16Volt
| 16volt | |
|---|---|
| Paese d'origine | |
| Genere | Industrial rock Coldwave Industrial metal |
| Periodo di attività musicale | 1988 – in attività |
| Etichetta | Metropolis Records, Re-Constriction, Mercury/PolyGram, Murder Creek |
| Sito ufficiale | |
I 16volt sono un gruppo musicale industrial rock statunitense fondato nel 1988 da Eric Powell.[1]
Originari di Portland, Oregon, e successivamente ricollocati a Los Angeles, California, sono considerati pionieri della "coldwave" americana, un sottogenere che si distingue per l'uso massiccio di chitarre heavy metal intrecciate a ritmi campionati e sintetizzatori. La band è nota per la sua resilienza alle crisi dell'industria discografica e per la partecipazione alla colonna sonora del videogioco Primal.[2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini e primi anni (1988-1992)
[modifica | modifica wikitesto]Il progetto nasce nel 1988 a Portland dalla visione di Eric Powell, con l'intento di creare un suono in cui la chitarra fungesse da elemento percussivo integrato ai loop elettronici. Dopo aver reclutato i primi collaboratori (Joel Bornzin, Jon Fell e Jeff Taylor), il gruppo ottenne visibilità con il brano "Motorskill", incluso nella compilation The Cyberflesh Conspiracy dall'etichetta If It Moves...[3]. Questo successo portò alla firma con la Re-Constriction Records nel 1992.
Il successo underground e la Re-Constriction (1993-1997)
[modifica | modifica wikitesto]Il 1993 vide l'uscita dell'album di debutto Wisdom, prodotto da Dave "Rave" Ogilvie e Keith "Fluffy" Auerbach. L'album fu acclamato dalla critica e contribuì a codificare il genere coldwave statunitense. Seguì Skin (1994), che raggiunse la seconda posizione nelle classifiche alternative di Rolling Stone ed evitò la crisi del secondo album indurendo il suono. L'apice artistico di questo periodo fu LetDownCrush (1996), che raggiunse la prima posizione nelle classifiche alternative di Rolling Stone. L'album vantava collaborazioni con membri dei Ministry e Sister Soleil e permise alla band di andare in tour con gruppi come Korn e Chemlab.
L'era Major, la crisi e il caso "SuperCoolNothing" (1998-2001)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1998, i 16volt firmarono con la Slipdisc, sussidiaria della major Mercury Records/PolyGram. Registrarono l'album SuperCoolNothing con il produttore Bill Kennedy e ospiti come Chris Vrenna (Nine Inch Nails). Tuttavia, la fusione aziendale tra Seagrams e PolyGram portò al licenziamento di massa dello staff promozionale proprio durante il lancio dell'album. Privo di supporto, il disco fu abbandonato e Powell fu costretto a sciogliere la formazione live. Dopo una battaglia legale di due anni, Powell riuscì a riacquistare i diritti dei propri master nel 2000.[4]
Il videogioco Primal e la collaborazione con Sony (2002-2004)
[modifica | modifica wikitesto]La rinascita avvenne grazie all'industria videoludica. Nel 2002, Sony Computer Entertainment contattò Powell per la colonna sonora del gioco Primal per PlayStation 2. I 16volt fornirono nove brani e apparvero nel gioco come personaggi virtuali che eseguono "Moutheater" in un club. Questo progetto rivitalizzò la band, portando a un tour di successo con i KMFDM.[5]
Metropolis Records (2007-2011)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2007, i 16volt si accasarono presso la Metropolis Records, pubblicando FullBlackHabit, un album ispirato alle atmosfere di Full Metal Jacket. Seguirono American Porn Songs (2009) e Beating Dead Horses (2011), consolidando il loro status nella scena industrial.
Murder Creek e anni recenti (2016-presente)
[modifica | modifica wikitesto]Powell fondò la propria etichetta, Murder Creek, pubblicando The Negative Space (2016) e Dead on Arrivals (2017). Nonostante la qualità artistica, questi lavori soffrirono di una distribuzione limitata. Nel 2024, la band è tornata su Metropolis Records pubblicando la raccolta Negative on Arrivals. Il 25 luglio 2025 è uscito il nuovo album in studio More of Less, descritto come un ritorno al "machine rock" delle origini filtrato da una produzione moderna.[6][7]
Stile musicale
[modifica | modifica wikitesto]Lo stile dei 16volt è definito "Machine Rock" o "Coldwave" (nell'accezione americana del termine). Si caratterizza per un ibrido di ritmi campionati, texture elettroniche glaciali e riff di chitarra di derivazione metal/punk. I testi di Powell esplorano spesso temi di alienazione, disconnessione sociale e resilienza.
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]La formazione dei 16volt ruota attorno alla figura centrale di Eric Powell, affiancato da turnisti per le esibizioni dal vivo e collaboratori in studio.
Attuale
[modifica | modifica wikitesto]- Eric Powell – voce, chitarra, programmazione
Ex componenti
[modifica | modifica wikitesto]- Jason Bazinet
- Steve Hickey
- Joel Bornzin
- Jon Fell
- Marc Jordan
- Marc LaCorte
- Mike Peoples – basso
- Jeff Taylor
- Von Vinhasa
- Chris Carey
- Steve White – chitarra
- John "Servo" DeSalvo – batteria
- Kraig Tyler – chitarra
Discografia
[modifica | modifica wikitesto]Album in studio
[modifica | modifica wikitesto]- 1993 – Wisdom
- 1994 – Skin
- 1996 – LetDownCrush
- 1998 – SuperCoolNothing
- 2007 – FullBlackHabit
- 2009 – American Porn Songs
- 2011 – Beating Dead Horses
- 2016 – The Negative Space
- 2017 – Dead on Arrivals
- 2025 – More of Less
Raccolte e Remix
[modifica | modifica wikitesto]- 1996 – The Remix Wars: Strike 3 – 16 Volt vs. Hate Dept
- 2000 – Demography
- 2005 – The Best of Sixteen Volt
- 2010 – American Porn Songs: Remixed
- 2024 – Negative on Arrivals
Colonne sonore
[modifica | modifica wikitesto]- 2003 – The Official Primal Combat Soundtrack
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ 16Volt, su metropolis-records.com, Metropolis Records. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ 16 Volt - AlterNation, su alternation.eu, AlterNation. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ Various Artists: The Cyberflesh Conspiracy, in CD Review Digest, vol. 7, Peri Press, 1994, p. 823.
- ↑ Years of record-company abuse can't stop 16Volt from making industrial-size noise, su clevescene.com, Cleveland Scene, 14 luglio 2009. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ Sam Bishop, Primal Ships, su totalplaystation.com, TotalPlayStation, 19 gennaio 2003 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2016).
- ↑ 16Volt returns with More Of Less after seven-year pause, su retrofuturista.com, RetroFuturista, 2025-07. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ 16Volt’s Comeback Album “More Of Less” Due Out This Month, Hear “White Noise”, su theprp.com, The PRP, 4 luglio 2025. URL consultato il 24 novembre 2025.
