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Expedition 73

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Expedition 73
Statistiche missione
Nome missioneExpedition 73
Membri equipaggio7 - 11
Lancio e rientro
Velivoli utilizzatiSojuz MS-27
SpaceX Crew-10
SpaceX Crew-11
Sojuz MS-28
Fotografia dell'equipaggio
Da sx: Peskov, Kim, Ayers, Ryžikov, McClain, Zubrickij e Ōnishi
Missioni Expedition
PrecedenteSuccessiva
Expedition 72 Expedition 74
Le date sono espresse in UTC

Expedition 73 è stata la 73ª missione di lunga durata verso la Stazione spaziale internazionale che è iniziata il 20 aprile 2025 con l'undocking della Sojuz MS-26 e si è conclusa l'8 dicembre 2025 con l'undocking della Sojuz MS-27. La missione è stata comandata per la prima parte dall'astronauta JAXA Takuya Ōnishi e per la seconda dal cosmonauta Roscosmos Sergej Ryžikov.

L'equipaggio è composto dai membri della SpaceX Crew-10[1] e della Sojuz MS-27. La Crew-10 era inizialmente pianificata per partire nel febbraio 2025 ma fu rinviata di un mese per attendere il completamento della nuova navicella Crew Dragon Grace, che sarebbe dovuta essere utilizzata per la missione Space Crew-10; questa venne poi assegnata alla Axiom Mission 4 e la Crew-10 utilizzò la navicella Endurance. All'inizio di agosto 2025 l'equipaggio della SpaceX Crew-11 è arrivato sulla ISS per dare il cambio alla Crew-10.

Astronauta 20 aprile - 2 agosto 2025 2 agosto - 7 agosto 2025 7 agosto - 8 dicembre 2025
Crew-10 Giappone (bandiera) Takuya Ōnishi, JAXA
Secondo volo
Comandante Non a bordo
Stati Uniti (bandiera) Anne McClain, NASA
Secondo volo
Ingegnere di volo Non a bordo
Stati Uniti (bandiera) Nichole Ayers, NASA
Primo volo
Ingegnere di volo Non a bordo
Russia (bandiera) Kirill Peskov, Roscosmos
Primo volo
Ingegnere di volo Non a bordo
MS-27 Russia (bandiera) Sergej Ryžikov, Roscosmos
Terzo volo
Ingegnere di volo Comandante
Russia (bandiera) Aleksej Zubrickij, Roscosmos
Primo volo
Ingegnere di volo
Stati Uniti (bandiera) Jonathan Kim, NASA
Primo volo
Ingegnere di volo
Crew-11 Stati Uniti (bandiera) Zena Cardman, NASA
Primo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Stati Uniti (bandiera) Mike Fincke, NASA
Quarto volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Giappone (bandiera) Kimiya Yui, JAXA
Secondo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Russia (bandiera) Oleg Platonov, Roscosmos
Primo volo
Non a bordo Ingegnere di volo

Eventi di missione

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Lancio e docking della Dragon CRS-32

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Il 21 aprile 2025 alle 08:15 UTC venne lanciato dal Complesso di lancio 39A del Kennedy Space Center, a bordo di un lanciatore Falcon 9, il veicolo Cargo Dragon della missione di rifornimento CRS-32. Il veicolo trasportava circa 2900 chilogrammi di rifornimenti e materiali scientifici, tra cui due orologi atomici per esperimenti di fisica fondamentale (ACES), un sistema avanzato di monitoraggio della qualità dell'aria utile per future missioni lunari e marziane (Aerosol Monitors), un dimostratore per Astrobee equipaggiato con il sistema SVGS‑2 per la navigazione autonoma, il payload ADSEP‑ICC (Industrial Crystallization Cassette) per la cristallizzazione di proteine e nanoparticelle in microgravità, l'esperimento DNA Nano Therapeutics‑Mission 2 per lo sviluppo di nanomateriali terapeutici ispirati al DNA, un esperimento sul DNA vegetale (Plant DNA Response to Spaceflight) volto a studiare gli effetti della microgravità sulla regolazione genetica, e il payload STP‑H10, una suite esterna di sei esperimenti del Dipartimento della difesa statunitense per l'osservazione terrestre, la misurazione della radiazione e la validazione di sensori spaziali.[2] Il giorno successivo, il 22 aprile, la Dragon eseguì un docking automatico al boccaporto zenith del modulo Harmony della ISS alle 12:40 UTC, iniziando un periodo di permanenza di circa un mese.

Esecuzione di un PDAM

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Il 30 aprile 2025 alle 22:10 i propulsori della navicella cargo russa Progress MS-30, agganciata al boccaporto posteriore di Zvezda, vennero accesi per 3 minuti e 33 secondi al fine di eseguire un Pre‑Determined Debris Avoidance Maneuver (PDAM). L'obiettivo dell'accensione era di innalzare leggermente l'orbita della ISS per allontanarla dalla traiettoria di un detrito spaziale proveniente da un lanciatore Lunga Marcia cinese lanciato nel 2005. Secondo la NASA e Roscosmos, senza la manovra il frammento sarebbe potuto passare a meno di 640 metri dalla ISS, rappresentando un rischio concreto per l'integrità della stazione e la sicurezza dell'equipaggio a bordo.[3]

EVA 1 (US 93)

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Il 1º maggio 2025 le astronaute della NASA Anne McClain e Nichole Ayers uscirono dall'airlock Quest per compiere un'attività extraveicolare (EVA) del segmento statunitense della durata totale di 5 ore e 44 minuti. L'obiettivo principale dell'EVA fu l'installazione dei primi elementi del kit di modifica sul segmento P4 dell'ITS, necessario a preparare la struttura all'arrivo di un futuro pannello solare dispiegabile IROSA trasportato da una missione commerciale di rifornimento SpaceX. Le due astronaute completarono inoltre il riposizionamento di un'antenna per le comunicazioni della stazione, installarono un cavo di collegamento tra il segmento P6 e il segmento russo, in modo da fornire una nuova linea di alimentazione elettrica di riserva, e rimossero una serie di bulloni da un pannello di protezione contro micrometeoriti.[4][5]

Undocking e ammaraggio della Dragon CRS-32

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Il 23 maggio 2025, alle 16:05, la navetta Cargo Dragon CRS-32 eseguì un undocking dal modulo Harmony, alla conclusione dei suoi 32 giorni di missione. Dopo aver compiuto le manovre di allontanamento sotto la supervisione degli astronauti a bordo e del Centro di controllo missione di SpaceX a Hawthorne, la navicella rimase un giorno e mezzo nello spazio prima di iniziare le procedure per il rientro atmosferico. L'ammaraggio avvenne il 25 maggio alle 05:44 al largo delle coste della California. A bordo erano presenti numerosi campioni di esperimenti scientifici da riportare a Terra per essere analizzati, tra cui il payload MISSE-20, il dimostratore robotico Astrobee‑REACCH, i materiali del progetto educativo "Story Time from Space", il sistema di compressione e trasmissione immagini OPTICA e la tuta spaziale EMU numero 3009.[6]

Aggiornamenti sulla crepa del modulo Zvezda

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Nel giugno 2025, la NASA annunciò in accordo con Axiom Space il rinvio del lancio della missione Axiom Mission 4, originariamente previsto per l'11 giugno, allo scopo di approfondire la rilevazione di una "nuova firma pressoria" nel tunnel di trasferimento del modulo russo Zvezda della ISS, dove si trovava la crepa scoperta nel 2019. L'area in questione, già riparata nel 2021 e tenuta isolata negli anni precedenti per precauzione, fu oggetto nel 2025 di ispezioni interne da parte dei cosmonauti a bordo, che sigillarono ulteriori zone sospette e misurarono il tasso di perdita d'aria; a seguito di queste operazioni, il compartimento iniziò a mantenere la pressione interna stabile.[7] Nei giorni seguenti NASA fornì ulteriori aggiornamenti chiarendo che le squadre congiunte continuavano ad analizzare la situazione, valutando se il mantenimento della pressione fosse dovuto a una riparazione efficace o a un flusso d'aria secondario attraverso la guarnizione del boccaporto principale. Emerse che la pressione nel tunnel di trasferimento di Zvezda era rimasta stabile, suggerendo che le eventuali perdite fossero state eliminate o abbondantemente contenute.[8][9]

Axiom Mission 4

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L'equipaggio di Axiom Mission 4 con la tuta di volo nera e l'equipaggio dell'Expedition 73 in bianco

Il lancio della missione privata Axiom Mission 4 avvenne il 25 giugno 2025 alle 13:50 dal Kennedy Space Center in Florida, utilizzando la nuova navicella Crew Dragon Grace al suo debutto; sarà l'ultima navicella Crew Dragon a essere costruita. L'equipaggio era composto dalla comandante Peggy Whitson, ex astronauta NASA e astronauta Axiom Space con quattro missioni alle spalle, dal pilota Shubhanshu Shukla di ISRO e dagli specialisti di missione Sławosz Uznański-Wiśniewski di POLSA/ESA e Tibor Kapu dell'Ungheria. Il lancio della missione, inizialmente previsto per il 12 giugno 2025, subì diversi rinvii dovuti dapprima a condizioni meteorologiche avverse, poi a una perdita di ossigeno liquido nel lanciatore Falcon 9, e infine a un'indagine su una nuova firma pressoria rilevata nel modulo Zvezda della ISS. Dopo circa 28 ore di volo, Grace eseguì autonomamente un docking con il boccaporto anteriore del modulo Harmony della ISS il 26 giugno 2025 alle 10:31. L'ingresso a bordo dell'equipaggio avvenne poche ore dopo, dove a attenderli c'era l'equipaggio residente dell'Expedition 73. Durante la loro permanenza a bordo della ISS, i membri di Ax-4 condussero decine di esperimenti scientifici, tra cui studi nel campo della biotecnologia, della robotica, delle neuroscienze e della medicina rigenerativa. Alcuni esperimenti riguardarono la coltura di cellule staminali in microgravità, studi sulla neuroplasticità cerebrale e test di nuovi materiali avanzati.[10] Oltre alle attività scientifiche, l'equipaggio partecipò ad attività di divulgazione rivolte alle scuole e università dei paesi rappresentati dall'equipaggio per promuovere le materie STEM e le attività spaziali. L'undocking di Grace con il suo equipaggio avvenne il 14 luglio alle 11:15. Dopo alcune orbite di allontanamento e le operazioni di rientro atmosferico, la navicella ammarò con successo nell'oceano Atlantico il giorno successivo alle 09:31, dove venne recuperata dalle squadre di supporto di SpaceX.[11][12][13]

Undocking della Progress MS-29

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Il 1º luglio 2025 alle 18:43, la navicella cargo Progress MS-29 eseguì l'undocking dal modulo Poisk dopo aver completato una missione logistica di oltre sette mesi. Il veicolo, riempito con rifiuti e materiali non più utilizzabili, eseguì una manovra di deorbitazione che portò alla sua distruzione durante il rientro atmosferico sopra l'oceano Pacifico meridionale.[14]

Lancio e docking della Progress MS-31

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La navicella russa Progress MS-31 venne lanciata il 3 luglio 2025 alle 19:32 dalla rampa di lancio 31/6 del Cosmodromo di Bajkonur a bordo del lanciatore Sojuz 2.1a. A bordo trasportava 2625 kg di rifornimenti per la ISS, tra cui 1205 kg di rifornimenti per l'equipaggio e hardware, 950 kg di propellente, 420 kg di acqua potabile e 50 kg di azoto per il rifornimento dell'atmosfera della stazione spaziale. La Progress trasportava anche materiale per diversi esperimenti scientifici, tra cui Virtual, Biodegradation, Fullerene, Biopolymer, Impulse e Mirage. Dopo un volo di due giorni, la navetta eseguì un docking autonomo al boccaporto zenith del modulo Poisk il 5 luglio alle 21:25.[15]

Gli undici membri dell'Expedition 73, in blu i membri della Crew-11

Lancio e docking della SpaceX Crew-11

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Il 1º agosto 2025 alle 15:43 la navicella Crew Dragon Endeavour per la missione SpaceX Crew-11, venne lanciata dalla rampa di lancio 39A del Complesso di lancio 39 di Cape Canaveral. L'equipaggio a bordo era composto dalla comandante Zena Cardman, il pilota Michael Fincke e gli specialisti di missione Kimiya Yui e Oleg Platonov. L'Endeavour, concluso il suo viaggio verso la ISS di 14 ore, eseguì un docking al boccaporto zenith del modulo Harmony alle 06:26 del giorno successivo. L'equipaggio della Crew-11, dopo un breve handover di qualche giorno, darà il cambio all'equipaggio della SpaceX Crew-10 che lascerà la ISS dopo aver concluso la loro missione di 145 giorni, il 7 agosto 2025. La Crew-11, insieme all'equipaggio della Sojuz MS-27 parteciperanno agli ultimi quattro mesi di missione dell'Expedition 73 (fino a dicembre 2025) e ai primi mesi dell'Expedition 74 con l'equipaggio della Sojuz MS-28 che arriverà sulla ISS nel novembre 2025.[16]

Cambio di comando Onishi – Ryžikov

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Dopo l'arrivo della navicella Endeavour per la SpaceX Crew-11 avvenuto il 2 agosto 2025, l'equipaggio a bordo dell'avamposto orbitale salì temporaneamente a undici membri. I nuovi arrivati trascorsero alcuni giorni a familiarizzare con i sistemi e i protocolli della ISS, mentre l'equipaggio della Crew-10 completò le ultime attività di manutenzione e trasferì le responsabilità operative ai nuovi arrivati.[17] Il 5 agosto 2025 si tenne la cerimonia ufficiale di cambio di comando, durante la quale l'astronauta giapponese Takuya Onishi cedette il comando della ISS al cosmonauta russo Sergej Ryžikov per gli ultimi mesi dell'Expedition 73.[18]

L'ammaraggio della Crew Dragon Endurance alla conclusione della Crew-10

Undocking e ammaraggio della SpaceX Crew-10

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L'8 agosto 2025 alle 22:15 la Crew Dragon Endurance con l'equipaggio della Crew-10 effettuò un undocking dal boccaporto anteriore del modulo Harmony, allontanandosi dalla ISS grazie a una serie di accensioni degli RCS.[19] Il volo di rientro verso la Terra durò circa diciassette ore, conclusosi con l'ammaraggio avvenuto il 9 agosto 2025 alle 15:33 UTC nel Pacifico, al largo della California. La missione dell'equipaggio terminò con successo dopo 147 giorni di missione, durante i quali svolsero numerosi esperimenti scientifici e attività di manutenzione a bordo della ISS.[20][21]

La Cargo Dragon della CRS-33 in avvicinamento alla ISS

Lancio e docking della Dragon CRS-33

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La navicella cargo statunitense Cargo Dragon CRS-33 venne lanciata il 24 agosto 2025 alle 06:45 a bordo di un lanciatore Falcon 9 da Cape Canaveral, dando inizio alla 33ª missione di rifornimento di SpaceX verso la ISS. Il volo portò in orbita oltre 2300 kg di rifornimenti per l’equipaggio, attrezzature per la Stazione e diversi esperimenti scientifici, tra cui studi sulla fisiologia umana (Stem Cell-Based Therapy for Bone Loss), sui tessuti epatici ingegnerizzati per analizzare il comportamento dei vasi sanguigni in microgravità (Engineered Liver Tissues), sulla biostampa 3D di tessuti per uso medico (Bioprint FirstAid), per la stampa 3D di metalli in orbita (Metal 3D Printer) e per una ricerca sull'uso di batteriofagi come agenti terapeutici (Bacteriophage Therapy in Microgravity).[22][23][24][25] Dopo circa ventiquattr'ore di viaggio, la navicella effettuò un docking automatico al boccaporto anteriore di Harmony alle 11:05 del 25 agosto. Gli astronauti, dopo le verifiche di tenuta, aprirono i portelli e iniziarono le operazioni di scarico del carico, che comprendeva anche un modulo propulsivo sperimentale destinato alla prova di reboost della ISS che si sarebbe svolta la settimana successiva.[26]

Prove di reboost con la Dragon

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Il 3 settembre 2025 la NASA e SpaceX eseguirono una storica manovra di innalzamento orbitale utilizzando per la prima volta i motori Draco installati nel trunk, la sezione non pressurizzata della navicella Dragon CRS-33. L'accensione, durata 5 minuti e 3 secondi, permise con successo di aumentare l'altitudine della ISS di circa 1,6 km, portandola su un'orbita di 420 x 412 km. L'operazione rappresentò la prima dimostrazione pratica del cosiddetto boost kit, un sistema propulsivo progettato per contribuire al mantenimento dell'orbita in supporto ai tradizionali reboost forniti dai veicoli Progress e dai veicoli Cygnus. Il boost kit comprendeva serbatoi di propellente dedicati, un serbatoio di elio per la pressurizzazione e due motori Draco orientati lungo la direzione di volo; la configurazione operò in modo indipendente dal sistema propulsivo principale della navicella.[27] Quella non fu la prima volta che un veicolo cargo statunitense venne usato per l'innalzamento dell'orbita della ISS; nel giugno 2022 la navicella cargo Cygnus di Northrop Grumman aveva già eseguito un reboost.[28][29] Nonostante ciò, il test di reboost della Dragon si inserì nel percorso verso lo sviluppo dello U.S. Deorbit Vehicle la cui costruzione venne affidata a SpaceX nel giugno 2024 dalla NASA, in vista della deorbitazione controllata della Stazione spaziale internazionale alla fine della sua vita utile prevista per il 2030.[30][31][32][33]

Il 25 settembre 2025 era prevista una seconda prova dei motori, della durata di 19 minuti e 22 secondi, ma venne interrotto dopo 3 minuti e 45 secondi, quando non si verificò il previsto scambio automatico fra i serbatoi di propellente. I team di controllo ordinarono l'interruzione del tentativo per precauzione, preservando il carburante e assicurando che la ISS rimanesse stabile.[34][35] I controllori di volo effettuarono un nuovo tentativo di accensione riuscendo a completare con successo la manovra di innalzamento orbitale prevista. È previsto che la Dragon CRS-33 rimanga sulla ISS più a lungo dei suoi predecessori, per circa quattro mesi, durante i quali effettuerà diversi innalzamenti dell'orbita della ISS.[36][37]

La Progress MS-30 fotografata durante una delle accensioni dei suoi motori per l'innalzamento dell'orbita

Undocking della Progress MS-30

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Il 9 settembre 2025 la navicella cargo russa Progress MS-30 effettuò un undocking dal modulo di servizio Zvezda, portando con sé materiali di scarto e apparecchiature non più utilizzate. Dopo il distacco, il veicolo eseguì la consueta manovra di deorbitazione e rientrò in modo controllato ma distruttivo sopra l'oceano Pacifico.[38]

Lancio e docking della Progress MS-32

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Due giorni più tardi, l'11 settembre 2025, partì dal cosmodromo di Bajkonur la successiva Progress MS-32 diretta sulla Stazione spaziale internazionale carica di oltre 2,5 tonnellate che comprendeva beni pressurizzati, propellente, acqua e gas compressi. A bordo si trovavano 1176 kg di beni pressurizzati, tra cui 206 kg dedicati a esperimenti scientifici, 364 kg di alimenti per l'equipaggio e 86 kg di articoli igienici; il resto del carico comprendeva circa 870 kg di propellente, 420 kg di acqua e 50 kg di azoto per la ricarica dei serbatoi del segmento russo.[39] Erano presenti esperimenti scientifici per lo studio della cooperazione interpersonale in microgravità (Vzaimodeistvie-2)[40], per lo studio della risposta immunitaria e neurologica degli astronauti (Neiroimmunitet)[41], uno studio per il monitoraggio magnetocardiografico in microgravità (Biomag-M)[42], uno per il miglioramento delle procedure di sterilizzazione a bordo (Aseptik)[43], per la percezione spaziale degli astronauti (Virtual)[44], uno per i processi di solidificazione dei materiali (Struktura)[45], per il controllo del metabolismo attraverso analisi biochimiche (Vampir)[46] e infine per lo studio dei campi elettromagnetici all’interno dei moduli pressurizzati (Ekran-M)[47].[48] Il docking automatico al boccaporto posteriore del modulo Zvezda avvenne il 13 settembre 2025 alle 17:23, al termine di un volo autonomo di circa due giorni.[49][50] La navicella rimarrà agganciata per i successivi sei mesi, fino a marzo 2026.[51]

La Cygnus NG-23 nella versione XL poco prima di essere catturata con il Canadarm 2

Lancio e berthing della Cygnus NG-23

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La navicella cargo statunitense Cygnus NG-23 nella sua versione ampliata Cygnus XL venne lanciata il 14 settembre 2025, segnando il suo debutto operativo. Rispetto alle versioni precedenti, il veicolo presentava una sezione pressurizzata più lunga e poté trasportare fino al 33% di carico in più, con una capacità totale di oltre 5 tonnellate.[52][53] Durante il viaggio verso la Stazione, il veicolo ebbe due anomalie durante altrettante accensioni dei motori principali, interrotte prematuramente da un sistema di emergenza del software progettato per prevenire condizioni operative anomale. L'attivazione del protocollo costrinse i team della NASA e della Northrop Grumman a rimodulare la traiettoria di avvicinamento e a rinviare l'arrivo sulla ISS di circa ventiquattro ore, al fine di garantire la sicurezza della ISS. Dopo una revisione completa dei dati, l'Agenzia diede il via libera alla prosecuzione della missione.[54] Il 18 settembre 2025, dopo aver completato le ultime correzioni orbitali, la Cygnus venne catturata alle 11:18 dal braccio robotico Canadarm2 manovrato dall'astronauta Jonny Kim con l'assistenza dell'astronauta Zena Cardman, e successivamente installato al portello nadir del modulo Unity.[55][56]

A bordo si trovarono esperimenti di biotecnologia, materiali per la manutenzione interna, componenti di riserva destinati al sistema di supporto vitale e dispositivi per la futura manutenzione robotica. Tra gli esperimenti trasportati vi era studi sul comportamento dei cristalli di semiconduttori in microgravità (SUBSA-InSPA-SSCug), sul miglioramento di serbatoi criogenici (ZBOT-NC), un sistema UV specializzato per prevenire la crescita di comunità microbiche nei sistemi idrici (GULBI), ricerche per la produzione nello spazio di cristalli farmaceutici con potenzialità terapeutiche (ADSEP-PIL-11), studi sull'elaborazione dei dati scientifici in orbita mediante un'infrastruttura multi-cloud sperimentale (LEOcloud Space Edge)[57] e uno studio sulla cattura di detriti spaziali di piccola dimensione con tecnologia gonfiabile (Capture Bag)[58][59][60].

Ryžikov (con strisce rosse) e Zubrickij (con strisce blu) vicino al sistema di telecamere appena rimosso durante l'EVA 2

EVA 2 (VDK-64)

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Il 16 ottobre 2025 i cosmonauti russi Sergej Ryžikov e Aleksej Zubrickij uscirono dal modulo Poisk per effettuare l'EVA russa VKD-64, la seconda EVA dell'Expedition 73, dedicata principalmente all'installazione di nuovi esperimenti scientifici sul segmento russo della Stazione spaziale internazionale. Nel corso dell'EVA i due cosmonauti installarono all'esterno del modulo Nauka l'hardware del carico utile Ekran-M, un esperimento sulla crescita in vuoto di strutture semiconduttrici destinate a studi di fisica dei materiali, fissandolo a un telaio già predisposto e collegando i cablaggi di alimentazione e di telemetria. Successivamente rimossero e gettarono nello spazio alcune telecamere esterne ad alta definizione e la relativa piattaforma di montaggio ormai obsolete, ripulirono le finestre del modulo di servizio Zvezda da depositi accumulati nel corso degli anni e recuperarono un pannello del sistema di monitoraggio SSK e un contenitore dell'esperimento Biorisk, che era rimasto esposto a lungo all'ambiente esterno per studiare la sopravvivenza di microrganismi in condizioni di vuoto e radiazione. L'uscita si concluse dopo 6 ore e 9 minuti, al termine delle quali Ryžikov e Zubrickij rientrarono nel modulo Poisk riportando all'interno campioni e hardware per le successive analisi a Terra.[61][62]

L'HTV-X1 poco dopo essere stato catturato dal Canadarm2

Lancio e berthing di HTV-X1

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Il 26 ottobre 2025 venne lanciata dal Centro spaziale di Tanegashima a bordo di un lanciatore H3 la navicella cargo giapponese HTV-X1, al suo volo inaugurale verso la ISS. Si trattò della prima missione operativa del nuovo veicolo di rifornimento HTV-X dell'Agenzia spaziale giapponese (JAXA), concepito come dimostratore tecnologico con un carico ridotto rispetto alla capacità massima: circa 4250 kg di rifornimenti, per la maggior parte situato nella sezione pressurizzata, comprendenti proviste per l'equipaggio, componenti per i sistemi del modulo giapponese Kibō (come unità di illuminazione a LED e l'elettronica aggiornata dell'airlock), serbatoi per ossigeno e azoto del sistema NORS, acqua e diversi esperimenti scientifici, tra cui il dimostratore di rimozione dell'anidride carbonica DRCS e apparati per studi di automazione in microgravità.[63] Dopo tre giorni di viaggio verso la ISS durante i quali vennero svolte verifiche ai sistemi del veicolo, il 29 ottobre la navicella raggiunse il laboratorio orbitale: alle 15:58 l'HTV-X1 venne catturato dal braccio robotico Canadarm 2 manovrato dall'astronauta giapponese Kimiya Yui con l'assistenza dell'astronauta NASA Zena Cardman, mentre la ISS sorvolava l'Atlantico meridionale; a Terra, dal Centro di controllo missione di Houston e dal Centro di controllo missione di Tsukuba, i team di NASA e JAXA supervisionarono le operazioni di avvicinamento e cattura.[64][65] Nelle ore successive i controllori di volo completarono l'installazione del veicolo al boccaporto nadir del modulo Harmony della ISS, con l'apertura del portellone del modulo pressurizzato avvenuta alle 12:37 UTC del 30 ottobre; iniziò così una permanenza prevista di circa sei mesi, durante la quale l'HTV-X1 svolgerà sia il ruolo di veicolo di rifornimento sia quello di piattaforma di prova per nuove tecnologie di logistica orbitale e, dopo lo sgancio, per ulteriori dimostrazioni di volo autonomo in bassa orbita.[66]

EVA 3 (VDK-65)

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Dodici giorni dopo la VKD-64, il 28 ottobre 2025, Ryžikov e Zubrickij effettuarono la loro seconda attività extraveicolare per proseguire il lavoro di allestimento della piattaforma sperimentale installata sul modulo Nauka e completare una serie di compiti di manutenzione esterna del segmento russo. La principale attività fu l'installazione dell'hardware per la seconda fase dell'esperimento Impuls, comprendente il generatore a impulso plasma IPI-500, montato su un adattatore predisposto in precedenza, e l'unità per il controllo dei parametri del vuoto e delle proprietà elettrofisiche (KV-EFP) collocata sul lato opposto di Nauka in prossimità della sua grande finestra, allo scopo di studiare l'interazione fra getti di plasma e ionosfera terrestre e la possibilità di utilizzare propulsori a getto in ambiente spaziale. Nel corso dell'EVA i due cosmonauti utilizzarono il braccio telescopico Strela per spostarsi fra i vari punti di lavoro, ripulirono la finestra di Nauka e le sue paratie da depositi accumulati nel tempo, sostituirono una cartuccia di materiali nell'apparato Ekran-M destinata a essere riportata a Terra per analisi sui cristalli semiconduttori cresciuti in microgravità e spostarono un pannello di controllo esterno del braccio robotico europeo (ERA) per migliorarne l'accessibilità durante le future operazioni.[67]

La Sojuz MS-28 nelle fasi finali del docking con la ISS

Lancio e docking della Sojuz MS-28

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Il 27 novembre 2025 la navicella russa Sojuz MS-28 venne lanciata dal cosmodromo di Bajkonur a bordo di un lanciatore Sojuz-2.1a, dando inizio a un profilo di volo ultra veloce di due orbite verso la Stazione spaziale internazionale. A bordo si trovavano il comandante Sergej Kud'-Sverčkov e gli ingegneri di volo Sergej Mikaev e Christopher Williams che prenderanno parte alla missione di lunga durata Expedition 73/74 sulla ISS. Dopo un viaggio di tre ore, la Sojuz MS-28 eseguì un docking automatico al modulo russo Rassvet della ISS, mentre la stazione sorvolava il Mediterraneo. Dopo le consuete verifiche di tenuta della pressione, i portelli furono aperti e il nuovo equipaggio si unì ai colleghi dell'Expedition 73 già a bordo portando temporaneamente a dieci il numero di persone presenti sulla ISS.[68]

Gli equipaggi della Sojuz MS-27, della SpaceX Crew-11 e della Sojuz MS-28 durante il cambio di comando.

Cambio di comando Ryžikov – Fincke

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Il 7 dicembre 2025 si svolse la cerimonia di cambio di comando della Stazione spaziale internazionale tra il comandante della seconda parte dell'Expedition 73, il cosmonauta di Roscosmos Sergej Ryžikov, e l'astronauta della NASA Mike Fincke che comandò la ISS per la prima parte dell'Expedition 74. Ryžikov comandò la ISS per 125 giorni, che si aggiunsero ai 178 giorni trascorsi al comando della ISS durante l'Expedition 64 (2021). Anche Fincke si trovò per la seconda volta a ricoprire il ruolo di comandante, dopo i 166 giorni svolti nel corso dell'Expedition 18 (2009). La cerimonia ebbe luogo alcuni giorni prima della partenza della Sojuz MS-27, ma il trasferimento ufficiale del comando divenne effettivo solo al momento dell'undocking della navicella.[69]

La Sojuz MS-27 sotto il paracadute poco prima dell'atterraggio

Undocking e atterraggio della Sojuz MS-27

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L'8 dicembre 2025 la navicella Sojuz MS-27 con a bordo il comandante Ryžikov e gli ingegneri di volo Zubrickij e Kim eseguì l'undocking automatico dal modulo Prichal della Stazione spaziale internazionale.[70] Il volo di rientro si concluse con un atterraggio assistito da paracadute il 9 dicembre 2025 nella steppa del Kazakistan, a sud-est della città di Jezqazğan, dove il trio toccò il suolo terrestre dopo circa 245 giorni di missione nello spazio.[71]

  1. Andrea D'Urso, Rinviato a marzo il lancio di Crew-10, e quindi anche il ritorno degli astronauti di Starliner, su astrospace.it, Astrospace, 19 dicembre 2024. URL consultato il 23 dicembre 2024.
  2. (EN) Mark A. Garcia, NASA's SpaceX 32nd Commercial Resupply Mission Overview, su nasa.gov, NASA, 16 aprile 2025. URL consultato il 2 agosto 2025.
  3. (EN) Mark A. Garcia, Station Maneuvers to Avoid Orbital Debris, su nasa.gov, NASA, 30 aprile 2025. URL consultato il 2 agosto 2025.
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