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Deserto Arabico

Coordinate: 25°N 45°E
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Deserto arabico
Immagine satellitare del deserto arabico. La linea gialla racchiude i limiti dell'ecoregione del deserto arabico e macchia xerofila saharo-arabica. I confini statali sono in nero.
StatiEmirati Arabi Uniti (bandiera) Emirati Arabi Uniti
Bahrein (bandiera) Bahrein
Kuwait (bandiera) Kuwait
Oman (bandiera) Oman
Qatar (bandiera) Qatar
Arabia Saudita (bandiera) Arabia Saudita
Yemen (bandiera) Yemen
TerritorioPenisola araba
Il deserto arabico da NASA World Wind

Il deserto arabico (in arabo ٱلصَّحْرَاء ٱلْعَرَبِيَّة?, al-ṣaḥrāʾ al-ʿarabiyya) è una vastissima regione desertica dell'Asia sud-occidentale che si estende dallo Yemen al Golfo Persico e dall'Oman alla Giordania e all'Iraq. Occupa la maggior parte della penisola araba e copre una superficie superiore a 2.220.700 km², rendendolo uno dei più grandi sistemi desertici del pianeta.[1]

Nel settore centrale si estende il Rubʿ al-Khālī, una delle più estese distese sabbiose continue della Terra, mentre a nord si trova An Nafud, di dimensioni più contenute. Il deserto arabico è caratterizzato da un clima estremamente arido, forti escursioni termiche e vasti campi dunari di sabbie rosse e mobili. Dal punto di vista biogeografico appartiene al bioma desertico arido-stepposo e rientra nell'ecozona paleartica.

Secondo la classificazione del World Wide Fund for Nature (WWF), il deserto arabico fa parte dell'ecoregione del deserto arabico e macchia xerofila saharo-arabica,[2] comprendendo anche le ecoregioni del semi-deserto e deserto del Golfo Persico[3] e del semi-deserto e deserto tropicale nubico-sinaitico del Mar Rosso.[4]

Il clima del deserto arabico è prevalentemente iper-arido. Gran parte del Rubʿ al-Khālī riceve precipitazioni medie annue di appena 35 mm, con un'umidità relativa che può raggiungere il 50% in inverno e scendere fino al 15% in estate. Le temperature estive oscillano generalmente tra 40 e 50 °C, mentre in inverno le medie variano tra 5 e 15 °C, con minime che possono scendere occasionalmente al di sotto dello zero, soprattutto nelle notti invernali. In alcune aree dell'Arabia Saudita settentrionale e centrale si registrano estati relativamente più miti (circa 30 °C) e precipitazioni annue leggermente superiori, attorno agli 80 mm.

Geologia e geografia fisica

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Il deserto arabico presenta una notevole varietà geomorfologica:

  • il deserto di al-Dahnāʾ costituisce un lungo corridoio di dune sabbiose che collega il deserto settentrionale del Nefud (circa 65.000 km²) al Rubʿ al-Khālī nel sud-est;
  • la regione del Ṭuwayq (طُوَيْق) è formata da una spettacolare scarpata di rocce sedimentarie lunga circa 800 km, con altopiani e canyon profondamente incisi;
  • le sabbkhe e pianure saline includono le celebri sabbie mobili di Umm al-Samīm, tra le aree più inospitali della penisola;
  • le Wahība Sands dell'Oman rappresentano un sistema dunario isolato lungo la costa orientale;
  • il Rubʿ al-Khālī occupa un vasto bacino sedimentario dell'altopiano arabico; le sue dune possono raggiungere 250 metri di altezza e poggiano su substrati di ghiaia e gesso.[5]

La sabbia è composta per 80-90% da quarzo, con percentuali minori di minerali a base di calcio, potassio e sodio. Le tonalità rosse, arancioni o violacee sono dovute alla presenza di ossidi di ferro che rivestono i granuli sabbiosi.

Ecologia e risorse naturali

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Il deserto arabico possiede importanti risorse naturali, tra cui petrolio, gas naturale, fosfati e zolfo. Dal punto di vista biologico, il Rubʿ al-Khālī presenta una biodiversità vegetale estremamente ridotta: sono note solo 37 specie vegetali, di cui due endemiche. La vegetazione è rada ma relativamente uniforme, interrotta solo dalle dune completamente sterili.

Tra le specie vegetali più rappresentative figurano:

Altre piante comuni includono Dipterygium glaucum, Limeum arabicum e Zygophyllum mandavillei. Gli alberi sono rarissimi e si rinvengono soprattutto ai margini del deserto, con specie come Acacia ehrenbergiana e Prosopis cineraria.

La sua fauna comprende gazzelle, orici, gatti delle sabbie, uromastici, pernici del deserto (qaṭā) e numerosi rettili e artropodi adattati a condizioni estreme.

Confini politici

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Il deserto arabico interessa principalmente l'Arabia Saudita, estendendosi anche nella penisola del Sinai (Egitto), nell'Iraq meridionale, nella Giordania meridionale e nell'Arabia settentrionale. In prossimità del Golfo Persico comprende parte del Qatar e quasi tutto l'Emirato di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Il Rubʿ al-Khālī si estende dall'Oman occidentale fino allo Yemen orientale.

Popolazioni, religioni e lingue

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Le religioni predominanti sono islam sunnita e sciita. La popolazione è composta prevalentemente da Arabi, parlanti la lingua araba. Fanno eccezione le isole di Socotra, ʿAbd al-Kūrī e Samḥa, dove si parlano lingue sudarabiche moderne.

Minacce ambientali e impatto antropico

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Le principali minacce ambientali includono:

  • pascolo eccessivo di capre e cammelli;
  • urbanizzazione e sedentarizzazione delle popolazioni beduine;
  • uso intensivo di veicoli fuoristrada;
  • agricoltura non sostenibile;
  • estrazione di petrolio e gas;
  • conflitti armati.

Durante la guerra del Golfo (1990-1991), l'Iraq sabotò i giacimenti petroliferi del Kuwait, causando uno dei più gravi disastri ambientali del XX secolo. Circa 1,7 milioni di barili di petrolio furono riversati nel Golfo Persico e 1.164 pozzi petroliferi vennero incendiati, con nove mesi necessari per spegnere le fiamme. Si formarono laghi di petrolio nel deserto, per una superficie totale di 49 km², che contaminarono suoli e falde acquifere.

Le conseguenze ecologiche furono devastanti: morì un numero enorme di uccelli acquatici e si registrarono gravi danni agli ecosistemi marini, con impatti su tartarughe marine, dugonghi, cetacei, pesci e crostacei. L'uso di munizioni all'uranio impoverito contribuì ulteriormente alla contaminazione ambientale.

Attualmente, alcune specie come l'orice bianco e la gazzella delle sabbie sono a rischio di estinzione locale, mentre grandi carnivori come lo sciacallo, la iena striata e il tasso del miele risultano estinti in ampie porzioni dell'area. Non esistono ancora grandi parchi naturali, sebbene siano previsti progetti di conservazione, in particolare nell'Emirato di Abu Dhabi.

  1. John W. (ed.) Wright, Editors and reporters of The New York Times, The New York Times Almanac, 2007ª ed., New York, New York, Penguin Books, 2006, 456, ISBN 0-14-303820-6.
  2. PA1303, WWF
  3. PA1323, WWF
  4. PA1325, WWF
  5. Rub Al-Khali - photos, informations, holidays and reservations, su alovelyworld.com. URL consultato il 29 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).

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