Democrazia illiberale
La democrazia illiberale – altrimenti detta pseudodemocrazia o regime ibrido[1] – è un sistema di governo apparentemente democratico ma privo sostanzialmente di uno Stato di diritto. È detta anche dittatura elettiva[2] o anche democratura (da democrazia + dittatura).[3][4]
In questo sistema, nonostante la sussistenza formale di libere elezioni e di apparenti strumenti di controllo contro gli abusi del potere statale, sono alterate le condizioni minime di partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica: poiché libertà non negoziabili - come diritti civili, libertà civili, diritti politici e diritti umani - sono limitati o compromessi, la progressiva riduzione del diritto alla conoscenza pregiudica il controllo del pubblico su tutto ciò che attiene all'esercizio del potere politico, riducendo la possibilità di fisiologico ricambio della classe dirigente.
Definizione
[modifica | modifica wikitesto]Il termine di democrazia illiberale fu coniato da Fareed Zakaria nel 1997 su Foreign Affairs[5]; alcune sue caratteristiche erano già state individuate, nell'ambito della critica alla definizione meramente formale della democrazia[6]; in precedenza, nel tentativo di giustificare la deriva autoritaria del primo dopoguerra, ne aveva affacciato una prima caratterizzazione Lorenzo Giusso[7].
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]La democrazia illiberale presenta tratti affine alle cosiddette anocrazie o democrature:
- tutti i partiti assumono più o meno le stesse posizioni
- il governo dipende completamente da un solo partito, che può quindi far valere unilateralmente tutto il proprio programma
- l'intero parlamento è passivamente allineato a un governo essenzialmente autoritario
- la divisione dei poteri è fittizia
- lo Stato di diritto è compromesso o assente, e non esiste un vero rispetto delle minoranze
- la libertà di opinione e di manifestazione del pensiero sono limitate
- assenza di pluralismo e tolleranza
- diffusa corruzione e brutalità poliziesca; talvolta omicidi mirati, esecuzioni extragiudiziali, uso della tortura, negazione del giusto processo e dell'habeas corpus, sparizioni forzate
Ad oggi nel XXI secolo, soprattutto in Europa e America settentrionale, centrale, meridionale, la scienza politica (ma non solo essa) accetta la sua cosiddetta definizione minima di democrazia come criterio che sostiene[8] quali regimi siano essenzialmente democratici e quali no.
Ecco i componenti della sopraccitata definizione:
- suffragio universale maschile/femminile;
- elezioni libere, competitive, regolari, ricorrenti;
- multipartitismo;
- fonti di informazione plurime ed imparziali;
- garanzia, in primis da parte della classe politica, prima di tutto verso la sua popolazione, di diritti di cittadinanza;
- abbattimento, in primis da parte della classe politica, di più estreme diseguaglianze socio-economiche, prima di tutto interne;
- sufficiente acquisizione teorico/pratica di cultura democratica da parte della classe politica e concittadini/concittadine.
Nelle pseudodemocrazie questi tratti sono assenti o ridotti; solitamente è presente il suffragio universale, ma le elezioni sono spesso non trasparenti, con presenza di brogli, manipolazione dell'opinione pubblica, assenza di par condicio e maggioranze bulgare, e non esiste una vera opposizione. Le disuguaglianze possono essere anche appianate se l'economia funziona.
Tipologie
[modifica | modifica wikitesto]L'assenza di alcune libertà come quella di parola o di assemblea rendono difficile qualsiasi tipo di opposizione. Ma anche la loro compressione produce effetti: se vi è una costituzione che limita il potere del governo, nelle democrazie totalitarie essa è in parte o totalmente ignorata, mentre laddove la competizione elettorale fa conseguire una stragrande maggioranza la si modifica per adattarla a uno stile di governo meno democratico[9].
«Il diritto prende il nome dalla giustizia o al contrario la giustizia dal diritto?»
Anche Karl Popper, discutendo di Platone, del paradosso della tolleranza mise in guardia (come già Platone stesso e Alexis de Tocqueville con l'oclocrazia e la dittatura della maggioranza) dal pericolo di una tirannide scelta dal popolo:[senza fonte]
I governanti solitamente accentrano il loro potere sul governo centrale e il governo locale (non godendo della separazione dei poteri) si trova quasi escluso dal regime. I media sono controllati dallo Stato e supportano perlopiù l'informazione data. Sono proibite o fortemente scoraggiate le organizzazioni della società civile non gradite al governo o riconducibili al partito al potere. Il regime può applicare anche pressione e violenza contro i critici.
Lo schiacciamento della definizione sull'ipotesi peggiore è ricavabile dalla seguente definizione:
Tuttavia, la natura ibrida di questa forma di governo ha indotto vari teorici a non assimilarla del tutto ad una vera dittatura, dove la figura di una sola persona (o di un solo partito politico) accentra su di sé tutti i poteri con un vero regime totalitario[11].
Per questo motivo, Levitsky e Way hanno coniato un nuovo termine con una connotazione più positiva del termine, ovvero autoritarismo competitivo[12].
Gli stessi Steven Levitsky e Lucan Way hanno suggerito che il termine di "democrazia illiberale" risulterebbe inadeguato per molti paesi a cui era applicato: in regimi come la Serbia di Slobodan Milošević, lo Zimbabwe o la Russia post-sovietica, esso è priva di senso perché, se un paese non dispone più neppure di partiti di opposizione o di forme sia pur minime di pluralismo informativo, non è un paese democratico[13].
Nella storia contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Benché diffuso in tutto il mondo, il fenomeno spicca per contrasto in Europa per via di alcuni Paesi dell'Est come per esempio l'Ungheria (che manifesta un sentiment di rispetto dello Stato di diritto pari a circa la metà di quello danese, ritenuto il più alto d'Europa[14]) in cui il diffuso populismo spinge a far prevalere forze politiche latrici di istanze di maggior sicurezza a scapito delle libertà civili[14].
Tipici regimi a democrazia illiberale sono stati, volta a volta, considerati: la Polonia sotto il partito Diritto e Giustizia[15], la Turchia di Erdoğan[16], l'Ungheria di Viktor Orbán[17], la Thailandia[18], la Russia di Vladimir Putin (definita "democratura"), Singapore,[19] le Filippine durante la presidenza di Rodrigo Duterte[20] o la Georgia sotto il partito Sogno Georgiano[21].
Secondo molti altri la Russia, a partire dal 2012 e specie dopo il 2022, sarebbe semplicemente uno Stato autoritario o autocratico[22][23] dove le elezioni sono solamente delle farse e/o il regime mantiene un saldo controllo dei poteri dello Stato (non esistendo di fatto alcun contrappeso giuridico di magistratura indipendente o opposizione parlamentare al governo) nonché della società civile (tramite propaganda, censura, istituzione del reato d'opinione e repressione), come avviene nelle dittature che pure tengono consultazioni formali in apparente pluripartitismo (es. Bielorussia o un tempo la Repubblica Democratica Tedesca); questi Stati non potrebbero più essere considerati delle democrazie seppur illiberali né delle oligarchie, ma dovrebbero essere definite autocrazie elettorali.[24][25][26][27][28] Anche la Turchia[29] e l'Ungheria dopo il 2019 avrebbero subìto in parte questa deriva.[15]
Negli Stati Uniti sotto le due presidenze di Donald Trump, invece, è stata osservata una tendenza, non istituzionale ma politica, verso alcuni aspetti della democrazia illiberale.[30][31][32]
Casistica dell'Estremo Oriente
[modifica | modifica wikitesto]Un classico esempio riportato dai teorici sono la repubblica di Singapore e la regione di Hong Kong[19]. Sia Hong Kong che Singapore sono etnicamente a maggioranza cinese ed entrambe furono in passato colonie britanniche. Ad ogni modo, la loro evoluzione politica ha seguito tracce differenti, con i residenti di Hong Kong che ottennero le libertà liberali del Regno Unito ma, in quanto colonia, non detenevano i poteri per potersi scegliere un capo di governo[33]. Questo stato contraddittorio della situazione venne ereditato dalla Cina quando riassunse il controllo del territorio nel 1997.
In contrasto, Singapore acquisì piena indipendenza dapprima dal Regno Unito e poi dalla Malaysia negli anni '60 del Novecento. A quel tempo essa era una democrazia relativamente liberale, anche se il Partito d'Azione Popolare successivamente salito al potere promulgò diverse leggi che arrivarono a ridurre drasticamente le libertà costituzionali (come il diritto di assemblea o quello di associazione) ed estese la propria influenza sui mass media. Come conseguenza tecnicamente Singapore svolge delle elezioni, ma l'opposizione al governo ha molta difficoltà ad agire, lasciando al partito dominante un notevole potere[34].
Casistica dell'Europa
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Il 15 settembre 2022 il Parlamento europeo ha dichiarato che si è verificato il «crollo della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in Ungheria, trasformando il paese in un regime ibrido di autocrazia elettorale, secondo gli indicatori pertinenti»[36]. Tra gli indicatori menzionati vi sono: quello per cui l'Ungheria è stata definita un "regime ibrido", avendo perso il proprio status di "democrazia semiconsolidata" nella relazione del 2020 di Freedom House "Nations in Transit" (Nazioni in transito); quello per cui l'Ungheria è classificata come "democrazia imperfetta" e occupa il 56º posto su 167 paesi (ossia è scesa di una posizione rispetto alla classifica del 2020) nell'indice di democrazia del 2022 dell'Economist Intelligence Unit. Peraltro, la stessa risoluzione ha citato l'indice di democrazia V-Dem dell'Università di Göteborg: esso nel 2019 riteneva che l'Ungheria fosse diventata il primo Stato membro autoritario nella storia dell'UE e, nel 2022, dichiarava che tra gli Stati membri dell'UE l'Ungheria e la Polonia figurano tra i principali paesi autocratici al mondo dell'ultimo decennio[15].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Juan Carlos Calleros-Alarcón, The Unfinished Transition to Democracy in Latin America, London, Routledge, 2009, p. 1, ISBN 0-415-54074-7.
- ↑ Arresto di Imamoglu, la Turchia verso la dittatura elettiva, su oasiscenter.eu.
- ↑ Democrazia illiberale, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'11 luglio 2024.
- ↑ Giuseppe Di Matteo, Ungheria: Orbán, il "Bonaparte" ungherese che sfida l’Europa, in East Journal, Torino, 19 marzo 2015. URL consultato l'11 luglio 2024 (archiviato il 18 aprile 2016).
- ↑ Zakaria 1997.
- ↑ La democrazia secondo Kelsen, su ilsole24ore.com, 15 ottobre 2016. URL consultato il 16 ottobre 2018.
- ↑ Lorenzo Giusso, Le dittature democratiche dell'Italia, Milano, Alpes, 1927, secondo cui «le vicende di quella che sarebbe stata definita l'Italia liberale sarebbero state (...) il risultato di altrettante manifestazioni di "democrazia autoritaria" o "dittatura parlamentare"» (così lo presenta Francesco Perfetti, L'Italia amava i Fasci? Di certo amava il Duce e il suo «mussolinismo», in il Giornale, 1º dicembre 2020. URL consultato il 15 luglio 2024).
- ↑ scienza politica, il mulino.
- ↑ In proposito, la risoluzione del Parlamento europeo P9_TA(2022)0324 del 15 settembre 2022, considerando X, ha ricordato che "in una dichiarazione congiunta rilasciata nel 2013, i presidenti delle Corti costituzionali ungherese e rumena hanno sottolineato la particolare responsabilità delle corti costituzionali nei paesi governati a maggioranza di due terzi".
- ↑ E Giovanni Sartori avvisava: si rischia una democrazia totalitaria, in Corriere della Sera, 15 settembre 2019, p. 41.
- ↑ (EN) Larry Diamond e Leonardo Morlino, Assessing the Quality of Democracy, Johns Hopkins University Press, 2005, p. xli.
- ↑ (EN) Steven Levitsky e Lucan Way, Assessing the Quality of Democracy, in Journal of Democracy, vol. 13, n. 2, aprile 2002, pp. 51-65.
- ↑ (EN) M.H. Halperin, J.T. Siegle e M.M. Weinstein, The Democracy Advantage: How Democracies Promote Prosperity and Peace, Routledge, 2005, p. 10, ISBN 978-0415950527.
- 1 2 Servet Yanatma, Stato della democrazia: il confronto tra i Paesi europei, su Euronews, 2 novembre 2023. URL consultato l'11 luglio 2024 (archiviato l'8 luglio 2024).
- 1 2 3 Risoluzione P9_TA(2022)0324, considerando Y.
- ↑ Roberto Toscano, Una democrazia illiberale, in La Stampa, 2 aprile 2015. URL consultato il 15 luglio 2024.
- ↑ Katalin Egresi, Democrazia interrotta. La Democrazia Illiberale in Ungheria dal punto di vista della Cultura Politica (PDF), in Nomos - Le attualità del diritto, n. 2, 2024, ISSN 2279-7238.
- ↑ Alla democrazia serve un tagliando, in Il Sole 24 ore, 28 giugno 2014. URL consultato il 15 luglio 2024.
- 1 2 (EN) H. Mutalib, Illiberal democracy and the future of opposition in Singapore, in Third World Quarterly, vol. 21, n. 2, 2000, pp. 313-342.
- ↑ The Philippines Under Duterte: A Process of Authoritarian Populism with Liberal-Democratic Roots, su sum.uio.no. URL consultato il 1º novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2019).
- ↑ (EN) Georgia: Tracing the rise of illiberalism in Tbilisi | Eurasianet, su eurasianet.org. URL consultato il 15 dicembre 2024.
- ↑ Leonid Nikitinsky, Kargo konstitucija, su novayagazeta.ru.
- ↑ "Putin mi considera un agente straniero, ma io mi limito a spiegare i meccanismi del potere" - Intervista a Ekaterina Schulmann, su lastampa.it.
- ↑ (EN) Timothy Frye, Weak Strongman: The Limits of Power in Putin's Russia, su Princeton University Press, 2021. URL consultato il 9 febbraio 2022.
- ↑ (EN) Steven Levitsky, Lucan A. Way, Competitive Authoritarianism: Hybrid Regimes after the Cold War, Cambridge University Press, 2010, ISBN 978-1-139-49148-8. URL consultato il 9 febbraio 2022.
- ↑ (EN) Graeme Gill, Building an Authoritarian Polity: Russia in Post-Soviet Times, Cambridge University Press. URL consultato il 9 febbraio 2022.
- ↑ (EN) Ora John Reuter, The Origins of Dominant Parties: Building Authoritarian Institutions in Post-Soviet Russia, Cambridge University Press, 2017, DOI:10.1017/9781316761649, ISBN 978-1-316-76164-9. URL consultato il 9 febbraio 2022.
- ↑ (EN) Authoritarian Modernization in Russia: Ideas, Institutions, and Policies, su Routledge, 2017. URL consultato il 9 febbraio 2022.
- ↑ Dimitri Bettoni, Politiche e presidenziali in Turchia: Erdoğan rafforza l'autocrazia, su balcanicaucaso.org, 25 giugno 2018. URL consultato il 16 aprile 2021.
- ↑ IL “TRUMPISMO” NELLA STORIA, su rproject.it.
- ↑ Il trumpismo non è ancora finito (soprattutto per i complottisti), Trump invece sì, su linkiesta.it.
- ↑ Dai fascismi ai populismi: Storia, politica e demagogia nel mondo attuale - Federico Finchelstein - Google Libri, su books.google.it.
- ↑ (EN) Ma Ngok, Political Development in Hong Kong: State, Political Society, and Civil Society, Hong Kong University Press, 2007, ISBN 978-9622098107.
- ↑ (EN) Whatever happened to glasnost?, su BBC News, 7 febbraio 2009.
- ↑ (EN) Seongcheol Kim, ‘Illiberal Democracy’ after Post-Democracy: Revisiting the Case of Hungary, in The Political Quarterly, vol. 94, n. 3, 2023, pp. 437–444, DOI:10.1111/1467-923X.13255. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ Risoluzione P9_TA(2022)0324 del Parlamento europeo del 15 settembre 2022 sulla proposta di decisione del Consiglio in merito alla constatazione, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, dell'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione (2018/0902R(NLE)) (PDF), punto 2, p. 30. Ospitato su questionegiustizia.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Daniel Bell, David Brown e Kanishka Jayasuriya, Towards Illiberal Democracy in Pacific Asia, St. Martin's Press, 1995, ISBN 978-0333613993.
- Pietro Di Muccio, Illiberalismo (PDF), in Nuova Storia Contemporanea, n. 3, 2023. Ospitato su opinione.it.
- (EN) Marc Plattner, Liberalism and Democracy: Can't have one without the other, in Foreign Affairs, marzo/aprile 1998 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2005).
- (EN) Nicholas Thomas, Democracy Denied: Identity, Civil Society, and Illiberal Democracy in Hong Kong, Ashgate, 1999, ISBN 978-1840147605.
- (EN) Fareed Zakaria, The Rise of Illiberal Democracy, in Foreign Affairs, novembre/dicembre 1997 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2005). Ospitato su Fareedzakaria.com.
- (EN) Fareed Zakaria, Illiberal Democracy, Five Years Later, in Havard International Review, estate 2002 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2009). Ospitato su Fareedzakaria.com.
- (EN) Fareed Zakaria, The Future of Freedom: Illiberal Democracy at Home and Abroad, W. W. Norton & Company, 2007, ISBN 978-0393331523.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Anocrazia
- Autocrazia
- Demagogia
- Democrazia liberale
- Democrazia rappresentativa
- Democrazia totalitaria
- Dictablanda
- Dittatura della maggioranza
- Oclocrazia
- Partitocrazia
- Peronismo
- Populismo
- Postdemocrazia
- Tirannide
- Trumpismo
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