Aglaureion
| Aglaureion greco Αγλαύρειο Santuario di Aglauro Grotta di Aglauro | |
|---|---|
| Civiltà | Grecia antica[2] |
| Utilizzo | Santuario dedicato ad Aglauro (figlia di Cecrope)[3] |
| Epoca | Età arcaica–ellenistica[4][3], III secolo a.C. |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Atene |
| Amministrazione | |
| Sito web | www.theacropolismuseum.gr/ |
| Mappa di localizzazione | |
| |
L'Aglaureion (greco Αγλαύρειο) o santuario di Aglauro era il luogo di culto, situato alle pendici dell'Acropoli di Atene, dedicato ad Aglauro (o Agraulo), figlia di Cecrope I, mitico primo re dell'Attica.[3][2] Si trattava di un piccolo santuario.
L'identificazione topografica sul versante orientale dell'Acropoli è stata confermata nel 1980 dal ritrovamento in situ di una stele, proveniente dal peribolo del santuario e oggi al Museo dell'Acropoli.[1][4] Fonti antiche collegano l'area del santuario all'accesso persiano all'Acropoli nel 480 a.C. e alla descrizione pausaniana dei santuari sulla pendice orientale.[5][6]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Erodoto riferisce che i Persiani scalarono la rocca dell'Acropoli in qualche punto nei pressi dell'Aglaureion quando catturarono e distrussero la cittadella nel 480 a.C.[7][8]
Descrizione e collocazione
[modifica | modifica wikitesto]
Il santuario occupava una grande cavità naturale (grotta) e un recinto cultuale sul versante orientale sotto una delle caverne dell'Acropoli, come indicano la stele onoraria rinvenuta ancora fissata alla base e la successiva documentazione museale.[1][4] Le testimonianze letterarie di Pausania situano il témenos di Aglauro sopra il santuario dei Dioscuri presso il Pritaneo, elementi topografici che il rinvenimento epigrafico ha contribuito a riconsiderare per la mappatura delle pendici orientali.[6][4]
Fino agli anni ottanta del Novecento la maggior parte degli studiosi concordava che l'Aglaureion fosse collocato in qualche punto del versante settentrionale dell'acropoli (il candidato più popolare era l'antica fonte micenea).[7]
- Vista ravvicinata della cavità e del recinto cultuale dell'Aglaureion.
Culto e pratiche
[modifica | modifica wikitesto]La documentazione epigrafica attesta l'esistenza di una sacerdotessa di Aglauro e attività cultuali comprendenti sacrifici introduttivi (eisagōgeia) e una pannychis (veglia notturna), come riportato nel decreto IG II³ 1, 1002 per la sacerdotessa Timokrite, da erigersi nel santuario.[3] La tradizione civica attribuisce inoltre al santuario il giuramento annuale degli efebi ateniesi, noto come giuramento efebico, come sintetizzato nelle note storico-epigrafiche di AIO con rinvio a Demostene 19.303 e alla discussione di Parker.[3]
Evidenze epigrafiche
[modifica | modifica wikitesto]- IG II³ 1, 1002 (250/49 a.C.), decreto onorario per la sacerdotessa Timokrite; rinvenuto nel 1980 sul versante orientale, in situ con la base, e prescritto da porre «nel santuario di Aglauro».[3][1]
- IG II³ 1, 1373 (periodo ellenistico), decreto in onore di una sacerdotessa di Aglauro, con rinvenimento sull'Acropoli (pendici meridionali).[9]
- Stele IG II³ 1, 1002 in onore della sacerdotessa Timokrite (Museo dell'Acropoli).
- Dettaglio della stele IG II³ 1, 1002 (SEG 33.115).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 (EN) Honorary decree for the priestess of Aglauros, su Acropolis Museum. URL consultato il 29 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Buildings – Archaic Acropolis, su Acropolis Museum. URL consultato il 29 agosto 2025.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) IG II³ 1, 1002 – Onori alla sacerdotessa di Aglauro, su Attic Inscriptions Online. URL consultato il 29 agosto 2025.
- 1 2 3 4 (EN) George S. Dontas, The True Aglaurion, in Hesperia, vol. 52, n. 1, 1983, pp. 48–63.
- ↑ (EN) Herodotus, Histories 8.53, su Lexundria. URL consultato il 29 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Pausanias, Description of Greece 1.18.2 (Reader), su Center for Hellenic Studies (Harvard). URL consultato il 29 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Acropolis - East Slope, su Stoa.org.
- ↑ Erodoto, Storie, libro VIII (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2013).«Su di un fianco dell'acropoli, alle spalle della strada di accesso, dove nessuno stava di guardia e per dove nemmeno si pensava che mai essere umano potesse salire, proprio lì, all'altezza del tempio di Aglauro, figlia di Cecrope, si arrampicò un gruppo di nemici, benché il tratto fosse assai scosceso.»
- ↑ (EN) IG II³ 1, 1373 – Honours for the priestess of Aglauros, su Attic Inscriptions Online. URL consultato il 29 agosto 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) George S. Dontas, The True Aglaurion, in Hesperia, vol. 52, n. 1, 1983, pp. 48–63.
- (EN) Honorary decree for the priestess of Aglauros, su Acropolis Museum. URL consultato il 29 agosto 2025.
- (EN) IG II³ 1, 1002 – Honours for the priestess of Aglauros, su Attic Inscriptions Online. URL consultato il 29 agosto 2025.
- (EN) IG II³ 1, 1373 – Honours for the priestess of Aglauros, su Attic Inscriptions Online. URL consultato il 29 agosto 2025.
- (EN) Herodotus, Histories 8.53, su Lexundria. URL consultato il 29 agosto 2025.
- (EN) Pausanias, Description of Greece 1.18.2 (Reader), su Center for Hellenic Studies (Harvard). URL consultato il 29 agosto 2025.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Aglaureion
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) G. S. Dontas, The True Aglaurion (abstract/scheda Hesperia), su ASCSA Publications. URL consultato il 29 agosto 2025.
- (EN) Honorary decree for the priestess of Aglauros, su Acropolis Museum. URL consultato il 29 agosto 2025.
- (EN) Acropolis - East Slope, su Stoa.org. (fonte utilizzata)

