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Guglielmo Gisalberti

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Guglielmo Gisalberti
vescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricopertiVescovo di Acqui (1240-1251)
 
Nomina a vescovo1240
Morte1251

Guglielmo Gisalberti (... – 1251) è stato un vescovo cattolico italiano, vescovo di Acqui dal 1240 alla sua morte.

Discendente della famiglia Gisalberti di Mombaruzzo[1][2], fu abate dell'abbazia di San Quintino di Spigno, incarico che mantenne anche una volta eletto vescovo della diocesi di Acqui come si evince da alcuni atti in cui si firmava "vescovo-abate"[1]; il titolo di abate venne mantenuto in modo che il vescovo potesse continuare a usufruire del beneficio dell'abbazia siccome la mensa vescovile di Acqui in quel periodo era particolarmente ridotta[1].

Probabilmente eletto verso fine 1240 a seguito della rinuncia di Giacomo di Castagnole, il primo documento a sua firma come vescovo eletto di Acqui è un atto di sottomissione da parte di un certo Opizzone di Orsara datato 18 settembre 1241[3].

Durante il suo episcopato, su richiesta della città, giunsero ad Acqui dal convento di Cairo i minori francescani, ai quali venne assegnata la chiesa di San Giovanni[1].

Con due documenti, il primo del 20 settembre 1248 e il secondo del 28 agosto 1249[3], intervenne in una controversia tra il capitolo e le monache cistercensi di Santa Maria de Predalibus a Morsasco, assegnando loro la chiesa a fronte di una compensazione economica annuale al vescovo[4].

L'ultimo atto di Guglielmo, l'assegnazione delle decime dei beni vescovili a Belmonte e Bruno al signore di Mombaruzzo, è datato 10 maggio 1251[3]. Questo documento consente di collocare la sua morte nella prima metà dello stesso anno, dal momento che già nel giugno 1251 la diocesi risulta amministrata dal suo successore, Alberto[4].

  1. 1 2 3 4 Ravera, p. 187.
  2. Iozzi, p. 146.
  3. 1 2 3 Savio, p. 44.
  4. 1 2 Ravera, p. 188.

Predecessore Vescovo di Acqui Successore
Giacomo di Castagnole 12311238 Alberto d'Incisa