Hossein Behzad

Hossein Behzad (in persiano حسین بهزاد; Teheran, 1894 – Teheran, 13 ottobre 1968) è stato un pittore iraniano.
Per molti anni lavorò come impiegato tecnico presso l'Amministrazione archeologica e insegnò miniature all'Accademia di Belle Arti dell'Iran. La strada in cui viveva a Teheran fu intitolata a lui, ma dopo la rivoluzione iraniana questa fu rinominata in Shahid Nofallah. Come da testamento, la sua casa a Teheran venne trasformata in una scuola di pittura.[1]
Biografia
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Figlio di Mirza Lotfollah Esfahani, un pittore e artigiano fabbricante di qalamdān, Behzad iniziò gli studi alla scuola Sharaf Zafar, ma presto abbandonò l'istituto per dedicarsi alla pittura, in particolare all'arte della miniatura persiana. Rimasto orfano di padre, Behzad si trasferì con la madre convolata a seconde nozze, la sorella e il nonno a Esfahan, dove crebbe in povertà. Per via delle precarie condizioni di salute fu costretto a interrompere il lavoro di miniaturista, nel quale stava facendo progressi, e dovette trasferirsi a casa della madre. Poco dopo rientrò a Teheran per curarsi presso la casa di un amico di suo nonno.[1]
Aprì uno studio nella capitale all'età di 21 anni e si concentrò sulle miniature. Era particolarmente apprezzato per le sue qualità nel copiare antiche opere d'arte in miniatura, molto ammirate da europei e commercianti iraniani. Tra i soggetti preferiti figuravano le opere degli artisti safavidi Kamāl ud-Dīn Behzād e Reza Abbasi.[1] Il suo stile artistico venne influenzato anche da un soggiorno di un anno in Francia.[2]
Ci mise due anni a completare il ritratto di Firdusi. In occasione dei Giochi della XV Olimpiade dipinse Polo e L'uccisione del diavolo bianco di Rostam, per i quali venne premiato l'anno successivo dallo scià Mohammad Reza Pahlavi con un diploma speciale. In totale tenne 17 mostre in patria e all'estero, e il suo lavoro venne riconosciuto con il conseguimento di numerosi premi e medaglie.[1] La sua mostra di gran lunga più importante fu quella personale Guardando al passato presso il Museo nazionale dell'Iran.[2]
A partire dal 1958 godette di un vitalizio da parte del governo. Nel 1968 si recò due volte in Europa per motivi di salute; nonostante ciò morì il 13 ottobre di quell'anno.[1]
A lui è dedicato il Museo Hossein Behzad nel Palazzo Saadabad, che ospita 289 delle sue opere.[2]
Lo stile
[modifica | modifica wikitesto]Rispetto ai suoi predecessori, Behzad riusciva a far emergere gli stati d'animo e le emozioni delle figure da lui ritratte. La presenza di ombre fa sì che i dipinti risultino leggermente staccati dalla base, rendendoli meno bidimensionali. Le proporzioni dei corpi sono più simili alla realtà, e ciò si discosta dallo stile mongolo.[2]
Premi
[modifica | modifica wikitesto]Seguono i premi ricevuti da Behzad:[3]
- Medaglia di prima classe del Ministero della Cultura, 1949
- Diploma per il miglior dipinto alla XV Olimpiade di pittura, Helsinki, 1952
- Medaglia Avicenna del Museo nazionale dell'Iran in onore di Behzad, stand al Millennium & Avicenna
- Diploma d'onore dell'Esposizione internazionale del Belgio, 1958
- Medaglia di prima classe del Concorso internazionale di pittura di Minneapolis, USA, 1958, tra 230 pittori provenienti da 97 paesi
- Medaglia d'arte di prima classe del Dipartimento di Belle arti
- Medaglia d'onore d'arte conferita dalla Facoltà di Arti ornamentali, 1968
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 Hossein Behzad, su HICHAA. URL consultato il 19 settembre 2025.
- 1 2 3 4 Hossein Behzad, su artchart.net.
- ↑ Hossein Behzad, su www.caroun.com. URL consultato il 19 settembre 2025.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Hossein Behzad, su Olympedia.
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