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MaxBill

Ritratto di Max Bill. Fotografia di Maria Netter, 1957 (SIK-ISEA, Zurigo, 1408140009.35/36).
Ritratto di Max Bill. Fotografia di Maria Netter, 1957 (SIK-ISEA, Zurigo, 1408140009.35/36).

22.12.1908 Winterthur, 9.12.1994 Berlino, di Moosseedorf. Figlio di Alfred Erwin Bill, capostazione, e di Marie nata Geiger. Nipote di Ernst Geiger. (1931) Binia Spoerri (1988), violoncellista e fotografa; 2) (1991) Angela Thomas, storica dell'arte. Max Bill si formò dapprima alla scuola di arti applicate di Zurigo (1924-1927), poi al Bauhaus di Dessau (1928-1929), dove seguì i corsi di Paul Klee, Vassilij Kandinskij, Oskar Schlemmer e Josef Albers (Movimento moderno). Rientrato a Zurigo nel 1929, fu attivo quale pittore, scultore, saggista e architetto (pittura, scultura, architettura). I suoi interessi artistici lo stimolarono a incontrare a più riprese Jean Arp, Piet Mondrian, Theo van Doesburg e Georges Vantongerloo a Parigi, dove nel 1932 aderì al movimento Abstraction-Création (arte contemporanea). Nel 1933 realizzò le prime sculture e la casa-atelier di Zurigo-Höngg. Riformulando il concetto di art concret coniato da van Doesburg, definì l'arte concreta e si impegnò sia sul piano pratico sia su quello teorico a favore di una sistematizzazione del processo creativo (15 variazioni su un tema, 1935-1938; Konkrete Gestaltung, 1936; Arte concreta, 1944; Il pensiero matematico nell'arte del nostro tempo, 1949). Nel 1936 fu tra gli iniziatori dell'esposizione Zeitprobleme in der Schweizer Malerei und Plastik (Kunsthaus, Zurigo) e curatore dell'allestimento della sezione svizzera alla Triennale di Milano. Nel 1937 aderì all'Allianz, l'associazione svizzera degli artisti moderni, costituendo il nucleo storico dei concretisti zurighesi (con Camille Graeser, Verena Loewensberg e Richard Paul Lohse).

Manifesto per un'esposizione personale di Max Bill alla galleria Suzanne Bollag di Zurigo nel 1968-1969, realizzato dall'artista e stampato da Albin Uldry a Hinterkappelen (Zürcher Hochschule der Künste, Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung).
Manifesto per un'esposizione personale di Max Bill alla galleria Suzanne Bollag di Zurigo nel 1968-1969, realizzato dall'artista e stampato da Albin Uldry a Hinterkappelen (Zürcher Hochschule der Künste, Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung).

Negli anni 1930 esordì anche come grafico (manifesti, tipografia). Dal 1944 si occupò di estetica industriale, dando espressione all'esigenza di una forma funzionale e coltivando l'idea di una progettazione integrale dell'ambiente di vita dell'uomo (disegno industriale). Con l'esposizione Die gute Form, organizzata per il Werkbund svizzero nel 1949, diede un importante contributo allo sviluppo della «buona forma» nella Svizzera del dopoguerra. Nel 1947 realizzò la scultura Continuità, costituita da un'unica superficie configurata sulla base del nastro di Möbius. Nel 1950 fu tra i fondatori della Hochschule für Gestaltung di Ulma, costruita nel 1950-1951 secondo i suoi piani, di cui fu rettore dal 1951 al 1956. Nel 1951 la Triennale di Milano premiò il suo padiglione svizzero, mentre la Triennale di São Paulo gli conferì il premio per la scultura, che gli valse un ruolo di rilievo nell'America del sud. Nel 1957 aprì di nuovo uno studio a Zurigo; negli anni successivi, oltre a dedicarsi all'attività artistica, curò la sezione Educare e creare all'Esposizione nazionale di Losanna (1964) e costruì la propria abitazione-atelier a Zumikon (1967). Fu membro della commissione federale delle belle arti dal 1961 al 1968. Nell'ambito della sua attività politica, rappresentò l'Anello degli Indipendenti (AdI) dapprima in seno al consiglio comunale di Zurigo (dal 1961) e in seguito al Consiglio nazionale (1967-1971; Assemblea federale). Nel 1968 fu insignito del premio per le belle arti della città di Zurigo: in occasione della cerimonia di premiazione tenne un discorso sulla coltivazione del piacere in un piccolo Stato. Ottenne numerosi altri riconoscimenti nazionali e internazionali (premi artistici). Tra i principali esponenti dell'arte astratto-geometrica, in particolare dei concretisti zurighesi, Bill influenzò in modo determinante fin dagli anni 1930 l'evoluzione e il pensiero sistematico-seriale dell'arte concreta.

Riferimenti bibliografici

  • M. Staber, M. Bill, 1971
  • E. Hüttinger, M. Bill, 1977 (19872)
  • A. Thomas, m. bill, cat. mostra Studen, 1993
  • DBAS, 110 sg. (con bibl.)
  • M. Bill, M. Bill: unendliche Schleife 1935-1995 und die Einflächner, 2000
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Suggerimento di citazione

Annemarie Bucher: "Bill, Max", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), Versione del 1998 (voce dell’edizione a stampa del DSS, aggiornata il 24.11.2025)(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/006183/2025-11-24/, consultato il 11.07.2026.