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AMC Networks

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AMC Networks Inc.
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StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
ISINUS00164V1035
Fondazione1º febbraio 2011 a New York
Sede principaleNew York
Persone chiave
SettoreConglomerato mediatico
Prodotti
  • Servizi streaming
  • Canali via cavo
  • Studio di produzione
  • Distribuzione film indipendenti
FatturatoUS$ 2,42 miliardi (2024)
Utile nettoUS$ 227 milioni (2024)
Dipendenti1800 (2024)
Sito webwww.amcglobalmedia.com/

AMC Networks Inc. è una società privata statunitense che opera nel settore dei mass media e dell'intrattenimento con sede all'11 Penn Plaza, New York.[1] La società possiede e gestisce oltre all'omonimo canale via cavo, anche BBC America, IFC, SundanceTV e We TV. Possiede anche il cinema d'essai IFC Center a New York, le società cinematografiche indipendenti Independent Film Company e RLJE Films, la società di licenze anime Sentai Filmworks, i servizi di streaming premium in abbonamento AMC+, IFC Films Unlimited, Acorn TV, Allblk, Shudder, Sundance Now, Philo e Hidive, nonché una partecipazione di minoranza nella società di produzione canadese Shaftesbury Films.

L'azienda opera in Europa e America Latina attraverso la sua divisione internazionale, AMC Networks International. L'attuale incarnazione dell'azienda, fondata come società quotata in borsa nel luglio 2011, ha sostituito la Rainbow Media Holdings, LLC (o Rainbow Programming Holdings), fondata originariamente alla fine del 1980 come filiale di Cablevision (anch'essa scomparsa) e controllata dalla famiglia Dolan, che ne detiene la maggioranza.[2]

Come Rainbow Media Holdings

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Le origini dell'azienda risalgono alla fine del 1980, quando fu fondata la Rainbow Media, inizialmente come joint venture tra le società di televisione via cavo Cablevision, Comcast, Cox Communications e Daniels & Associates. Il suo primo servizio, un servizio ibrido, fu lanciato dalla partnership, l'8 dicembre 1980. Trasmetteva ogni sera su un canale satellitare subaffittato dalla National Christian Network. Il palinsesto consisteva in eventi culturali di punta del canale che oggi è Bravo, la domenica e il lunedì sera, e film di serie B Escapade per adulti il resto della settimana. [3] Grazie al coinvolgimento delle quattro società via cavo, il nuovo servizio acquisì rapidamente numerosi abbonati. Nel luglio 1981, entrambi i canali ampliarono la loro offerta a sette sere a settimana.[4] Nell'agosto 1981, Playboy Enterprises divenne comproprietaria di Escapade, che introdusse un nuovo blocco di programmazione nel canale all'inizio del 1982. Alla fine di quell'anno, la rete sarebbe stata poi rilanciata come The Playboy Channel.[5][6]

Negli anni successivi, le altre tre società via cavo uscirono dalla partnership, lasciando Cablevision come unica proprietaria di Rainbow nel 1983. Cablevision trasferì a Rainbow il controllo della sua rete sportiva regionale SportsChannel New York, lanciata negli anni precedenti. Nel 1983 furono inoltre acquisite altre tre reti sportive regionali: PRISM New England (che sarebbe stata presto rilanciata come SportsChannel New England), PRISM con sede a Filadelfia e SportsVision con sede a Chicago.[7] Playboy acquistò invece la quota di Rainbow in The Playboy Channel, anche se Rainbow avrebbe continuato a commercializzare il canale per gli anni successivi.

Alla fine del 1984 Rainbow lanciò quello che in seguito sarebbe diventato noto come American Movie Classics (ora AMC). Al momento del lancio, AMC trasmetteva inizialmente film “classici” precedenti al 1970. Dopo il lancio del network, Rainbow e Turner Broadcasting System entrarono in "scontro", Turner lanciò così un concorrente di AMC noto come Turner Classic Movies. Nello stesso anno Cablevision iniziò a offrire AMC e Bravo insieme come Rainbow Service. Verso la fine del 1984, la CBS e Cablevision annunciarono un accordo che prevedeva l'acquisizione da parte della CBS del 50% della proprietà del Rainbow Service e del marketing di Rainbow. L'accordo conferiva inoltre alla CBS la proprietà parziale sui canali sportivi regionali che erano già in joint venture con il Washington Post (il Post non aveva però alcuna partecipazione in Bravo o in AMC). Nel 1986, Tele-Communications Inc. acquistò una partecipazione in AMC. Grazie a questo accordo, la rete che contava 300.000 abbonati, riuscì ad espandere notevolmente la propria copertura alla maggior parte dei 3,9 milioni di abbonati di TCI.[8] Nel 1986 fu lanciato anche il servizio di notizie via cavo di Long Island, News 12.

CBS e Cablevision si separarono nel 1987. Nel 1988, Rainbow's SportsChannel ottenne i diritti televisivi nazionali per la National Hockey League.[9] Quello stesso anno Cablevision acquisì un nuovo partner, la National Broadcasting Company, Inc. (allora controllata da General Electric), che rilevò il 50% della proprietà di Rainbow.[10] Grazie a questa partnership furono create altre cinque reti sportive regionali nella Bay Area, a Cincinnati, Cleveland, Filadelfia e Los Angeles. La partnership produsse anche l'Olympics Triplecast, un servizio pay-per-view che forniva una copertura aggiuntiva delle Olimpiadi estive del 1992.

Il 1994 ha visto il lancio del canale musicale canadese MuchMusic USA, in collaborazione con CHUM Limited (che avrebbe lanciato una versione canadese di Bravo l'anno successivo) e dell'Independent Film Channel.[11] Anni dopo, nel 2000, CHUM avrebbe venduto la propria quota a Rainbow e revocato la licenza per il nome MuchMusic, culminando nel 2003 con il rebranding come Fuse. Nel 2010 Fuse è entrata a far parte di MSG Media, e da allora è stata scorporata come Fuse Media.

Nel 1997, Romance Classics, oggi We TV, un canale in fase di progettazione da oltre cinque anni e la cui data di rilascio era stata posticipata più volte, fu finalmente lanciato. Nello stesso anno ci fu la fusione di SportsChannel con Fox Sports Net, con questo accordo Rainbow mantenne diverse partecipazioni in tutte le ex reti SportsChannel, ad eccezione di PRISM e SportsChannel Philadelphia, che furono entrambe chiuse per far posto a Comcast SportsNet. Nel corso del decennio successivo, tutte queste reti, ad eccezione di SportsChannel NY (allora Fox Sports New York), furono gradualmente vendute. Fox Sports New York fu poi trasferita alla divisione MSG Media e rinominata MSG+.[12]

Attraverso una serie di transazioni, iniziate nel 1997, la quota di NBC è stata infine ridotta.[13] Nel 2002, Cablevision ha venduto la sua quota di Bravo a NBC e, come parte dell'accordo, NBC ha ceduto la sua quota del 20% in Rainbow.

Nel 2003 Rainbow DBS Company ha lanciato un servizio satellitare DBS, Voom, orientato all'HDTV. Il servizio ha cessato l'attività il 30 aprile 2005 e diversi canali HD di Voom sono passati su Dish Network e Cablevision, e rinominati Voom HD Networks. Le reti sono state chiuse nel 2009.

Nel 2005 Cablevision ha valutato la possibilità di scorporare Rainbow Media e quotare la società in borsa e, di rendere privata la propria attività principale nel settore della televisione via cavo, ma ha poi ritirato il piano. Nel 2006 è emerso un nuovo piano per privatizzare l'intera Cablevision, compresa Rainbow Media. Nel gennaio 2007, senza alcuna notizia sull'esito della privatizzazione, Liberty Media espresse interesse nell'acquisizione di Rainbow Media da Cablevision.[14] Nel giugno 2008, Rainbow acquisì il canale Sundance Channel da NBCUniversal, CBS e Robert Redford.[15] Rainbow Media possedeva anche Wedding Central, che fu chiuso lo stesso giorno in cui AMC Networks divenne pubblica.[16]

Come AMC Networks

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Il 10 marzo 2011, Cablevision, società madre di Rainbow Media, come approvato dal proprio consiglio di amministrazione il 16 dicembre 2010, annunciò che avrebbe scorporato tutte le attività di Rainbow Media in una nuova società quotata in borsa, oggi nota come AMC Networks, che avrebbe gradualmente sostituito Rainbow Media nel corso del 2011 e, come affermato nel 2005, avrebbe reso privata la propria attività principale nel settore della televisione via cavo. L'ex presidente di Rainbow Media, Josh Sapan, ricopre il ruolo di presidente e amministratore delegato della neonata AMC Networks[17], quotata in borsa il 1º luglio 2011.[18]

Il 4 maggio 2012, Dish Network, società televisiva satellitare, ha annunciato che non avrebbe più trasmesso i canali via cavo della famiglia AMC Networks, tramite la propria struttura, alla scadenza dell'accordo di distribuzione con AMC alla fine di giugno 2012, sostenendo che AMC Networks addebitava un importo eccessivo per la ritrasmissione dei loro canali e per il basso numero di spettatori.[19]

AMC Networks ha spiegato che l'annuncio di Dish Network relativo alla rimozione imminente dei canali era correlata a una causa per violazione del contratto del 2008 intentata contro Dish Network da parte dell'ex controllata Voom HD Networks (con il precedente marchio Rainbow Media Holdings) (in attesa di giudizio presso la Corte Suprema dello Stato di New York), in cui chiedeva un risarcimento danni di oltre 2,5 miliardi di dollari a Dish Network per aver rescisso in modo improprio il contratto di trasmissione. I canali ad alta definizione di Voom furono trasmessi dal provider satellitare dal 1º maggio 2005 al 12 maggio 2008, quando Dish ha rimosso dieci dei quindici canali di Voom dalla sua programmazione e i cinque canali rimanenti il giorno successivo. Dish Network ha dichiarato che la causa non era correlata alla decisione di rimuovere i canali di AMC Networks e che ha risolto il contratto di trasmissione alle proprie condizioni.[19]

Il 20 maggio 2012, Dish Network ha rimosso Sundance Channel dalla sua lista di canali. Due settimane dopo, il 4 giugno 2012, Dish ha spostato AMC, WEtv e e IFC in posizioni più alte, e dividendo AMC in due canali separati, uno in definizione standard e uno in alta definizione (AMC è passato dal canale 130 al canale 9609 per il feed SD e al canale 9610 per il feed HD, WEtv è passato dal canale 128 al canale 9608 e IFC è passato dal canale 393 al canale 9607). Gli spazi precedentemente occupati dai tre canali sono stati sostituiti rispettivamente con HDNet, Style e Indieplex canale multiplex di MoviePlex.

Il 1º luglio 2012, Dish Network ha eliminato definitivamente AMC, We TV e IFC dalla sua offerta di canali.

Il 21 ottobre 2012, AMC Networks ha annunciato il raggiungimento di un accordo tra, loro, Cablevision e Dish, in base al quale Dish è stata costretta a pagare fino a 700 milioni di dollari di risarcimento a Cablevision per i danni causati dalla rimozione dei canali di proprietà di Voom dalla programmazione di Dish nel 2008, in cambio Dish ha firmato un nuovo accordo per riportare i canali di proprietà di AMC Networks nella sua programmazione, con AMC che tornerà il 21 ottobre e gli altri il 1º novembre.[20][21]

Dal 2013 al 2015, l'azienda ha acquisito o aderito a una joint venture ogni anno. Il 28 ottobre 2013, AMC Networks ha annunciato che avrebbe acquisito la maggior parte di Chellomedia, ad eccezione di Chello Benelux, un operatore internazionale di reti via cavo, da Liberty Global per circa 1,04 miliardi di dollari.[22] Il 23 ottobre 2014, AMC ha confermato di aver acquistato una partecipazione del 49,9% in BBC America, mentre BBC Studios ha mantenuto la quota restante della rete.[23] Nel 2015, AMC Networks, insieme a Upfront Ventures, Daher Capital e Northgate Ventures, ha investito nella rete YouTube latina MiTú.[24][25]

Nel 2016, AMC Networks ha finalizzato un accordo di partnership con la RLJ Company dell'ex fondatore di BET, Robert L. Johnson. Secondo l'accordo, AMC utilizzerà la sua influenza nella programmazione e nella distribuzione a vantaggio di Acorn e UMC. Inoltre, la partnership RLJ-AMC consentirà maggiori investimenti nei contenuti creativi afroamericani, ha sottolineato Johnson. L'accordo prevedeva che AMC concedesse a RLJ un prestito di 60 milioni di dollari con durata di sette anni e 5 milioni di dollari con durata di un anno. AMC ha ricevuto diritti per l'acquisto di almeno 20 milioni di azioni, pari al 50,1% della società.[26]

Il 15 novembre 2016, AMC ha acquisito una quota di minoranza del sito web di video comici e della società di produzione cinematografica e televisiva Funny or Die, con l'intenzione di integrarla con IFC.[27]

Il 27 aprile 2018, la società, in qualità di proprietaria di IFC, ha acquisito una partecipazione di maggioranza nell'operatore di locali comici Levity Live.[28]

Il 30 luglio 2018, AMC Networks ha raggiunto un accordo definitivo per l'acquisizione di RLJ Entertainment, in base al quale AMC avrebbe pagato 59 milioni di dollari per le restanti azioni RLJE non di proprietà di AMC o di Robert L. Johnson.[29] La transazione è stata approvata dagli azionisti di RLJ Entertainment il 31 ottobre e AMC Networks ha completato l'acquisizione il 1º novembre.[30] RLJ Entertainment è diventata una controllata privata di AMC Networks, con Johnson e le sue affiliate che detengono una partecipazione del 17%.

Nel 2019, AMC Networks e l'emittente pubblica neozelandese TVNZ hanno stipulato un accordo per la produzione congiunta di The Dead Lands, una serie soprannaturale a tema maori ambientata nella Nuova Zelanda precoloniale. La serie è stata distribuita dal servizio di streaming Shudder di AMC negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in Irlanda e da TVNZ On Demand in Nuova Zelanda.[31]

All'inizio del 2020, AMC Networks ha coinvolto Switzer Group per guidare la riprogettazione della sua sede al decimo piano dell'11 Penn Plaza, a New York.[32]

Il 13 maggio 2020, AMC Networks ha annunciato l'acquisizione dei diritti delle principali opere letterarie di Anne Rice, tra cui le Cronache dei vampiri e il Ciclo delle streghe Mayfair.[33]

Nel settembre 2020, il presidente esecutivo Charles Dolan si è dimesso dalla sua carica, assumendo il ruolo di presidente emerito. Suo figlio, James L. Dolan, è stato quindi nominato presidente di AMC Networks.[34]

Il 2 febbraio 2021, AMC Networks ha stretto una partnership strategica con la società di produzione canadese Shaftesbury Films. AMC ha investito nella società, ottenendo così l'accesso alla sua lista di produzioni e ampliando le proprie capacità di sviluppo e di creazione di contenuti in Canada.[35]

Il 5 gennaio 2022, AMC Networks ha acquisito Sentai Holdings, società statunitense di anime, che comprende il distributore Sentai Filmworks, Anime Network e il servizio di streaming HIDIVE, a pochi mesi dall'acquisizione di Crunchyroll da parte di FUNimation di Sony (allora una joint venture tra Sony Pictures Television con sede negli Stati Uniti e Aniplex di proprietà di Sony Music Entertainment Japan) da WarnerMedia all'epoca ancora di proprietà di AT&T, avvenuta nell'agosto 2021.[36] A seguito di queste acquisizioni ci fu una ridistribuzione di titoli disponibili sulle piattaforme, nello specifico, il 31 marzo alcuni titoli di Sentai furono rimossi dalla piattaforma Crunchyroll.[37]

Il 1º marzo 2022, AMC Networks ha annunciato il lancio della sua divisione editoriale, AMC Networks Publishing, e successivamente ha comunicato che avrebbe lanciato diversi altri canali FAST un mese dopo.[38][39] Nel corso della fine del 2022, la società ha subito rapidi cambiamenti nella sua leadership fino alla nomina di Kristin Dolan come amministratore delegato all'inizio del 2023.[40][41][42] Nel 2024 AMC ha acquistato l'intera BBC America, anche se la BBC continua a mantenere legami commerciali con il canale.

Nel febbraio 2025, la società ha riportato una riduzione dei ricavi pari a 269 milioni di dollari delle sue reti via cavo statunitensi, nella relazione sui risultati finanziari del quarto trimestre 2024. La riduzione ha interessato canali quali AMC, BBC America, IFC, SundanceTV, We TV e IFC Films. I ricavi nazionali derivanti dallo streaming sono aumentati dell'8%, portando il numero totale di abbonati allo streaming della società a 12,4 milioni. I ricavi internazionali sono diminuiti del 14%, mentre i ricavi derivanti dagli abbonamenti sono diminuiti del 5%. L'utile per azione rettificato è stato di 0,64 dollari, con un calo dei ricavi totali di quasi il 12% su base annua, attestandosi a 599 milioni di dollari.[43]

Nel novembre 2025 l'azienda ha lanciato All Reality, un nuovo servizio di streaming incentrato su programmi basati su reality, mentre un mese dopo, nel dicembre 2025, ha annunciato una partnership con TNA Wrestling per portare il programma Thursday Night iMPACT! di TNA su AMC a partire dal 15 gennaio 2026.[44][45]

Il testo in corsivo indica le joint venture. BritBox costituisce un'eccezione, poiché AMC possiede solo una parte delle sue attività americane, mentre al di fuori degli Stati Uniti si tratta di una joint venture tra la BBC e ITV plc.

Categoria Nome
Canali Televisivi AMC
BBC America
IFC
SundanceTV
We TV
Servizi Streaming AMC+
Acorn TV
Allblk
All Reality
BritBox
Philo
Hidive
Shudder
Sundance Now
We TV+
Altre Unità Independent Film Company
Acorn DVD
RLJE Films
Sentai Studios
Sentai Filmworks
AMC Networks International

Elenco dei canali FAST a marchio AMC disponibili su piattaforme di streaming di terze parti.

  • Allblk Gems
  • AMC en Español
  • AMC Showcase
  • AMC Thriller
  • Anime x HIDIVE
  • IFC Films Picks
  • IFC Slightly Off
  • Stories by AMC
  • The Walking Dead Universe
  • WE tv All Reality
  • WE tv All Weddings

Altri investimenti

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AMC Networks International

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Il 28 ottobre 2013, AMC Networks ha annunciato l'acquisizione della maggior parte di Chellomedia, operatore internazionale di reti via cavo, da Liberty Global per circa 1,04 miliardi di dollari. L'acquisizione non includeva Chello Benelux, proprietaria di Film1 e Sport1.[22] Il 2 febbraio 2014 la transazione è stata completata.[46] Quella che prima era Chellomedia è ora nota come AMC Networks International e consentirà ad AMC Networks di distribuire la propria programmazione in tutto il mondo.[47]

Joint venture con BBC America

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Il 23 ottobre 2014, AMC ha confermato di aver acquistato una quota del 49,9% di BBC America, mentre BBC Studios ha mantenuto la quota restante della rete.[23] La joint venture darà inoltre ad AMC, che distribuisce il canale BBC World News negli Stati Uniti, il controllo operativo di BBC America, che sarà gestita in modo indipendente dagli altri canali di AMC.[48][49][50] AMC ha acquistato la quota del 50,01% della BBC nel novembre 2024, anche se la BBC rimane comunque collegata al canale.

Precedenti attività

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  1. (EN) Here's What Tenants Are Paying at Vornado's 11 Penn Plaza, su The Real Deal New York, 26 agosto 2020. URL consultato il 6 aprile 2021.
  2. David Lieberman, AMC Networks Reports Big Stock Sale By Charles Dolan, su Deadline, 15 agosto 2012. URL consultato il 22 settembre 2018.
  3. MSO's look for a pot of gold in new Rainbow (PDF), in Broadcasting Magazine, 15 dicembre 1980, pp. 66–68.
  4. NCTA '81: Hottest Ticket in Mediaville (PDF), in Broadcasting Magazine, 8 giugno 1981, p. 46. URL consultato il 26 aprile 2021.
  5. Cable TV 'skin' competition gets hot (PDF), in Broadcasting Magazine, 24 agosto 1981. URL consultato il 26 aprile 2021.
  6. (EN) Sandra Salmans, PLAYBOY'S HOPES IN CABLE TV, in The New York Times, 15 marzo 1983, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 12 ottobre 2017.
  7. _sl _esso CBS returns to cable programing (PDF), in Broadcasting Magazine, 3 dicembre 1984, pp. 106–107. URL consultato il 27 aprile 2021.
  8. TCI raises programing interests, buys into AMC (PDF), 24 marzo 1986, p. 41. URL consultato il 27 aprile 2021.
  9. Norman Chad, NHL AND SPORTSCHANNEL MORE IS LESS, in The Washington Post, 26 novembre 1988. URL consultato il 25 aprile 2021.
  10. Geraldine Fabrikant, The Media Business; NBC and Cablevision Plan Joint Programming Venture, in The New York Times, 23 dicembre 1988.
  11. Curtain going up on Independent Film Channel (PDF), in Broadcasting Magazine, 8 maggio 1994, p. 13. URL consultato il 27 aprile 2021.
  12. exv99w1, su www.sec.gov. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  13. NBC consolidates its Rainbow stake (PDF), in Broadcasting Magazine, 7 aprile 1997, pp. 86–87. URL consultato il 27 aprile 2021.
  14. (EN) CORRECTED - Cablevision shares rise on speculation of unit sale, in Reuters, 18 gennaio 2007. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  15. Brian Stelter, Cablevision Buys Sundance, in The New York Times, 18 giugno 2008. URL consultato il 28 aprile 2021.
  16. Thomas Umstead, AMC Networks Divorces Wedding Central, in Multichannel News, 8 luglio 2011. URL consultato il 24 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2013).
  17. Meg James, Cablevision moves forward with spinoff of AMC Networks, in Los Angeles Times, 10 marzo 2011. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  18. David Lieberman, AMC Networks Goes Public With Hot Shows, And Analysts Looking for a Sale, su Deadline Hollywood, 30 giugno 2011. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  19. 1 2 Liana B. Baker e Yinka Adegoke, Corrected: DISH subscribers could lose 'Mad Men' in dispute, in Reuters, 4 maggio 2012. URL consultato il 4 maggio 2012.
  20. Cablevision and AMC Networks Announce Settlement in VOOM HD Litigation With DISH Network, in AMC Networks, 21 ottobre 2012. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  21. DISH Network and Voom Reach Settlement, su about.dish.com, Dish Network, 21 ottobre 2012. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  22. 1 2 Soham Chatterjee, AMC to buy most of Liberty Global's international content unit, su reuters.com, Reuters, 28 ottobre 2013. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  23. 1 2 AMC Networks and BBC Worldwide Enter Partnership, su BBC America, 23 ottobre 2014. URL consultato il 24 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2014).
  24. Natalie Jarvey, AMC Invests in Latino YouTube Network MiTu, in The Hollywood Reporter, 4 febbraio 2015. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  25. Alicia Banks, Latino YouTube Network MiTu Closes $15 Million in Financing, Hires Demand Media Execs, in The Wrap, 4 febbraio 2015. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  26. AMC Networks Invests in Robert Johnson's Streaming TV and Film Company, in Variety, 17 ottobre 2016. URL consultato il 9 febbraio 2018.
  27. 1 2 AMC Networks Takes Minority Stake in Funny or Die, Plans Integrations With IFC, su Variety, 15 novembre 2016.
  28. 1 2 AMC Networks Buys Majority Stake in Comedy Venue Operator Levity Live, su The Hollywood Reporter, 27 aprile 2018.
  29. AMC Networks Inc. To Acquire RLJ Entertainment, Inc., su AMC Networks, 30 luglio 2018. URL consultato l'8 novembre 2018.
  30. AMC Networks Inc. Completes Acquisition Of RLJ Entertainment, Inc., su AMC Networks, 1º novembre 2018. URL consultato l'8 novembre 2018.
  31. Alice Webb-Liddall, How The Dead Lands hopes to change New Zealand television, in The Spinoff, 24 gennaio 2020. URL consultato il 4 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2020).
  32. (EN) Switzer Group leads multi-phase build out for AMC Networks: Redesign and restack its 10-floor corporate headquarters, su nyrej.com. URL consultato il 6 aprile 2021.
  33. In a Major Acquisition, Amc Networks Announces It Has Purchased the Rights to the Iconic Works of Anne Rice, su amcnetworks.com, 13 maggio 2020.
  34. MSG CEO James Dolan Replacing Dad as Chairman of AMC Networks, in Billboard.
  35. Elaine Low, AMC Networks, Shaftesbury Forge New Strategic Partnership, in Variety, 2 febbraio 2021. URL consultato il 3 febbraio 2020.
  36. Jennifer Maas, AMC Networks Acquires 'Made in Abyss' Distributor Sentai and Anime Streamer HIDIVE, su Variety, 5 gennaio 2022. URL consultato il 5 gennaio 2022.
  37. (EN) Food Wars, Is It Wrong to Pick Up Girls in a Dungeon? and More Are Leaving Crunchyroll, in Crunchyroll. URL consultato il 28 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2022).
  38. Amc Networks Launches Book Publishing Arm with Four New Fan-Focused, Original Titles, su amcnetworks.com, marzo 2022.
  39. (EN) AMC NETWORKS DEVELOPING SIX NEW FAST CHANNELS, BUILDING ON SUCCESSFUL BASE OF UNIQUE AND COMPELLING CHANNELS DISTRIBUTED ACROSS AN EXPANDING ARRAY OF PLATFORMS, su amcnetworks.com, 6 aprile 2022. URL consultato il 22 giugno 2024.
  40. (EN) AMC NETWORKS' CHIEF EXECUTIVE OFFICER CHRISTINA SPADE STEPS DOWN, su amcnetworks.com, 29 novembre 2022. URL consultato il 22 giugno 2024.
  41. (EN) AMC NETWORKS' BOARD OF DIRECTORS APPOINTS JAMES L. DOLAN INTERIM EXECUTIVE CHAIRMAN, su amcnetworks.com, 5 dicembre 2022. URL consultato il 22 giugno 2024.
  42. (EN) Lillian Rizzo, AMC Networks names a new CEO: Kristin Dolan, spouse of chairman James Dolan, su CNBC, 15 febbraio 2023. URL consultato il 22 giugno 2024.
  43. (EN) Jennifer Maas, AMC Networks Takes $269 Million Balance-Sheet Hit for Drop in U.S. Cable Channel Values as Streaming Subscribers Cross 12 Million, in Variety. URL consultato il 16 maggio 2025.
  44. (EN) AMC NETWORKS & TNA WRESTLING ANNOUNCE AGREEMENT TO BRING TNA’S FLAGSHIP WEEKLY TV SHOW TO AMC: THURSDAY NIGHT iMPACT!, su amcnetworks.com, 2 dicembre 2025. URL consultato il 23 dicembre 2025.
  45. (EN) Tony Maglio, TNA Wrestling’s ‘Thursday Night Impact!’ Moves From AXS TV to AMC Network, su The Hollywood Reporter, 2 dicembre 2025. URL consultato il 23 dicembre 2025.
  46. The Deadline Team, AMC Networks Completes Acquisition of Liberty Global's Chellomedia, su Deadline Hollywood, 2 febbraio 2014. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  47. Tim Molloy, AMC Networks Completes Chellomedia Purchase for $1 Billion, in The Wrap, 3 febbraio 2014. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  48. David Lieberman, AMC Networks Pays $200M For 49.9% Of BBC America, su Deadline Hollywood, 23 ottobre 2014. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  49. Brian Steinberg, AMC Networks To Operate BBC America After $200M Investment, in Variety, 23 ottobre 2014. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  50. Georg Szalai, AMC Networks, BBC America Deal Is About Premium Content, Executives Say, in The Hollywood Reporter, 23 ottobre 2014. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  51. (EN) Allison Romano, NBC Puts Its Stamp on Bravo, su allbusiness.com, Broadcasting and Cable, 17 febbraio 2003.
  52. Allison Romano, MuchMusic rebrands as Fuse, in Broadcasting & Cable, 8 aprile 2003. URL consultato il 5 aprile 2021.
  53. NUVOtv PARENT COMPANY SÍTV MEDIA COMPLETES ACQUISITION OF FUSE NETWORK FROM THE MADISON SQUARE GARDEN COMPANY (PDF), su mynuvotv.com. URL consultato il 7 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2014).

Collegamenti esterni

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