiltà indoeuropea".[2]

Il primo libro pubblicato in osseto, stampato in alfabeto cirillico, fu il Catechismo di Gai Tak'aty, che venne pubblicato a Mosca nel 1798. Pochi anni più tardi apparvero alcune opere di Ioane Ialghuzidze scritte in alfabeto georgiano di tipo khutsuri ("ecclesiastico").[2]

Nel 1844 venne compilata la prima grammatica della lingua osseta da parte di Anders Johan Sjögren, il quale ideò un nuovo sistema di scrittura basato sull'alfabeto cirillico che in seguito sarebbe stato ripreso e leggermente modificato da Vsevolod Fëdorovič Miller. Questo alfabeto venne usato fino al 1923, quando fu sostituito dall'alfabeto latino, indi a partire dal 1938 venne introdotto un nuovo sistema basato sul cirillico nell'Ossezia del Nord. In Ossezia del Sud invece venne usato l'alfabeto georgiano di tipo mkhedruli dal 1939 al 1954, poi venne anche qui introdotto il sistema del 1938, che da allora viene utilizzato in entrambi i territori.[2]

La letteratura osseta iniziò a formarsi nel XIX secolo sulla base del folclore popolare. Nel 1865 Temirbolat Mamsurov pubblicò le prime poesie mai scritte in osseto.[1] Emigrato in Turchia in seguito alla conquista russa del Caucaso, Mamsurov abbracciò i generi delle lamentazioni e dei poemi lirici, comuni nella letteratura della Ciscaucasia in generale, ma particolarmente diffusi in seguito al massacro delle popolazioni caucasiche settentrionali ad opera dell'Impero russo.[2]

Nell'arco dell'Ottocento emersero diversi autori dell'Ossezia, che scrissero principalmente in russo o in georgiano, come Inal Dudarovič Kanukov, Afanasij Abramovič Gassiev, Alichan Gubievič Ardasenov e Giorgi Liakhveli (Chochishvili). L'autore osseto che si distinse più di tutti a fine Ottocento fu Kosta Levanovič Chetagurov,[1] considerato l'esponente più rappresentativo della cultura e del popolo osseto.[2]

Nel primo decennio del Novecento fiorirono giornali e riviste in lingua osseta e si svilupparono il giornalismo e la critica letteraria. La drammaturgia nazionale vide emergere autori come Elbyzdyko Britaev, Comak Gadiev e Roza Pšievna Kočisova,[1] la prima scrittrice osseta.[2] Nel campo della prosa si distinsero Seka Gadiev, Arsen Borisovič Kocoev, Batyrbek Tuganov e Achmed Calikov, mentre per quanto riguarda la poesia si ricordano i realisti Ilas Ærnigon e Sozur Bargaev, il poeta romantico Aleksandr Byzievič Kubalov e il simbolista Alichan Inusovič Tokaev.[1]

Dopo la rivoluzione russa alcuni osseti lasciarono la loro terra, come ad esempio Gappo Baev che nel 1922 si trasferì in Germania, dove insegnò lingua osseta e caucasologia a Berlino.[2] Nel 1921 venne fondata l'Associazione degli scrittori osseti, che a partire dall'anno successivo pubblicò l'almanacco Malusag, fortemente criticato dal Proletkul't di non essere abbastanza impegnato nei temi della lotta di classe e per questo tacciato anche di nazionalismo. Nel 1925 nacque l'Associazione degli scrittori proletari dell'Ossezia "Ziu", mentre nel 1927 venne fondata in Ossezia del Sud la rivista Fidiuæg. A partire dagli anni trenta la letteratura osseta affrontò i temi del socialismo e della collettivizzazione: si pensi ai romanzieri Konstantin Soltievič Farniev (Uady uynær, "Il rumore della tempesta", 1932), Baron Timofeevič Boziev (Sast rӕchys, "La catena spezzata", 1935) e Dabe Chabievič Mamsurov (Achsarbek, 1940), oppure ai drammaturghi Sozruko Aleksandrovič Kulaev, Agubekir Bolaev e Dmitrij Ippolitovič Kusov. Importanti riconoscimenti vennero attribuiti a Čermen Davidovič Bedžyzaty, Ivan Vasil'evič Džanaev e Chariton Davidovič Pliev, mentre durante la seconda guerra mondiale emersero autori di guerra come Mucharbek Georgievič Kočisov, Gris Dzambolatovič Pliev, Georgij Savel'evič Džimiev, David Afanas'evič Tuaev e molti altri.[1]

Nel dopoguerra divenne molto popolare il filone epico incentrato sulla storia dei popoli: alcuni esponenti di questa espressione letteraria furono Elioz Davidovič Bekoev (con Fatima, 3 voll., 1947-1959), Dabe Chabievič Mamsurov (con la trilogia romanzesca Ch"abaryrty kadӕg, "Poema sugli eroi", 1948-1967), Rezo Michajlovič Čočiev (con Amond, "Felicità", 1958), Ezetchan Alimarzaevna Urujmagova (con Navstreču žizni, "Verso la vita", 2 voll., 1951-1956), David Antonovič Džioev (con Ӕnӕbasӕtgӕ tych, "Forza invincibile", 4 voll., 1954-1961) e Tatari Aslanbekovič Epchiev (con Vperëd, "Avanti", 1956).[1]

Tra gli anni sessanta e novanta la letteratura osseta ha spaziato tra vari generi e tematiche. Tra i più illustri autori osseti del secondo Novecento figurano per la prosa: Taze Besaev, Alëš Gučmazov, Totyrbek Ismailovič Džatiev, Vaso Georgievič Maliev e Maksim Nikolaevič Cagaraev; per la drammaturgia: Sergej Timofeevič Kajtov, Vladimir Michajlovič Gagloev, Gris Dzambolatovič Pliev, D. Temiraev e Georgij Doment'evič Chugaev; per la poesia Šamil' Fëdorovič Džikaev (con la raccolta Kolčan, "Faretra", 1980), Georgij Bestauty, Chazbi Dudarukoevič Dzabolov, Muzafer Dzasochov, Kamal Chodov e Aleksandr Ibragimovič Carukaev. In lingua russa hanno scritto Georgij Tedeev (con la novella Čërnaja žemčužina, "Perla nera", 1991), Vasilij Cagolov, Chadži-Murat Magometovič Muguev e Ruslan Chadzybatyrovič Totrov.[1] A livello internazionale si distinse Vasilij Ivanovič Abaev.[2]

A cavallo tra il secondo e il terzo millennio gli autori osseti si sono concentrati sui problemi dei piccoli popoli, come la loro autodeterminazione e la loro identità nazionale, ma anche sulla ricerca delle radici morali e sul senso della vita. Un figlio illustre di questa generazione di scrittori è Alan Čerčesov.[1]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (RU) Осетинская литература, su Большая российская энциклопедия, 25 dicembre 2023. URL consultato il 26 febbraio 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 Parole dai monti, su Treccani. URL consultato il 26 febbraio 2026.


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