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Foroneo

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Foroneo
Foroneo il legislatore. Scultura d'Andrea e Nino Pisano (1348-1350) sul lato sul del Campanile di Giotto.
Nome orig.Φορωνεύς (Phorōnéus)
Lingua orig.Greco antico
Caratteristiche immaginarie
Specieumana
Sessomaschio
Luogo di nascitaArgo
Professionere di Foronea, in seguito divenuta Argo

Foroneo (in greco antico Φορωνεύς?, Phorōnéus) è un personaggio della mitologia greca. Fu il secondo re di Argo[1] ed è considerato dalle tradizioni argive come il primo uomo in assoluto, il primo legislatore e colui che scoprì e donò il fuoco all'umanità.

Il nome Foroneo presenta diverse interpretazioni nella critica moderna, quasi tutte tese a riflettere il suo ruolo civico e culturale di civilizzatore e portatore di doni nell'Argolide.

  • Il Portatore: Secondo Paul Weizsäcker, l'etimo sarebbe una variante del participio Φέρων (Phérōn), ovvero "colui che porta". Il nome assumerebbe quindi il valore semantico di "eroe capostipite", inteso come il portatore di ogni possibile dono o beneficio civile alla comunità, in primis il fuoco.[2]
  • Portatore di profitto: In una linea interpretativa simile, Adrian Room suggerisce che sia un composto dei termini φέρω (phérō, "portare") e ὄνησις (ónēsis, "guadagno" o "vantaggio"), qualificando Foroneo come "colui che porta profitto o utilità" agli uomini tramite le istituzioni.[2]
  • Eponimo locale: Ernst Bosshardt ipotizza invece che il nome derivi da un toponimo non attestato in Argolide, un'ipotetica località *Forona. Questa tesi troverebbe un riscontro indiretto in Pausania, il quale riferisce che la primordiale comunità di uomini fondata e riunita da Foroneo era nota storicamente come «città foronica» (Φορωνικὸν ἄστυ, Phorōnikòn ásty).[2][3]
  • Radice indoeuropea del fuoco: Meno accettata dalla filologia ma suggestiva è l'ipotesi di Albert Carnoy, che intravede una derivazione "pelasgica" direttamente dalla radice indoeuropea *pur- ("fuoco"), con i passaggi fonetici p > ph e u > o, legando il nome direttamente alla sua principale impresa mitica.[2]

Figlio di Inaco[3][1][4] e della ninfa oceanina Melia,[1][4] sposò Peito,[5] oppure Cerdo,[6] (in greco antico Κερδώ?, Kerdṓ), o Perimede,[7] (in greco antico Περιμήδη?, Perimḗdē) o la ninfa Teledice[1] (in greco antico Τηλεδίκη?, Tēledíkē) oppure Cinna.[8]

Fu il padre di Api,[1][4] Niobe,[1][4][9][10] Ctonia,[11] Lirco,[12] Climeno[11] (in greco antico Κλύμενος?, Klýmenos), Care[13] (in greco antico Κάρ?, Kár) ed Europo[14] (in greco antico Εὐρωπός?, Eurōpós).

Il latino Igino fa più riferimenti al fatto che la madre di Foroneo sia Argia,[15][8] ma probabilmente la confonde con le donne che si unirono ai discendenti del padre Inaco.

Foroneo è considerato colui che insegnò l'uso del fuoco agli uomini[1] e Pausania scrive che ad Argo, davanti al tempio di Apollo Licio, ardeva un fuoco perenne chiamato fuoco di Foroneo. Questo perché gli Argivi non riconoscevano il furto di Prometeo e preferivano attribuire a Foroneo la scoperta del fuoco.[16] Inoltre secondo le tradizioni dell'Argolide, Foroneo fu il primo uomo in assoluto a nascere sulla terra[17] e precedette Prometeo nel ruolo di civilizzatore. Pausania aggiunge che prima di lui, l'umanità viveva dispersa e priva di leggi e Foroneo riunì queste comunità nomadi nella città foronica.[3]

La Foronide e la vita degli uomini primordiali

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I pochissimi frammenti superstiti della Foronide (in greco antico Φορωνίς?), poema epico anonimo del VI secolo a.C. ed incentrato sulla figura del re argivo, descrivono la condizione dell'umanità sotto il suo regno. Gli uomini dell'era foronica vengono dipinti come creature primordiali che vivevano in una terra ancora selvaggia, privi di tecnologie avanzate ma già capaci di organizzarsi in comunità stabili. Il frammento 2 descrive specificamente i primi abitanti e i sacerdoti della dea madre montana (i Dattili dell'Ida), presentandoli come abili artigiani e "uomini di Frigia" che per primi scoprirono l'arte di fondere il ferro nelle valli montane, legandosi così al contesto delle grandi scoperte civili dell'umanità primitiva promosse da Foroneo.[18][19]

La confusione delle lingue e il primo giudizio

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Igino riporta una tradizione singolare che unisce Foroneo al mito della torre di Babele in chiave pagana e racconta che per secoli gli uomini avevano vissuto parlando un'unica lingua e quando Ermes (che Igino chiama Mercurio) tradusse i linguaggi differenziandoli, l'umanità cadde nel caos e nelle dispute a causa dell'incomprensione. Così Foroneo intervenne come pacificatore ed istituì il primo arbitrato della storia umana ed in premio per la sua giustizia, Zeus (che Igino chiama Giove) gli concesse il primo regno assoluto sulla terra.[15]

Successione, fondazione di Megara e discendenza

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Alla morte di Foroneo, il potere nell'Argolide passò a suo nipote Argo.

Secondo la tradizione megarese, suo figlio Care si spostò in Attica e divenne il primo re eponimo di Megara, città dove fondò l'acropoli e che in suo onore venne chiamata "Caria".[13]

Climeno fondò con la sorella Ctonia il santuario di Demetra ad Ermione.[11]

Europo, (considerato da Erofane di Trezene un figlio illegittimo), fu il padre di Ermione che a sua volta divenne il fondatore dell'omonima città.[14]

Nella città di Argo, Foroneo riceveva gli onori riservati agli eroi fondatori e capostipiti. La sua tomba occupava una posizione d'onore nel cuore dell'agorà, nei pressi del tempio di Apollo Licio.[6] Questo sepolcro monumentale non era solo un luogo di memoria, ma un centro di culto sacrale poiché ancora in epoca imperiale gli Argivi compivano sacrifici rituali sulla sua tomba (enagizein) e specialmente in concomitanza con le commemorazioni dei soldati caduti in guerra, ponendo l'anima del re come custode eterno della comunità civile.[20]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Apollodoro, Biblioteca, libro II, 1.1, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  2. 1 2 3 4 Ezio Pellizer, Foroneo, in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 106.
  3. 1 2 3 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 15.5, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  4. 1 2 3 4 (EN) Giovanni Tzetzes, Scolii a Licofrone, 177, su topostext.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  5. (EN) Scolii a Euripide, Oreste, 932, su archive.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  6. 1 2 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 21.1, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  7. (EN) Scolii a Pindaro, Odi Olimpiche, 3.28a, su archive.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  8. 1 2 (EN) Igino, Fabulae, 145, su topostext.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  9. (EN) Nonno di Panopoli, Le Dionisiache, 32.48, su topostext.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  10. (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 22.5, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  11. 1 2 3 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 35.4, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  12. (EN) Partenio di Nicea, Le pene d'amore, 1, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  13. 1 2 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia I, 39.5, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  14. 1 2 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 34.4 e 5, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  15. 1 2 (EN) Igino, Fabulae, 143, su topostext.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  16. (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 19.5, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
  17. (EN) Acusilao, citato da Clemente Alessandrino, Stromateis I, 102, 1, su earlychristianwritings.com. URL consultato il 2 luglio 2026.
  18. Phoronis, Fr. 2 Davies/West (conservato negli Scolii ad Apollonio Rodio, I, 1129).
  19. (EN) Apollonio Rodio, Le Argonautiche I, 1103, su topostext.org. URL consultato il 4 luglio 2026.
  20. (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 20.3, su topostext.org. URL consultato il 4 luglio 2026.

Fonti

Moderna

  • Luisa Biondetti, Dizionario di mitologia classica, Milano, Baldini&Castoldi, 1997, ISBN 978-88-8089-300-4.
  • Robert Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, ISBN 88-304-0923-5.
  • Angela Cerinotti, Miti greci e di roma antica, Prato, Giunti, 2005, ISBN 88-09-04194-1.
  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
  • Anna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia classica, Roma, Newton, 2005, ISBN 88-8289-539-4.
  • Pierre Grimal, Enciclopedia della mitologia 2ª edizione, Brescia, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50482-1. Traduzione di Pier Antonio Borgheggiani

Traduzione delle fonti

  • Igino Astronomo, Miti, a cura di Giulio Guidorizzi, Milano, Adelphi Edizioni, 2000, ISBN 88-459-1575-1.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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