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Agenore Incrocci

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Agenore Incrocci, noto anche col nome d'arte Age (Brescia, 4 luglio 1919Roma, 15 novembre 2005), è stato uno sceneggiatore italiano.

Fratello minore dell'attrice Zoe Incrocci (moglie del regista Nino Meloni e nonna paterna della politica Giorgia Meloni), trascorre l'infanzia girando con la famiglia, costretta a spostarsi per motivi di lavoro, per tutta l'Italia. Trova impiego presso una stazione radiofonica Rai e inizia a lavorare come giornalista, scrivendo testi comici per il varietà. Nel frattempo s'iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, per interrompere gli studi a pochi esami dal conseguimento della laurea.

Durante la seconda guerra mondiale è costretto ad abbandonare il suo lavoro per prestare servizio nell'esercito e passa i primi quattro anni in Francia, tra l'esercito francese e le prigioni tedesche, riuscendo a fuggire arruolandosi poi per un anno nell'esercito statunitense. Tornato dal fronte, ritorna a lavorare in radio, iniziando allo stesso tempo a scrivere per alcune riviste teatrali e testate umoristiche.

Insieme a Furio Scarpelli, con cui forma la coppia storica Age & Scarpelli, ha operato con inesauribile vena nel filone comico del dopoguerra prima, nella cosiddetta commedia all'italiana poi, lavorando con i maggiori esponenti del genere, da Monicelli (I soliti ignoti, 1958; La grande guerra, 1959; L'armata Brancaleone, 1966; Romanzo popolare, 1974) a Germi (Sedotta e abbandonata, 1964; Signore & signori, 1966; Alfredo Alfredo, 1972), da Dino Risi (I mostri, 1963) a Comencini (Tutti a casa, 1960) e Scola (C'eravamo tanto amati, 1974). Insieme a Scarpelli, riceve il premio Flaiano per la sceneggiatura.

Con il decadimento della commedia all'italiana, anche i due sceneggiatori perdono l'incisività dei loro momenti migliori e si separano. Age firma opere minori, come Dagobert di Risi e Il conte Max di Christian De Sica. Nel 1990 pubblica Scriviamo un film, un manuale di tecnica della sceneggiatura che riscuote un discreto successo.

Age, da tempo malato, muore in un ospedale romano all'età di 86 anni. Il funerale, presente il suo amico storico Furio, tanti colleghi e gente comune, è stato celebrato il 18 novembre nella basilica di Santa Maria in Montesanto, nota anche come la Chiesa degli artisti, in piazza del Popolo a Roma.

Furio Scarpelli, ricordando Age, rivela una piccola regola elementare cui i due si attenevano: «non esibire mai se stessi. (...) La nostra ambizione era di raccontare delle vicende, non di esprimere (...) il nostro parere sul mondo, perché il pubblico dei lettori e degli spettatori vuole fare amicizia con le storie e i personaggi, non con l'autore».[1]

L’archivio personale di Agenore Incrocci è conservato a Torino presso l’Archivio Storico del Museo Nazionale del Cinema.

  • Nell'ottobre del 2019 presso il quartiere Monte Sacro a Roma è stato inaugurato il "Parco Age & Scarpelli: Sceneggiatori".

Varietà radiofonici Rai

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  • Viva Arlecchini e burattini, varietà di Age, Giò e Già, regia di Franco Rossi, 3 marzo 1946.
  1. Franco Montini, Agenore Incrocci. Il nostro Age, in Viva Verdi, Anno 77 - Nuova serie, n. 5-6, Roma, SIAE, Settembre-Dicembre 2005, pp. 120-121.

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