Deserto Arabico
| Deserto arabico | |
|---|---|
| Stati | |
| Territorio | Penisola araba |
Il deserto arabico (in arabo ٱلصَّحْرَاء ٱلْعَرَبِيَّة?, al-ṣaḥrāʾ al-ʿarabiyya) è una vastissima regione desertica dell'Asia sud-occidentale che si estende dallo Yemen al Golfo Persico e dall'Oman alla Giordania e all'Iraq. Occupa la maggior parte della penisola araba e copre una superficie superiore a 2.220.700 km², rendendolo uno dei più grandi sistemi desertici del pianeta.[1]
Nel settore centrale si estende il Rubʿ al-Khālī, una delle più estese distese sabbiose continue della Terra, mentre a nord si trova An Nafud, di dimensioni più contenute. Il deserto arabico è caratterizzato da un clima estremamente arido, forti escursioni termiche e vasti campi dunari di sabbie rosse e mobili. Dal punto di vista biogeografico appartiene al bioma desertico arido-stepposo e rientra nell'ecozona paleartica.
Secondo la classificazione del World Wide Fund for Nature (WWF), il deserto arabico fa parte dell'ecoregione del deserto arabico e macchia xerofila saharo-arabica,[2] comprendendo anche le ecoregioni del semi-deserto e deserto del Golfo Persico[3] e del semi-deserto e deserto tropicale nubico-sinaitico del Mar Rosso.[4]
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima del deserto arabico è prevalentemente iper-arido. Gran parte del Rubʿ al-Khālī riceve precipitazioni medie annue di appena 35 mm, con un'umidità relativa che può raggiungere il 50% in inverno e scendere fino al 15% in estate. Le temperature estive oscillano generalmente tra 40 e 50 °C, mentre in inverno le medie variano tra 5 e 15 °C, con minime che possono scendere occasionalmente al di sotto dello zero, soprattutto nelle notti invernali. In alcune aree dell'Arabia Saudita settentrionale e centrale si registrano estati relativamente più miti (circa 30 °C) e precipitazioni annue leggermente superiori, attorno agli 80 mm.
Geologia e geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Il deserto arabico presenta una notevole varietà geomorfologica:
- il deserto di al-Dahnāʾ costituisce un lungo corridoio di dune sabbiose che collega il deserto settentrionale del Nefud (circa 65.000 km²) al Rubʿ al-Khālī nel sud-est;
- la regione del Ṭuwayq (طُوَيْق) è formata da una spettacolare scarpata di rocce sedimentarie lunga circa 800 km, con altopiani e canyon profondamente incisi;
- le sabbkhe e pianure saline includono le celebri sabbie mobili di Umm al-Samīm, tra le aree più inospitali della penisola;
- le Wahība Sands dell'Oman rappresentano un sistema dunario isolato lungo la costa orientale;
- il Rubʿ al-Khālī occupa un vasto bacino sedimentario dell'altopiano arabico; le sue dune possono raggiungere 250 metri di altezza e poggiano su substrati di ghiaia e gesso.[5]
La sabbia è composta per 80-90% da quarzo, con percentuali minori di minerali a base di calcio, potassio e sodio. Le tonalità rosse, arancioni o violacee sono dovute alla presenza di ossidi di ferro che rivestono i granuli sabbiosi.
Ecologia e risorse naturali
[modifica | modifica wikitesto]Il deserto arabico possiede importanti risorse naturali, tra cui petrolio, gas naturale, fosfati e zolfo. Dal punto di vista biologico, il Rubʿ al-Khālī presenta una biodiversità vegetale estremamente ridotta: sono note solo 37 specie vegetali, di cui due endemiche. La vegetazione è rada ma relativamente uniforme, interrotta solo dalle dune completamente sterili.
Tra le specie vegetali più rappresentative figurano:
- Calligonum crinitium sui versanti delle dune;
- Cornulaca arabica (il cosiddetto «cespuglio di sale»);
- Cyperus conglomeratus.
Altre piante comuni includono Dipterygium glaucum, Limeum arabicum e Zygophyllum mandavillei. Gli alberi sono rarissimi e si rinvengono soprattutto ai margini del deserto, con specie come Acacia ehrenbergiana e Prosopis cineraria.
La sua fauna comprende gazzelle, orici, gatti delle sabbie, uromastici, pernici del deserto (qaṭā) e numerosi rettili e artropodi adattati a condizioni estreme.
Confini politici
[modifica | modifica wikitesto]Il deserto arabico interessa principalmente l'Arabia Saudita, estendendosi anche nella penisola del Sinai (Egitto), nell'Iraq meridionale, nella Giordania meridionale e nell'Arabia settentrionale. In prossimità del Golfo Persico comprende parte del Qatar e quasi tutto l'Emirato di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Il Rubʿ al-Khālī si estende dall'Oman occidentale fino allo Yemen orientale.
Popolazioni, religioni e lingue
[modifica | modifica wikitesto]Le religioni predominanti sono islam sunnita e sciita. La popolazione è composta prevalentemente da Arabi, parlanti la lingua araba. Fanno eccezione le isole di Socotra, ʿAbd al-Kūrī e Samḥa, dove si parlano lingue sudarabiche moderne.
Minacce ambientali e impatto antropico
[modifica | modifica wikitesto]Le principali minacce ambientali includono:
- pascolo eccessivo di capre e cammelli;
- urbanizzazione e sedentarizzazione delle popolazioni beduine;
- uso intensivo di veicoli fuoristrada;
- agricoltura non sostenibile;
- estrazione di petrolio e gas;
- conflitti armati.
Durante la guerra del Golfo (1990-1991), l'Iraq sabotò i giacimenti petroliferi del Kuwait, causando uno dei più gravi disastri ambientali del XX secolo. Circa 1,7 milioni di barili di petrolio furono riversati nel Golfo Persico e 1.164 pozzi petroliferi vennero incendiati, con nove mesi necessari per spegnere le fiamme. Si formarono laghi di petrolio nel deserto, per una superficie totale di 49 km², che contaminarono suoli e falde acquifere.
Le conseguenze ecologiche furono devastanti: morì un numero enorme di uccelli acquatici e si registrarono gravi danni agli ecosistemi marini, con impatti su tartarughe marine, dugonghi, cetacei, pesci e crostacei. L'uso di munizioni all'uranio impoverito contribuì ulteriormente alla contaminazione ambientale.
Attualmente, alcune specie come l'orice bianco e la gazzella delle sabbie sono a rischio di estinzione locale, mentre grandi carnivori come lo sciacallo, la iena striata e il tasso del miele risultano estinti in ampie porzioni dell'area. Non esistono ancora grandi parchi naturali, sebbene siano previsti progetti di conservazione, in particolare nell'Emirato di Abu Dhabi.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ John W. (ed.) Wright, Editors and reporters of The New York Times, The New York Times Almanac, 2007ª ed., New York, New York, Penguin Books, 2006, 456, ISBN 0-14-303820-6.
- ↑ PA1303, WWF
- ↑ PA1323, WWF
- ↑ PA1325, WWF
- ↑ Rub Al-Khali - photos, informations, holidays and reservations, su alovelyworld.com. URL consultato il 29 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su deserto Arabico
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 1859150869795622190000 |
|---|

