
Milioni di italiani si stanno astenendo dalla democrazia. L’affluenza alle urne nelle elezioni regionali siciliane del mese scorso era inferiore al 50%. E quelli che votano sono alla ricerca in numero sempre maggiore di gruppi di protesta (in Sicilia, quello fondato da un comico e blogger, Beppe Grillo, è arrivato primo).
Per capire il perché, si consideri la Lombardia, la regione della capitale finanziaria d’Italia, Milano. La città era una volta in Italia anche la “capitale morale” prima che la premiership di Bettino Craxi, morto da latitante in fuga dalla giustizia, e di Silvio Berlusconi, un altro milanese nativo. Ma il sobrio e coscienzioso Mario Monti, attuale primo ministro d’Italia, è della Lombardia. E la gente della regione ancora vede se stessa come più industriosa ed integra dei meridionali. La Lega Nord sottolinea la supposta eredità celtica della Lombardia. Altri puntano ai collegamenti con il mondo teutonico, compreso un periodo sotto l’impero austriaco.
Eppure, fin dalla sua elezione regionale nel 2010, la politica della Lombardia ha visto un crollo morale. L’ultima goccia è stato l’arresto dell’assessore alla Casa Domenico Zambetti, accusato di favoreggiamento della mafia calabrese, o ‘ndrangheta (leggi l’articolo). Poco dopo, Roberto Formigoni, che ha governato per 17 anni la Lombardia, ha sciolto l’assemblea degli ottanta consiglieri. Un’elezione è probabile nel mese di gennaio.

Certo che questo è proprio un brutto momento per Comunione e Liberazione ed i suoi simpatizzanti che devono subire, come