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Giacomo Furia

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Giacomo Furia nel film Il furto è l'anima del commercio!?... (1971) di Bruno Corbucci

Giacomo Matteo Furia (Arienzo, 28 dicembre 1924Roma, 5 giugno 2015) è stato un attore italiano.

Nacque ad Arienzo, nell'allora provincia di Terra di Lavoro (parte dell'odierna provincia di Caserta), il 28 dicembre del 1924, ma fu registrato all’anagrafe quale nato il 2 gennaio del 1925, cosa che gli consentì di eludere il servizio di leva durante la seconda guerra mondiale, in quanto risultante minorenne al momento della chiamata. Era stato registrato all'anagrafe, dal padre antifascista, "Giacomo Matteotti"; il primo giorno di scuola i carabinieri lo rispedirono a casa; non volendo negare l'istruzione al figlio, il padre chiese che il nome anagrafico "Giacomo Matteotti" fosse cambiato in "Giacomo Matteo"[1][2][3].

Fin da ragazzo frequentò l'ambiente teatrale dilettantistico napoletano. Dopo il diploma in ragioneria presso l'istituto Armando Diaz di Napoli, un vecchio amico gli offrì un lavoro di doposcuola estivo di matematica: l'allievo era Luigi De Filippo, figlio di Peppino De Filippo e nipote di Eduardo De Filippo e Titina De Filippo. Cominciò così a frequentare casa De Filippo in via Vittoria Colonna. Eduardo apprezzerà presto le sue qualità di attore e lo vorrà in compagnia.

Debuttò a teatro, il 7 dicembre del 1945, con la compagnia di Eduardo De Filippo. Al Teatro Santa Lucia di Napoli era in scena Napoli milionaria!; Giacomo Furia interpretava il ruolo di Peppe 'o cricco. Eduardo gli offrì questo ruolo, importante per un esordiente, a seguito del forfait dell'interprete titolare.

Esordì al cinema, nel 1947, sotto la regia di Mario Mattoli in Assunta Spina. Si impose nel ruolo di Tifariello al fianco di una sanguigna Anna Magnani nella parte della protagonista.

Divenne in seguito efficace caratterista in numerose pellicole di Totò, insieme al quale recitò in 17 film. Tra i moltissimi ruoli secondari, avrà il ruolo di protagonista solo in due film: L'oro di Napoli (1954), nel segmento Pizze a credito, in cui interpreta il personaggio di Rosario, ingenuo marito della bella pizzaiola Sophia Loren, e La banda degli onesti (1956) di Camillo Mastrocinque, con Totò e Peppino De Filippo, dove interpreta il pittore Cardone.

Altre interpretazioni memorabili sono quelle ne Il medico dei pazzi (1954) di Mario Mattoli, L'arte di arrangiarsi di Luigi Zampa (1954), Totò, Eva e il pennello proibito (1959) di Steno e La mazzetta (1978) di Sergio Corbucci.

Giacomo Furia a Cairano, nel 2013, durante la celebrazione dei 50 anni del film La donnaccia (1965) di Silvio Siano, girato nel 1963

Per lunghissimo tempo testimonial televisivo in Carosello di una famosa azienda di latticini. Partecipò a più di cento film, spaziando dalla commedia all'italiana al film in costume, dal musicarello al film d'autore, prestando il suo viso tondo e la sua figura inconfondibile a personaggi sempre tratteggiati con gustosa ironia. Lavora anche in un film del filone del personaggio Nico Girardi, accanto a Tomas Milian nel film Delitto al ristorante cinese (1981) di Bruno Corbucci, dove interpreta il ruolo del giudice Arducci.

Nel 1997 uscì la sua biografia Le maggiorate, il principe e l'ultimo degli onesti, trenta storie inedite su Totò, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, i fratelli De Filippo, Vittorio De Sica e Tina Pica, scritte dal giornalista Michele Avitabile e raccontate da Giacomo Furia, con la prefazione di Sophia Loren e interventi di Maurizio Costanzo, Marcello D'Orta e Antonio Lubrano.

Come interprete televisivo, fece parte del cast del primo sceneggiato televisivo trasmesso dalla Rai nel 1954: Il dottor Antonio, e dello sceneggiato Il cappello del prete di Sandro Bolchi, trasmesso nel 1970.

Saltuariamente fu attivo anche come doppiatore, prestando la sua voce in alcuni film ad attori che necessitavano di un timbro vocale a cadenza napoletana o comunque meridionale.

Morì il 5 giugno del 2015 presso la clinica Villaverde di Roma all'età di 90 anni.[4] Il funerale si celebrò presso la chiesa di San Saturnino.[5] Riposa nella cappella di famiglia nel cimitero di Arienzo.[6]

L'11 maggio 2019, nella sua città natale alla presenza del figlio Filippo, gli viene dedicato il museo-cineteca.[7]

Giacomo Furia con Sophia Loren ne L'oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica, nell'episodio Pizze a credito
Giacomo Furia con Totò in Totò, Eva e il pennello proibito (1959) di Steno
Giacomo Furia ne Il nemico di mia moglie (1959) di Gianni Puccini e Gabriele Palmieri

Prosa televisiva Rai

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  • Gli interessi creati di Giacinto Benavente, regia di Guglielmo Morandi, trasmessa il 22 aprile 1955.
  • La fucilazione di Pulcinella, regia di Gennaro Magliulo, trasmessa il 7 agosto 1973.

Prosa radiofonica Rai

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Doppiatori italiani

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  1. Crisci, Giacomo Furia, 2020.
  2. Antonio Tricomi, Giacomo Furia, grande attore e caratterista, in la Repubblica, 10 Marzo 2020.
  3. Francesco Palmieri, Quei tre onestissimi falsari, in Il Foglio Quotidiano, 4 aprile 2026.
  4. Addio a Giacomo Furia: spalla di Totò, Peppino e Sofia Loren, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it, Corriere del Mezzogiorno, 5 giugno 2015.
  5. È morto Giacomo Furia, l'ultimo caratterista del cinema italiano, su rainews.it.
  6. Addio a Peppe 'o Cricco, alias Giacomo Furia, su escamontage.wordpress.com.
  7. Inaugurato il Museo "Giacomo Furia": l'emozione del figlio Filippo, su casertanews.it.
  • Francesca Crisci, Giacomo Furia: vita e carriera di un attore caratterista, collana Impronte partenopee; 1, prefazione di Alberto Castellano ; postfazione di Filippo Furia, Napoli, Graus edizioni, 2020.
  • Gli attori, Gremese editore, Roma 2003.
  • Le teche Rai.
  • Le maggiorate, il principe e l'ultimo degli onesti, Amico Vip editore.

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