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Gesù nella teosofia

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Ritratto di Gesù ad opera del pittore teosofo Hermann Schmiechen (1910)

Gesù nella teosofia è considerato un supremo iniziato e un maestro di saggezza,[1] appartenente a una confraternita di adepti che si incarnano periodicamente sulla Terra per favorire l'evoluzione spirituale dell'umanità.[3]

Viene distinto dall'entità Cristo, con cui invece si indica un principio divino, portatore della scintilla di elevazione della coscienza umana,[4] il quale secondo gli scritti della Blavatsky si sarebbe personificato in lui solo negli anni del suo ministero pubblico, dal battesimo al ritiro nel Getsemani.[5]

Egli assume maggiore rilevanza nell'antroposofia, movimento derivante dalla teosofia ma che attribuisce al suo sacrificio sulla croce un significato centrale nella storia cosmica e terrestre,[6] evento grazie al quale Gesù Cristo avrebbe infuso nuove forze nell'evoluzione umana.[7]

Gesù e Cristo

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Secondo gli scritti teosofici di Helena Blavatsky, i racconti evangelici sulla figura di Gesù Cristo non esporrebbero eventi storici ma allegorici, contenendo rimandi allusivi a profonde verità sull'iniziazione allora praticata nei culti misterici.[8]

«Per me Gesù Cristo, cioè l'Uomo-Dio dei cristiani, copiato dagli Avatara di ogni paese, dal Krishna indù così come dall'Horus egizio, non è mai stato un personaggio storico. Egli è una personificazione divinizzata del tipo glorificato dei grandi Ierofanti dei Templi, e la sua storia, così come narrata nel Nuovo Testamento, è un'allegoria.»

L'uomo storico Gesù

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La Blavatsky riconduce la vera fonte della leggenda su Gesù al personaggio di Jehoshua (o Joshua) Ben Pandira, menzionato nel Talmud ebraico, vissuto intorno al 120 a.C. presso la comunità degli Esseni, mentre quello del «Gesù Dio» sarebbe piuttosto un mito, inventato secoli dopo la morte del vero uomo storico.[8]

A riprova di ciò, la Blavatsky adduce che Filone Giudeo non menzionò mai la figura di Gesù. Costui, pertanto, non dovrebbe essere confuso con il Christos («l'«unto»),[8] ossia il principio universale presente potenzialmente in ogni essere umano, mentre l'individuo identificabile come Gesù di Nazareth, indipendentemente dal fatto che sia vissuto effettivamente durante l'era cristiana o un secolo prima, era semplicemente un riformatore spirituale, da chiamare piuttosto Chrestos («un uomo buono»).[10]

Tale termine Chrestos designerebbe solo un veicolo umano,[8] mentre il «Cristo» rimanda all'entità cosmica del Logos, unitasi a quell'essere fisico nel momento del battesimo,[11] e che lo abbandona poco prima della crocifissione, permettendogli di ascendere attraverso la gerarchia delle iniziazioni.[12] Anche nelle Lettere a Sinnett, il mahatma Koot Hoomi afferma:

«Il vero Cristo di ogni cristiano è il Vach, la "Voce mistica", mentre l'uomo Jeshu non era altro che un mortale come ognuno di noi, un adepto più per la sua intrinseca purezza e ignoranza del vero Male, che per ciò che aveva appreso dai suoi rabbini iniziati e dagli Ierofanti e sacerdoti egiziani, già (a quel tempo) in rapida degenerazione.[13]»

Nel loro complesso pertanto i teosofi, il cui movimento non segue un dogma prefissato, tendono a ritenere che un personaggio storico del calibro di Gesù sia effettivamente esistito, ma che i racconti su di lui abbiano un valore puramente religioso o teologico, e non vadano considerati come fatti storici.[14]

Gesù espressione del Logos

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Cristo pantocratore, icona del teosofo russo Nicholas Roerich (1909), dedito a rappresentare Gesù non solo come figura storica, ma quale Maestro spirituale universale.

La Blavatsky condivideva la visione gnostica di Gesù o dei primi cristiani, come gli ebioniti, secondo cui egli non era «Dio», ma al limite talora un angelo incarnato, sia pure inviato da Yahweh, una condizione da cui deriverebbe la denominazione di «Figlio dell'Uomo».[15]

In tal senso egli può essere ritenuto una manifestazione della sua Parola, cioè del Logos che lo stesso Filone mostrava di conoscere senza identificarlo con una persona.[16] In maniera simile a un Bodhisattva,[17] al momento dell'iniziazione egli sarebbe divenuto tutt'uno con l'anima del cosmo, chiamata variamente Buddhi, Atman, o principio Cristico, di cui i teosofi cristiani riconoscono in ogni caso l'autorità spirituale.[19]

Una rivalutazione del cristianesimo all'interno della Società teosofica, seppure in un'ottica esoterica, fu poi inaugurata da Anna Kingsford e Edward Maitland,[20] per essere portata avanti in particolare da Annie Besant e Charles Webster Leadbeater: costoro consideravano Cristo, «insieme alle stagioni, alle feste e ai sacramenti della Chiesa, non solo come simboli di verità spirituale, ma anche come mezzi per trasmettere energie trascendenti».[21]

L'essere del Cristo, che è «più dell'uomo Gesù»,[22] fu infine oggetto da parte della teosofa Alice Bailey di ulteriori approfondimenti e accostamenti alle terminologie orientali e induiste: esso consisterebbe nel secondo dei sette raggi con cui il divino Logos si manifesta sulla Terra, i primi tre dei quali danno luogo a tre «dipartimenti» spirituali, subordinati al supremo signore del mondo (Sanat Kumara), corrispondenti a politica, religione e scienza.

Il secondo di questi, cioè essenzialmente il raggio dell'amore, sarebbe diretto appunto dal Cristo, analogo nel buddismo alla figura di Maitreya.[23] Oltre che in Gesù, questi si sarebbe precedentemente incarnato nell'entità conosciuta nell'induismo come Krishna.[11]

Gesù nell'antroposofia

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Gesù è un maestro riconosciuto anche nell'antroposofia,[24] che lo distingue analogamente dal Cristo,[25] ma quest'ultimo non è ritenuto un essere che si incarna saltuariamente:[6] esso è, invece, lo spirito supremo del Sole,[26] collocato al vertice della gerarchia angelica degli Elohim, in quanto membro della divina Trinità.[27]

Rudolf Steiner, fondatore del movimento, negava che i Vangeli, scritti a suo dire da conoscitori di segreti iniziatici,[28] volessero presentarsi come documenti storici, affinché gli avvenimenti della vita di Gesù fossero sperimentati dai fedeli in modo radicalmente diverso da un evento di cronaca, venendo compresi cioè quale «fatto mistico», nella propria interiorità;[29] tale era stata ad esempio la rivelazione ricevuta da Paolo di Tarso sulla via di Damasco.[30]

D'altra parte la vita di Gesù rappresentava per Steiner il compimento storico, a livello fisico, di verità espresse in forma di miti e di simboli nelle varie religioni misteriche pre-cristiane,[31] come quelle egizie, greche, mitraiche.[33]

Scultura lignea di Gesù Cristo intitolata «il rappresentante dell'umanità»,[34] intento a mediare tra i due princìpi contrapposti del male: Lucifero e Arimane.[35]

Quanto veniva raggiunto anticamente attraverso l'iniziazione di pochi adepti, che stavano perdendo le loro ataviche capacità immaginative-chiaroveggenti, sarebbe stato sostituito, da parte dei discepoli di Gesù, dalla fede diffusa nel Cristo,[36] che attraverso l'incarnazione in una manifestazione tangibile poteva così essere interiorizzato più facilmente.[37]

In tal modo il cosiddetto «Gesù Cristo» divenne, per la dottrina steineriana, l'archetipo dell'uomo ideale,[38] portatore della forza centrale di bilanciamento tra le due polarità opposte del male,[39] vale a dire non solo il freddo materialismo di Ahrimane, ma anche lo spiritualismo esaltato e superbo di Lucifero.[40]

La discesa del Cristo nel corpo di Gesù è ritenuto nell'antroposofia un evento unico e irripetibile, punto di svolta dell'intera evoluzione dell'umanità,[25] con cui la potenza del Logos, originariamente operante dal Sole, si unì alla Terra.[26]

Il Cristo che era un'espressione della totalità del mondo, sperimentato negli antichi misteri come espansione della coscienza nel macrocosmo, si era adesso contratta nel microcosmo umano.[25]

La sua venuta era stata preparata dal popolo ebraico, la cui missione consisteva nel radicare il senso della propria individualità («Io sono») dentro la corporeità fisica, necessaria per poter sviluppare una coscienza dell'Io, seppure ancora collegata al Dio collettivo dei loro antenati.[41]

Grazie all'unione interiore con l'Io-mondo del Cristo, invece, l'Io singolo dell'uomo poteva adesso acquisire una libera autocoscienza autonoma.[42] La creazione spirituale del mondo aveva infatti attraversato un processo discendente, fino a condensarsi nel piano fisico, a partire dall'inserimento dell'uomo nella materia noto come «peccato originale», che era stato consentito affinché egli sviluppasse le forze dell'amore e della libertà.[25]

«Per mezzo del Cristo è penetrata nell'uomo la cognizione cosciente dell'Io sono. Prima non si sentiva ancora la piena divinità dell'intima divina entità dell'uomo. Sentivano l'Io sono ma lo ricollegavano ai propri antenati, lo sentivano nel sangue comune a loro a tutti sin dai tempi di Abramo.

Venne allora Gesù Cristo, recando la coscienza che esiste nell'uomo qualche cosa di molto più antico, di molto più indipendente; che l'Io sono non contiene soltanto tutto ciò ch'è comune ad un popolo, ma anche ciò che esiste in ogni singola persona, e che anche l'amore dovrà dunque rivolgersi alle singole personalità, per virtù propria.»

Tra le fonti di conoscenza di Gesù Cristo, che in passato erano costituite dalla fede e dai Vangeli,[36] Steiner riteneva che queste andassero integrate con la comprensione scientifico-spirituale moderna, ossia l'indagine chiaroveggente capace di decifrare i passi dei Vangeli non più comprensibili per la mentalità di oggi. A tal fine egli espose il cosiddetto Quinto Vangelo, non un testo antico ritrovato, ma inteso come un «Vangelo della Conoscenza» (o Gnosi), volto appunto a compiere tale integrazione sulla base delle sue ricerche condotte nella cosiddetta cronaca dell'Akasha.[44]

La Natività di Giotto, con due bambini Gesù,[45] di cui vari iniziati e artisti sarebbero stati a conoscenza, talvolta rappresentandoli nelle loro opere.[46]

Fra i vari risultati delle sue indagini occulte, ad esempio, vi sarebbero stati due diversi bambini Gesù coinvolti nell'Incarnazione del Cristo,[47] seppure entrambi della stirpe di Davide ma derivanti da genealogie separate:[48] uno discendente da Salomone, descritto nel Vangelo di Matteo (più grande di età), l'altro da Nathan, a cui si riferisce il Vangelo di Luca.[49]

Nel primo viveva la sapiente individualità del profeta Zarathustra, perciò omaggiato dai Magi, devoti del culto persiano, mentre nel secondo confluì l'anima compassionevole del Buddha;[50] il primo aveva effettivamente dei fratelli, il secondo era figlio unico. Superati i dodici anni, il bambino salomonico sarebbe morto e lo spirito di Zaratustra sarebbe passato nel Gesù nathanico, infondendovi la propria sapienza; questi sarebbe perciò diventato all'improvviso qualcosa di completamente diverso quando venne ritrovato al Tempio, al punto che i genitori stentavano a riconoscerlo.[45]

Successivamente, l'io zoroastriano si ritirò quando lo spirito del Cristo sarebbe disceso in forma di colomba nel Gesù superstite intorno ai 30 anni, attraverso il battesimo nel Giordano.[51] Questo sdoppiamento, poi ricomposto in unità, si sarebbe reso necessario per preparare un corpo ed uno spirito adatti ad una personalità dal destino tanto grandioso, e che perciò avrebbe dovuto attraversare esperienze diversificate prima di accogliere in sè l'essere divino del Cristo.[45]

Incarnandosi nel Gesù umano durante i tre anni del suo operato, Cristo divenne in lui il «nuovo Adamo»,[52] la cui rilevanza per l'antroposofia non sta nell'insegnamento di una dottrina, bensì nel dono d'amore che fece del suo Corpo,[53] elargito attraverso il «mistero del Golgota»,[54] mirante a restaurare le forze formative di tutti i corpi umani, non solo per i suoi seguaci, infondendo il proprio impulso cristico nell'atmosfera animica della Terra.[55]

Sigillo antroposofico della Resurrezione intesa come forza risanante di guarigione, governata dall'arcangelo Raphael.[56]

Per comprendere questo fatto, Steiner introdusse il concetto di «fantòma», ovvero la struttura o forma sovrasensibile del corpo fisico, che a seguito della caduta originaria, dovuta alla tentazione luciferica, si era corrotto impregnandosi di sostanze minerali,[57] diventando così visibile ai sensi ordinari ed entrando sempre più nella sfera d'influenza arimanica.[58]

Viene fatta al riguardo una precisa distinzione tra corpo fisico e corpo solido (o materiale-minerale):[58] quest'ultimo non è altro che la forma spezzata e distrutta, destinata alla morte, e sarebbe quindi essenzialmente maya, illusione, mentre col primo si indica appunto il fantoma primordiale, reale per quanto invisibile.[59]

Tale corpo fisico, di cui Steiner sottolinea l'importanza ai fini della conquista di un io individuale, per la sua funzione riflettente la coscienza di , è ritenuto l'organo più basso tra i corpi occulti umani, ma al contempo il più antico in termini di storia evolutiva.

Risorgendo dunque dalla tomba, non come essere spirituale ma anche propriamente fisico,[60] Cristo avrebbe per la prima volta nella storia umana risanato il fantoma, consentendo di trasferirlo agli altri quale capostipite di una nuova umanità redenta, cioè ricondotta al suo stato originario, mentre i propri componenti materiali, avvolti dalle bende, si sarebbero semplicemente volatilizzati.[61]

La sua morte e resurrezione fu per Steiner un sacrificio non necessario per la sua evoluzione divina (non avendone bisogno), ma solo per quella umana.[62] Rispetto all'iconografia cristiana consueta, tuttavia, la Passione del Gesù sofferente, la cui agonia ebbe inizio nell'orto degli ulivi, non viene disgiunta dall'immagine del Cristo risorto, perché tutto ciò che egli sperimentò da allora come abbandono dello spirito cristico è ritenuto soltanto la controparte terrena della sua elevazione alla gloria dei cieli.[63]

  1. Massimo Introvigne, I Maestri (PDF), in Arte magica: l'influenza della Teosofia sull'arte moderna, Biella, Cesnur, 2014, p. 4.
  2. Cfr. anche Campbell, pag. 54.
  3. G. de Purucker, I Grandi Saggi e la Gerarchia Cosmica, in La Tradizione Esoterica, Theosophical University Press.[2]
  4. Campbell, pag. 3.
  5. (EN) Ray Grasse, Avatars, Geniuses, and Channeling the Divine, in "Quest magazine", vol. 108, n. 2, The Theosophical Society in America, 2020, pp. 34-36.
  6. 1 2 (EN) Ron Rhodes, The Christ of Anthroposophy, in The Christ of the New Age Movement, Reasoning from the Scriptures, 2024.
  7. (EN) Rudolf Steiner, Jesus and Christ, su rsarchive.org, O.O. 69c, Amburgo, Steiner Online Library, 1913.
  8. 1 2 3 4 5 (EN) Jesus Christ in Theosophy, su theosophy.world.
  9. 1Pt 2, 3, su laparola.net.
  10. Dal greco antico χρηστδςό Κύριος («il Signore è buono»), secondo le parole di san Pietro nella sua prima epistola, II, 3[9] ((EN) Jesus Christ in Theosophy, su theosophy.world.)
  11. 1 2 Poller, pag. 149.
  12. Secondo il concetto teosofico di «iniziazione», esistono sette gradi o livelli di sviluppo spirituale, lungo i quali gli esseri umani hanno la possibilità di progredire o «ascendere». La Società teosofica afferma che il Maestro Gesù, accettando di subire la Passione sulla croce, abbia superato il quarto livello di iniziazione, oltre il quale si raggiunge una condizione di illuminazione, e quindi l'opportunità di diventare membri di una Gerarchia spirituale denominata «Fratellanza bianca» (Benjamin Creme, Maitreya mission, Amsterdam Share International Foundation, 1986, pag. 195).
  13. Cit. da Vicente Hao Chin (curatore), Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett, n. 111, Quezon City, Theosophical Publishing House, 1993, p. 377.
  14. (EN) When did Jesus live and what is genuinely known of him?, su Jesus, Christos or The Christ Principle, and Christianity, blavatskytheosophy.com, cap. 3.
  15. 1 2 (EN) Richard Smoley, The Strange Identity of Jesus Christ, in "Quest magazine", vol. 103, n. 4, The Theosophical Society in America, 2015, pp. 130-136.
  16. «E anche se non c'è ancora nessuno che sia degno di essere chiamato figlio di Dio, tuttavia si sforzi di essere adornato secondo la sua Parola primogenita, il maggiore dei suoi angeli, come il grande arcangelo dai molti nomi (Filone, Sulla confusione delle lingue, XVIII, § 146, trad. ingl. di Charles D. Yonge).[15]
  17. (EN) Theosophy on Jesus (PDF), su theosophy-ult.org.uk, 2016.
  18. (EN) The greatness and nature of Jesus, su Jesus, Christos or The Christ Principle, blavatskytheosophy.com, cap. 2.
  19. In tal senso essi ritengono Gesù non l'unico ma uno dei tanti vecoli del Logos, il quale avrebbe conosciuto varie forme di manifestazione umana corrispondenti ai suoi settuplici aspetti.[18]
  20. Autori nel 1882 di un testo intitolato The Perfect Way, or the Finding of Christ (riedito a New York da Macoy Publishing, nel 1919).
  21. (EN) Theosophical Approaches to Christianity, su theosophy.world, Manila, Theosophical Publishing House.
  22. Cit. da Annie Besant, Esoteric Christianity: or the Lesser Mysteries, pag. 123, New York John Lane, 1902.
  23. Alice Bailey, I tre dipartimenti, su Viator (a cura di), Sintesi di "Iniziazione umana e solare", istitutocintamani.org, cap. V, Istituto Cintamani.
  24. 1 2 (EN) Jesus of Nazareth, su en.anthro.wiki.
  25. 1 2 3 4 5 (EN) Christ, su en.anthro.wiki.
  26. 1 2 (EN) Christ and the Spiritual World, su rsarchive.org, O.O. 149, Lipsia, Steiner Online Library, 2013.[25]
  27. (EN) Spiritual Hierarchies: questions and answers, su rsarchive.org, O.O. 110, Düsseldorf, Steiner Online Library, 1909.
  28. Al di là delle manipolazioni che avrebbero subìto, a proposito delle quali Steiner cita l'esempio di san Girolamo che avrebbe alterato il vangelo di Matteo, seppure in buona fede, (EN) Lecture IV, su From Jesus to Christ, rsarchive.org, O.O. 131, Karlsruhe, Steiner Online Library, 1911.
  29. Concetto ribadito nelle conferenze del 1902 raccolte in: Rudolph Steiner, Il Cristianesimo come fatto mistico ed i misteri antichi, trad. it., Harmakis edizioni, 2023.
  30. (EN) Rudolf Steiner, From Jesus to Christ, su rsarchive.org, O.O. 69c, Karlsruhe, Steiner Online Library, 1911. Trad. it. in Da Gesù a Cristo, pp. 20-31, conferenza pubblica del 4 ottobre 1911, a cura di Emmelina de Renzis, O.O. n. 131, Milano, Antroposofica, 2002.
  31. Pietro Archiati, Lettura esoterica dei Vangeli (PDF), Roma, L'Opera Editrice, 1996, p. 5, ISBN 88-86860-03-X.
  32. Cfr. anche Robert A. Powell, La divina Sophia e i venti di cambiamento (PDF), Baselga del Bondone, Sofia Foundation, 1999, pp. 8-26.
  33. Ad esempio «i santi Rishi nel periodo culturale indiano parlavano di Visvakarma; Zarathustra in Persia parlava di Ahura Mazda; Hermes ha parlato di Osiride; e parlava di quel potere che, attraverso la sua eternità, è l'equilibrio di tutta la natura» (Steiner, Studi umanistici sull'umanità, O.O. 107, § 250 (DE) . Anche episodi evangelici ritenuti reali da Steiner, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci, per lui assumono al contempo un significato allegorico, in tal caso dal valore astrologico, cfr. Pietro Archiati, Il significato misterico dei sette segni nel vangelo di Giovanni (PDF), in Lettura esoterica dei vangeli, cap. 3, LiberaConoscenza, 1996, pp. 35-40.[32]
  34. (EN) The Representative of Humanity between Lucifer and Ahriman, su en.anthro.wiki.
  35. Opera di Steiner e Maryon al Goetheanum di Dornach (1917-1925), cfr. Judith von Halle, Gruppo scultoreo del Rappresentante dell'umanità (PDF), su larchetipo.com, traduzione di Piero Cammerinesi, 2011.
  36. 1 2 Steiner, Da Gesù a Cristo, pp. 66-86.
  37. «La comprensione della divinità sarebbe stata meglio interiorizzata se spiegata con la manifestazione di un evento storico apicale, come l'incarnazione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, un mistero salvifico tanto paradossale, nella sua dimensione logica, da riscuotere nel corso dei secoli il plauso di tantissimi proseliti provenienti dai più disparati contesti culturali», cit. da Luigi Angelino, Cristianesimo esoterico, in "Pagine filosofali", p. 6.
  38. Cfr. (EN) McDermott, The Essential Steiner, p. 374.
  39. Corrispondenti ai momenti di diastole e sistole (espansione e contrazione) nella concezione di Goethe, cfr. (EN) Caroline Chanter, A Life with Colour, Steiner Press, 2021, ISBN 978-1-85584-595-4.
  40. (EN) Christ In Relation To Lucifer and Ahriman, su rsarchive.org, O.O. 159, Linz, Steiner Online Library, 1915.
  41. Steiner, Da Gesù a Cristo, pp. 115-9.
  42. Cfr. anche (EN) Friedrich Rittelmeyer, Jesus and Christ, Temple Lodge Publishing, 2025, pp. 160-5, ISBN 978-1915776310.
  43. Sul Natale, su gianfrancobertagni.it, conferenza di Rudolf Steiner del 1907, p. 8.
  44. (EN) Peter Selg, Rudolf Steiner and the Fifth Gospel: insights into a new understanding of the Christ Mystery, SteinerBooks, 2009, ISBN 978-0880108355.
  45. 1 2 3 (EN) Two Jesus Boys, su en.anthro.wiki.
  46. Nereo Villa, I due bambini Gesù nelle opere d'arte, su sabatoxuomo.altervista.org, 2014.
  47. Massimo Introvigne, La Società Antroposofica, su PierLuigi Zoccatelli (a cura di), cesnur.com, Cesnur, 2024. Sulle attese ebraiche di due Messia cfr. anche Gabriele Burrini, I due bambini Gesù e i due Messia, su spazioinwind.libero.it.
  48. Marshall D. Johnson, The Purpose of the Biblical Genealogies with Special Reference to the Setting of the Genealogies of Jesus (1969), a cura di Matthew Black, Londra, Cambridge University Press, 2002, p. 144 ISBN 978-0-521-07317-2.
  49. (EN) McDermott, The Essential Steiner, pp. 384-5.
  50. Nel Gesù nathanico viveva inoltre «quella parte innocente dell'anima di Adamo che era stata trattenuta nel mondo spirituale dopo la Caduta» (cit. da Steiner, Budda e Cristo, O.O. n. 114, 18 settembre 1909).[24]
  51. Mario Di Stefano, Fede laica, Youcanprint, 2014, p. 28.
  52. (EN) Lecture VI, su From Jesus to Christ, rsarchive.org, O.O. 131, Karlsruhe, Steiner Online Library, 1911.
  53. «Ciò che Cristo Gesù ha insegnato non è la cosa più importante, ma piuttosto ciò che ha donato all'umanità» (dalla quarta di copertina di (EN) Michael Debus, Sacramental Theology for a Modern and Future World, SteinerBooks, 2022.)
  54. (EN) McDermott, The Essential Steiner, p. 186.
  55. (EN) Günther Dellbrügger, Resurrection of the Body (PDF), in The resurrection body as "phantom" body, "The Cristian Community Perspectives", dicembre 2006, pp. 9–12.
  56. Tratta da una bozza di Rudolf Steiner in Apocalyptic Seals (1907), dipinta da Clara Rettich con pastelli a olio su tela.
  57. Mario Iannarelli, Sul mistero del fantoma, in "L'Archetipo", n. 2, anno 21, febbraio 2016.
  58. 1 2 3 (EN) Physical body, su en.anthro.wiki.
  59. Pur invisibili, cioè, le leggi del corpo fisico sarebbero forze reali e concrete come quelle naturali della fisica: «proprio come quando abbiamo una bilancia e una leva: al centro c'è l'ipomoclio, da un lato una forza che agisce come risultato di un peso, e dall'altro lato un'analoga forza che agisce come risultato di un peso. Le forze che agiscono lì non sono le corde a cui pendono i pesi, ma sono invisibili, eppure sono forze fisiche. Dobbiamo quindi pensare a ciò che chiamiamo fisico nel corpo fisico dell'uomo in gran parte come forze» (Steiner, L'enigma dell'umanità, O.O. 170, § 4, 1916).[58]
  60. Steiner, Da Gesù a Cristo, pag. 168.
  61. Steiner, Da Gesù a Cristo, pag. 167.
  62. Steiner, Da Gesù a Cristo, pag. 203.
  63. «Ogni dolore in Terra è una illuminazione nei cieli. Ogni dolore del Gesù umano è tappa dell'elevazione del Cristo. […] Ciò era ben noto al cristianesimo primitivo. Quando però esso divenne religione di Stato, si prestò sempre piú una unilaterale attenzione al Cristo sofferente del Venerdì santo, che venne cosí a prevalere sul Cristo della Pasqua» (cit. da Gabriele Burrini, Conoscere i Vangeli: dal miracolo di Lazzaro alla Crocifissione (PDF), in "L'Archetipo", n. 1, anno XXV, gennaio 2020, pp. 19-28.)

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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